lo smacco Macron e l’inevitabile mercato delle vacche

MACRON ARRUOLA GLI SCILIPOTI FRANCESI.

ma deve decidere cosa fare della Francia


Marché Macron. Il presidente francese, dopo lo smacco alle elezioni politiche, sta avviando l’inevitabile mercato delle vacche per ottenere l’appoggio di chi è stato eletto per essere un oppositore. E la Francia, sotto questo aspetto, non è molto diversa dall’Italia. Al raggruppamento macroniano mancano una quarantina di seggi, ma in realtà ne servono di più per avere un margine di sicurezza. Una ventina potrebbero arrivare dai socialisti poiché non tutti, nel partito, hanno gradito l’alleanza con Mélenchon considerato troppo estremista. Ma non mancano i “responsabili” nel centrodestra, tra le fila dei Républicains sedicenti neogollisti.

Ufficialmente il leader del partito ha dichiarato che i Républicains resteranno all’opposizione, ma tra gli eletti ci sono già disponibilità per un appoggio a Macron ed al suo governo di minoranza. E poi ci sono gli eletti delle formazioni minori, una quarantina complessivamente. Dunque, il presidente ha ampie possibilità di riuscire a governare, pur tra compromessi sulle riforme e poltrone da distribuire ai deputati in vendita. Nel caso potrebbe chiedere consigli all’esercito di voltagabbana del parlamento italiano.

D’altronde l’opposizione si è rafforzata, ma è schierata su fronti opposti. Mélenchon e la sua grande coalizione vola, ma non vince e non ha certo i numeri per governare. Marine Le Pen fa il pieno di seggi, moltiplicati per 11 rispetto alle elezioni precedenti, ma con poco più del 17% dei consensi. Cioè poco più della metà rispetto all’ammucchiata di Mélenchon con socialisti, immigrazionisti, ambientalisti e comunisti.

Una balcanizzazione dell’Assemblea, si sarebbe detto in passato. Ora, più semplicemente, una italianizzazione con la spasmodica ricerca degli Scilipoti transalpini. Certo, Macron esce indebolito dal voto. E non soltanto sulla scena interna dove avrà difficoltà a far passare, così come le aveva imposte, le riforme bocciate dai francesi. Ma anche a livello internazionale. Il dinamismo sul fronte Est non era riuscito a cancellare i fallimenti a ripetizione in Africa, nella Françafrique. Ed il grande movimento, estremamente confuso, in Ucraina non aveva portato a risultati nel conflitto ed evidentemente non è stato gradito dagli elettori.

Eppure, di questa Francia l’Europa ha estrema necessità. Nécessaire comme Le Pen, giocando sull’assonanza tra il cognome della leader della destra e “le pain”, cioè il pane. Ma di una Francia che riscopra, se non la grandeur, almeno la decenza di non rassegnarsi al ruolo di servetta del rimbamBiden.

Augusto Grandi

 

 

 

Fonte: ElectoMagazine del 21 giugno 2022

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