Il potere che teme la sua stessa ombra.

Manicomio abbandonato, verrà presto ripristinato c’è già un registro di tutti i politici di Bruxelles:

«Manicomio Bruxelles: il potere che mangia se stesso»

Dalle élite francesi a Bruxelles: quando il controllo diventa ansia di autodifesa

Il Simplicissimus

Il recente intervento della brigata anticriminalità francese contro una tradizionale e innocua goliardata liceale rivela un clima di sorveglianza sempre più paranoico. A Parigi, persino i giovani dei prestigiosi Louis-le-Grand e Henri-IV — futuro dell’élite repubblicana — vengono trattati come potenziali sovversivi. L’episodio, che sfiora il grottesco, mostra il nucleo del problema: un potere europeo che, incapace di governare il dissenso e ossessionato dall’ordine, finisce per rivolgere le sue armi contro i propri figli. Bruxelles, simbolo di una governance che scivola verso la “società del controllo”, appare così come un manicomio politico dove l’oligarchia, pur di sopravvivere, arriva a divorare se stessa. (Nota Redazionale)


Non c’è alcun dubbio che di fronte a noi si stia spalancando una società del controllo che è la forma moderna della tirannia. E lo dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, un episodio avvenuto a Parigi dove un gruppo di agenti della brigata anticriminalità, la famigerata Bac, è intervenuto a disperdere con i lacrimogeni un gruppo di studenti liceali che stavano facendo la tradizionale battaglia degli abeti. Una innocente manifestazione di vitalità adolescenziale che tuttavia è stata interpretata come qualcosa di sedizioso anche se – questa è la cosa importante – la disfida degli abeti avveniva tra gli alunni dei due più importanti licei di Parigi e dunque di Francia, ovvero il Louis le Grand e l’Henri IV, istituti dove si è formata tutta l’élite e buona parte dell’intellighenzia francese, dove ovviamente studiano i rampolli dell’alta borghesia transalpina. Lo stesso Macron ha studiato all’Henri IV e ha probabilmente partecipato alla battaglia degli abeti. Questo ci mostra la disperazione, ma anche la determinazione del mondo oligarchico a reprimere i suoi stessi alleati, come se il potere fosse giunto a mangiare se stesso pur di sopravvivere.

Sopravvivere a che cosa? Al mondo che essi stessi hanno creato. I governanti globalisti d’Europa, i Commissari dell’Ue, tutta l’organizzazione da loro creata e i media di riferimento, ci ricordano incessantemente che l’Europa è al vertice della civiltà e che i valori europei democratici, noti anche come “Valori Occidentali”, sono superiori. Tra questi, la libertà di parola e l’inviolabilità del corpo umano, sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 1948. Ma tutto questo esiste ormai soltanto sulla carta perché nella realtà è un vago ricordo: in un processo sempre più rapido, cominciato con la caduta del muro di Berlino,(1) tutto questo è stato sovvertito. Paradossalmente finché è esistita l’Unione sovietica il neocapitalismo anti-keynesiano – che nel frattempo si allenava a casa, per esempio, con il golpe cileno – ha dovuto essere prudente perché esisteva un’alternativa politica che, a certe condizioni e in molte aree del mondo, avrebbe potuto essere attraente. Perciò certe forme e certi principi venivano di massima rispettati, anche perché in Occidente, la paura del comunismo, sparsa a piene mani, consentiva di avere un ampio consenso, quell’ 80% che secondo le teorie di Vilfredo Pareto costituivano la percentuale necessaria per il controllo della società.

Una volta crollata l’Urss non ci sono più stati ostacoli al progetto di nuovo feudalesimo, salvo quelli derivanti dal mantenere tale consenso sempre a livello di sicurezza. Secondo un intellettuale tedesco, Hans Vogel, ciò è stato ottenuto con una serie di stratagemmi per focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e tali da generare un appoggio al sistema, sia pure in via indiretta: così sono state messe in prima pagina le piogge acide e il buco dell’ozono, preludendo a una immane catastrofe ambientale. L’attenzione è stata spostata dai temi politici, per esempio i diritti del lavoro che cominciavano ad entrare nel tritacarne, a quelli ecologici. Fu anche trovato un colpevole, i clorofluorocarburi, in arte Cfc, che erano dentro ogni bomboletta spray. Ciò non derivava da una seria indagine scientifica, ma dal fatto che stavano scadendo i brevetti per queste sostanze e si temeva che esse venissero prodotte nel Sud del mondo a prezzi stracciati, Per la cronaca oggi se ne producono quantità ancora maggiori che negli anni ’90, ma intanto il buco dell’ozono si è chiuso, anzi si è scoperto che si tratta di un fenomeno ciclico.

In effetti tutti questi problemi sono completamente scomparsi dopo l’11 settembre del 200, che rifocalizzò l’attenzione sul terrorismo e sulle restrizioni che si accompagnavano alla lotta contro di essa: non si trattava più di scegliere la bomboletta priva di Cfc, ma di accettare di essere controllati in modo sempre più occhiuto per la propria presunta sicurezza. Tuttavia l’inchiesta ufficiale sull’assalto alle torri fu così lacunosa e improbabile che suscitò parecchi dubbi e gli increduli cominciarono a crescere, sebbene stigmatizzati come complottisti, parola inventata dalla Cia per definire coloro che avevano sostanziosi dubbi in merito alla versione ufficiale dell’assassinio di Kennedy. Ciò che è venuto dopo lo sappiamo con l’accusa di essere negazionisti climatici o vaccinali. Ma il conflitto in Ucraina con le evidenti narrazioni menzognere e le conseguenze economiche interamente pagate dai cittadini, le stragi di Gaza, appoggiate praticamente in toto dall’Occidente, mettono ora in grave pericolo il consenso paretiano delle élite. Così si è arrivati alla censura, in qualche caso ad arresti illegali e al tentativo di controllare tutta la rete con vari pretesti, per esempio quello di combattere la pedofilia(2) che semmai è proprio il vizio segreto delle oligarchie. Oppure creando dei concetti insensati come quello di disinformazione, di cui mi occuperò prossimamente, per nascondere la natura stessa della censura e darle un vestito ingannevole. Insomma, è evidente che i dirigenti europei sono spaventati dalla sempre maggiore opposizione che incontrano. Ma, come dice anche Vogel, non possono nemmeno tornare indietro.

Dunque, non rimane che la repressione, una repressione cieca che alle volte, come è accaduto a Parigi, si rivolge anche contro i propri ambienti di riferimento. Già queste élite politiche, allevate come polli in batteria, hanno pochissima testa, ma adesso la stanno del tutto perdendo.

Redazione

Approfondimenti del Blog

«PERCHÉ IL MURO DI BERLINO (parte prima)»

(1)

 

 

 

 

«L’ABISSO DELLA PEDOFILIA NELLE CLASSI DIRIGENTI D’OCCIDENTE»

(2)

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