Un articolo “complesso” per lettori pensanti

 

Kim Jong-un e Vladimir Putin

L’OSSESSIONE ANTI RUSSA DEI GIORNALISTI ITALIANI

ED IL SOGNO DI ESSERE I PORTAVOCE DI BIDEN


Gli Usa inchiodano Kim: mille container di armi alla Russia”. È il titolo del Giornale, impegnato a diventare l’organo ufficiale di Washington nel centrodestra. Emulando Repubblica sul fronte sinistro. D’altronde l’indignazione a comando funziona perfettamente in entrambi i campi che, di “opposto”, non hanno nulla se non la concorrenza per qualche poltrona. Ma le politiche sono le medesime.

Alessandro Sallusti

 

 

 

 

 

 

 

Ed allora bisogna indignarsi perché l’amato leader nordcoreano fa le stesse cose che fanno gli amati leader atlantisti: inviare armi ad uno dei contendenti nella guerra in Ucraina.

Però bisogna indignarsi perché da un lato ci sono i buoni e dall’altro i cattivi. Dunque, le bombe a grappolo statunitensi che uccidono i civili russi sono legittime ma le armi di Kim che uccideranno i civili ucraini sono un crimine contro l’umanità.

Il tragico è che, nell’occidente dei maggiordomi di RimbanBiden, sono in tanti a crederci. E non soltanto in Italia. D’altronde i TG pubblici e privati e la quasi totalità dei giornali ex grossi raccontano le medesime cose. E se i sudditi hanno creduto a Burioni & C. possono anche credere a Simoni e Piangerelli, a Sallusti e Molinari. Evitando di chiedersi perché i giornali perdono copie e le TV perdono spettatori.

Ma evitando anche di chiedersi perché il Sud globale diventa sempre più compatto contro le sanzioni atlantiste. Perché – nonostante enormi divergenze politiche e religiose – i Paesi di Africa, Asia e America Latina preferiscano fare accordi tra di loro. O perché il “sempre più isolato Putin” (secondo i racconti delle piangine TV) abbia appena concluso accordi per realizzare una zona industriale in Egitto, per fornire grano e sviluppare il turismo in Tunisia, per costruire una centrale nucleare in Burkina Faso. In quell’Africa che avrebbe dovuto vedere l’offensiva italiana con il piano Mattei(1) e che, nella migliore delle ipotesi, vede l’Italia in cerca di qualcuno che venda il gas ad un prezzo superiore a quello pagato per il metano russo.

E mentre il disastroso Tajani va in giro a fare il portavoce di RimbanBiden, la Francia cacciata dall’Africa stipula un accordo con la Mongolia per la fornitura di uranio. Perché l’Europa, compresa quella al servizio di Washington, si muove comunque su vari fronti. Parigi con la Mongolia, la Grecia tornando ad acquistare gas russo. Ma l’Italia utilizza le poche risorse a disposizione non per rilanciare la propria economia bensì per mantenere la banda Zelensky.

Andrea Marcigliano
Enrico Toselli

 

 

 

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