Tra fedeltà atlantica e dignità culturale: il bivio dell’Europa davanti alla politica dell’eccesso.

«Ma la plurimillenaria cultura europea può prostituirsi per Trump?»
L’Europa può ancora difendere la propria cultura politica o sta cedendo alla logica brutale di Donald Trump?
di Augusto Grandi
Il testo riflette sulla distanza crescente tra la tradizione politica europea — fondata su diplomazia, diritto e misura — e lo stile aggressivo e destabilizzante attribuito alla leadership trumpiana. Più che il fenomeno americano in sé, preoccupa l’atteggiamento di alcuni ambienti politici europei disposti a seguirne le posture e il linguaggio. Il confronto con le scelte autonome di grandi potenze come India, Cina e Russia suggerisce una domanda cruciale: l’Europa intende restare soggetto storico capace di orientarsi secondo i propri interessi e valori, oppure ridursi a semplice eco di strategie altrui? Una questione che riguarda non solo la politica, ma l’identità stessa della civiltà europea. (N.R.)
Un bambino delle elementari, non particolarmente intelligente, non scenderebbe ai livelli di squallore del presidente Trump. Perché persino nel precipizio educativo in cui è caduta l’Italia esistono dei limiti alla stupidità. Negli Stati Uniti, evidentemente, no. È vero che il gradimento per il pirata sta crollando anche nel suo Paese, ma un terzo degli yankee continua, evidentemente, ad apprezzare un presidente che minaccia di ammazzare i leader dei vari Stati, che ne insulta altri, che si vanta di rubare il petrolio ad altri popoli, che annuncia invasioni un po’ ovunque. E che mente in continuazione per nascondere i crimini ed i fallimenti.

Poco importa se il delirio sia naturale o indotto dal criminale assassino di Tel Aviv. Ciò che importa, e che preoccupa, è che ci sono politici europei che gli danno retta. Certo, la forza militare ed economica degli USA è tale da non poter essere ignorata. E, infatti, Cina e Russia, ma anche l’India, ascoltano, prendono atto della follia e procedono sulla strada dei propri interessi nazionali. L’India, il più vicino agli USA tra i grandi Paesi, ha ignorato le sanzioni occidentali contro la Russia e ha continuato a fare affari con Putin.

Gli eurotossici, al contrario, sono sempre scattati agli ordini del pirata. E hanno applicato sanzioni che hanno danneggiato i propri popoli, la propria economia. Si spera sia stato solo per incapacità e servilismo. Anche adesso, di fronte all’attacco criminale contro l’Iran del pirata e dell’assassino, gli eurotossici sono stati invitati da Trump ad acquistare gas e petrolio dagli USA, a prezzo maggiorato. Evitando di risparmiare acquistando gli stessi prodotti dalla Russia. Gli eurotossici hanno immediatamente ubbidito.
Tanto chissenefrega dei popoli, del lavoro, dell’economia, delle famiglie.

E, soprattutto, chissenefrega dei millenni di storia e di cultura europea. Ora conta solo la stupida imitazione dello stile di vita yankee. Senza cultura, per non essere politicamente scorretti. Senza identità, senza dignità. Servi sciocchi, servi pericolosi. Che, ogni tanto, vantano di discendere dal Rinascimento, dal Re Sole, dai filosofi e musicisti tedeschi, dai poeti francesi, dai cavalieri spagnoli. Per poi ridursi a seguire la non cultura statunitense nella moda, in ciò che chiamano musica, in ciò che spacciano per arte.
