Autodafé corale per la cupola globalista 

L’ORA DI SCAPPARE


La concentrazione dei media nelle mani della cupola globalista almeno ha un vantaggio: quando si cominciano a leggere in contemporanea sui  giornali cose in netto contrasto con ciò che dicevano prima di una certa data, in alcuni casi prima di una certa ora, si capisce di trovarsi di fronte di fronte a un cambiamento di narrazione concertato che arriva dalle centrali del potere. E adesso finalmente le sopraffine menti che abitano Washington hanno capito che gli ucraini stanno cedendo, che i russi passano sempre di più ad un atteggiamento attivo e non puramente difensivo, che insomma bisogna fare in fretta per salvare il salvabile I quotidiani americani in mano alla cupola globalista, cioè quasi tutti, stanno facendo un vero e proprio autodafé corale: riconoscono che l’Ucraina non può vincere, che la Russia non ha subito grandi danni dalle sanzioni e anzi ha performance superiori a quelle occidentali e si ritrova con un surplus di 75 miliardi di dollari, che Putin è più forte che mai, che l’esercito di Mosca è una temibile macchina da guerra invece dell’insieme imbelle descritto da due anni a questa parte da questi idioti americani. e perdonatemi l’ossimoro che comunque vale per tutti i livelli politico amministrativi, che insomma se non si interviene immediatamente, gli Usa rischiano di non poter attuare il loro piano b, ovvero congelare il fronte, offrire alla Russia i territori già conquistati in cambio di un’Ucraina in viaggio verso la Nato. E si accaniscono contro Zelensky perché vuole ancora attaccare e non si arrende alla logica americana della pace per evitare la sconfitta.

Le meravigliose teste non pensanti di Washington sanno benissimo che lo scopo principale della Russia è il disarmo e la neutralità dell’Ucraina e che quindi Mosca non accetterà una pace a queste condizioni per cui sperano di poter accusare moralmente la Russia per non volere la pace , quando sono proprio loro che hanno portato all’inutile sacrificio di mezzo milione di uomini e hanno impedito che Ucraina e Russia siglassero un accordo di pacificazione  (1)già nella primavera del 2022. Non hanno compreso che ormai non hanno alcun credito in giro per il mondo, specie dopo aver appoggiato militarmente ed economicamente il genocidio in corso a Gaza. Essi non vogliono prendere atto del decalogo scritto da un capitano cinese del 4 secolo avanti Cristo Míngxian Duìzhăng (明显队长) che sembra l’ovvietà allo stato puro, ma che invece contiene una saggezza che ormai ha abbandonato l’Occidente:

  • Se la guerra è inevitabile, allora devi combattere.
  • Se puoi attaccare, allora devi attaccare.
  • Se non puoi attaccare, devi difenderti.
  • Se non puoi difenderti, devi ritirarti.
  • Se non puoi ritirarti, devi correre e nasconderti.
  • Se non puoi scappare e nasconderti, allora devi capitolare e arrenderti.
  • Se non capitoli e non ti arrendi, allora muori.

Non si sa bene a quale punto vogliano fermarsi i grandi strateghi americani dopo aver fallito dalla prima all’ultima le mosse per cercare di indebolire la Russia, qualcosa che di solito non riesce nemmeno se lo si fa apposta, ma il fatto è che ormai l’Ucraina non solo non è più in grado di attaccare, ma ha soprattutto carenza di uomini per difendersi quindi il congelamento del fronte è solo l’ennesima illusione: gli ucraini saranno costretti a ritirarsi prima da soli e poi seguiti dal loro crudele padrone che dovrà rintanarsi e nascondersi all’interno della sua area geografica. Questo colpo sarà così forte che nessuno può dire se gli Usa e di conseguenza la Nato e l’Europa delle stragi, potranno superare politicamente questa sconfitta epocale. Dopotutto, è passato più di un secolo dall’ultima volta che gli Stati Uniti sono stati in grado di sostenersi senza derubare continuamente altri paesi (esportando inflazione, sconvolgendo le economie, fingendo di essere un “rifugio sicuro” finanziario) e accumulando debiti che non hanno intenzione di rimborsare mai.

Redazione

 

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