I fighetti e le fighette della destra accomodante…

MI SI SONO INTRECCIATI I DITI


Quella che, nelle mitiche esibizioni di Paolo Villaggio, era una delle simpatiche espressione di timidezza e di goffaggine, risulta politicamente indegno e psicologicamente perdente quando una simile esternazione esce dalla bocca dei politici.

I fighetti e le fighette della destra accomodante, quando trovano quattro imbrattacarte, un ventriloquo accademico, un plagiatore scortato, un paio di tromboni catodici, investigatori caricature di un biker dall’autostima incontenibile ed altri figuranti del circo mediatico, si contorcono in distanziamenti morali e in elucubrazioni intellettualistiche.

Si giustificano di fronte agli attacchi, si discolpano da accuse incomprensibili, si scusano per torti immaginari, si siedono al tavolo dei bari sperando nella buona fede dei croupier.

L’atteggiamento è sempre quello del perdente, afflitto da una colpevolezza indotta e insuperabile.

Loro, i paladini della Costituzione e pretoriani dell’antifascismo, autoincoronati con indecente proclamazione quali tutori del pensiero corretto e patrocinatori di una fumosa questione morale, se li sfidi ad un pubblico dibattito rispondono che con i fascisti hanno chiuso nel ’45, poi, però, rievocano il fantasma in orbace e pretendono un atto di abiura e di ripudio, secondo la logica della viltà alla quale sono abituati, e pretendendola dagli altri.

Cadendo nella trappola segnalata da Gómez Dávila, secondo cui – giustamente – “Chi accetta il lessico del nemico si arrende senza saperlo”, gli eletti democratici – a dimostrazione che detenere il potere non corrisponde ad emanare autorità, essendo il primo una questione di forza mentre la seconda è evocazione di spirito e di volontà propria – riconoscono ai nemici, perché tali sono, un’onestà ed un’intelligenza che non hanno.

Ma Tizia ci è o ci fa? Giorgia Meloni. Immaginatevi quanto darebbe affinché questa foto fosse incenerita

In più, succubi del giudizio altrui che facilmente influenza i caratteri deboli, le personalità fluide e le identità senza spessore, sono pronti a scaricare chi intralcia il loro cammino e incrina l’immagine che vogliono esibire.

Non c’è niente da fare, dal tradimento della Triplice Alleanza, al 25 luglio e all’8 settembre, la media dei governanti italici è inaffidabile, opportunista e sostanzialmente meschina. Chi ha tentato di rettificare questa attitudine è finito in un distributore di benzina, con i festeggianti di ieri che continuano come iene di oggi.

Redazione Electo
Adriano.Segatori

 

 

 

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