Guerra simbolica tra i sessi

«L’opera al nero permanente»
Quando la lotta al patriarcato diventa negazione dell’unità e trasformazione del corpo in campo ideologico
di Riccardo Paccosi
La polemica sul pattinaggio artistico alle Olimpiadi di Milano-Cortina non è un episodio isolato, ma il segno di una deriva culturale più ampia. La lettura ideologica del gesto atletico – l’uomo che solleva la donna – viene trasformata in accusa morale, ignorando la dimensione simbolica, estetica e relazionale dello sport. Nel testo di Riccardo Paccosi, questa ossessione per la separazione e per il rovesciamento forzato dei ruoli viene interpretata come una vera e propria Opera al Nero: un processo di disgregazione che non mira all’uguaglianza, ma alla dissoluzione dell’unità originaria tra maschile e femminile. Il sessismo non è più solo discriminazione storica, ma diventa strumento ideologico per negare l’amore, la complementarità e perfino il fondamento ontologico dell’essere umano, ridotto a materia neutra da riplasmare. (N.R.)
Se la Grande Opera riguarda in alchimia la ricerca dell’unità originaria dell’Essere, ivi compresa quella tra maschile e femminile, oggi siamo di fronte al rovesciamento di tale principio: osserviamo svolgersi un’Opera al Nero che punta alla separazione permanente tra uomo e donna, a lasciare gli opposti separati entro l’informe stadio della nigredo.
Milioni e milioni di input propagandistici vengono ogni giorno lanciati in tale direzione: dalle teorizzazioni contro il corteggiamento alle “ricerche scientifiche” attestanti che le donne single siano più felici e così via.
Questo processo parte da un piano antropologico-culturale, ma la corruzione che determina raggiunge l’ambito dell’ontologia.
Cosa infatti significa, in termini ontologici, separare l’uomo dalla donna se non cancellare l’amore e la nascita quali fondamento dell’Essere?


