Lo sconcerto di fronte alla narrazione semplificata sulla crisi venezuelana

«Mi vergono per loro»

Quando l’ignoranza diventa verità per chi ripete a memoria slogan sulla “dittatura” venezuelana.

Il Simplicissimus

In un clima in cui la geopolitica si trasforma rapidamente in slogan da social media, la vicenda venezuelana — dall’operazione militare che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro alle interpretazioni superficiali che ne sono state date — è diventata teatro di semplificazioni e luoghi comuni difficili da sostenere davanti ai fatti. Se è vero che le elezioni in Venezuela sono regolari nella forma istituzionale e si susseguono secondo il calendario costituzionale — come avviene, per esempio, con le elezioni presidenziali del 2024 e le parlamentari del 2025 — la comunità internazionale ha evidenziato ripetute criticità, irregolarità procedurali e mancanze di trasparenza che ne minano la credibilità agli occhi di osservatori esterni. In questo contesto, l’attacco delle semplificazioni — che etichettano Maduro come “dittatore” in modo dogmatico senza considerare la complessità delle dinamiche interne — diventa emblematico di un modo di pensare privo di approfondimento e critica: non una riflessione, ma un’abitudine mentale che sostituisce i fatti con narrazioni pronte all’uso. (N.R.)


Non ci posso credere, mi pizzico sperando che sia un incubo, ma purtroppo è vero: dopo l’impresa del rapimento di Maduro si è alzato un coro di imbecilli che ripetono a pappagallo che il leader venezuelano è un dittatore e quando sommessamente si fa notare che in Venezuela si volgono regolarmente elezioni, nazionali, di stato, presidenziali in numero superiore a quelle di tutto il resto dell’America Latina e dell’occidente in genere, si risponde che sono truccate. Lo dicono con tanta sicumera da far credere che siano andati essi stessi a controllare, ma invece i loro sederi flaccidi posti a protezione dell’unico organo che può far supporre una qualche forma di pensiero, ovvero l’intestino, che l’hanno solo letto dai giornali o molto più spesso appreso dalla Tv. E ci credono fermamente perché in Occidente noi conosciamo la verità, mentre tutto il resto del mondo è preda della propaganda.

Ora chiunque segue le vicende internazionali sa che da tempo immemorabile o almeno da prima che io venissi al mondo, tutte le elezioni sono state considerate valide o truccate solo a seconda che il risultato piacesse o dispiacesse a Washington, senza alcuna eccezione. Il che ovviamente consente, all’occasione, di esportare democrazia, anche se per caso vi sia già e in misura molto maggiore risetto a chi vuole imporla come pretesti per rapinare risorse. Ma questi lotofagi sembrano non averne la minima idea, anche perché quando i cosiddetti osservatori delle elezioni in aree e Paesi critici dicono che tutto è regolare, l’informazione se ne fotte e riferisce solo le veline che ha ricevuto. Di fronte al rapimento di Maduro persino le formazioni che fingono o che conservano la beata illusione di essere di sinistra, pur condannando blandamente, l’azione americana, dicono che insomma non si esporta così la democrazia, facendo intendere che in Venezuela i governi socialisti non siano democratici. Non parliamo poi delle parole della Meloni e degli altri esponenti del centro destra che plaudono al gesto trumpiano, in maniera indecente. Le loro dichiarazioni dovrebbero essere usate nei pronti soccorsi come emetici di emergenza. Mi vergogno per loro.

In realtà ci troviamo di fronte a una mentalità ormai metastatizzata in Occidente, secondo cui ogni più sfacciata violazione di quel rimasuglio di diritto internazionale che ancora esiste, viene mascherata da una propaganda che nasconde qualsiasi azione banditesca, sotto il manto dell’imposizioni di valori superiori. Bisogna combattere i cattivi, contrastare i dittatori, impedire ai comunisti malvagi di derubare il loro popolo. I palesi attacchi imperialisti in Iraq e Afghanistan furono spacciati per missioni quasi umanitarie per portare la democrazia ai poveri oppressi di quei paesi, di liberare le donne e altre amenità del genere, esattamente come regolarmente accade per l’Iran, dove colonizzatori che non hanno perso né il pelo né il vizio, elidono qualsiasi differenza culturale e interpretano ogni fenomeno come se fosse dentro la cultura occidentale. Mancando qualsiasi esprit de finesse questo non stupisce di certo e conferma la volgarità ambivalente e presuntuosa del nichilismo contemporaneo.

Ed esistono dei topoi regolarmente utilizzati in questi casi, per esempio l’uccisione dei bambini, la balla che aprì la strada alla reale, enorme strage di bimbi a Gaza e che oggi viene ripetuta con Maduro responsabile secondo le prove della Cia, della decapitazione personale di 40 bambini. Erano una quarantina anche quelli uccisi da Hamas, forse le prove sono le stesse. Almeno cambiate numero, fateci questo favore. Il fatto è che la propaganda sta diventando troppo ovvia, nonostante calino costantemente capacità critiche delle persone che vengono educate specificamente perché esse non vengano sviluppate. Così alla fine ci si è persino stancati di giustificare guerre e stragi con le buone intenzioni: l’atto di forza di Trump è pura e semplice rapina al petrolio – in stile mafioso – senza alcuna preoccupazione per le conseguenze o per l’aspetto che avrà. È un enorme passo indietro sul piano della convivenza civile sul pianeta, ma anche qualcosa di molto pericoloso da due punti di vista. Il primo è quello di una guerra mondiale non più combattuta da terzisti della morte: proprio ieri la Russia ha colpito e distrutto deliberatamente tre industrie ucraine di proprietà americana che di fatto erano impegnate nella produzione bellica. Perché avere remore se l’avversario non le ha? Il secondo è che man mano che le élite occidentali abbandonano i vincoli legali e morali all’estero, si sentiranno sempre più giustificate a fare lo stesso in patria, accelerando l’erosione delle garanzie costituzionali e delle libertà civili.

Lo vediamo perfettamente in Europa e alcuni lo capiscono anche. Più il potere occidentale perde ogni remora all’esterno più lo perderà all’interno e quelli che considerano Maduro un dittatore non capiscono che dare credito a questa sciocchezza, alla fine si rivolgerà contro di loro.

Redazione

 

 

 

 

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