Imbarazzante l’esternazione di Nello Musumeci

MUSUMECI, MINISTRO DELLE CATASTROFI: ARRANGIATEVI!


Imbarazzante l’esternazione di Nello Musumeci, ministro della protezione civile, a proposito del rifiuto dello stato di intervenire per aiutare chi è colpito da calamità naturali: “Assicuratevi e arrangiatevi”. Forse il ministro non ha capito che la sua delega non è alle catastrofi ma alla protezione civile.

Maltempo, Musumeci avverte: “Stato non ha più fondi, le aziende si assicurino”. I danni provocati dal maltempo in Piemonte e Valle d’Aosta

Dunque, in teoria, dovrebbe occuparsi di proteggere i sudditi italiani. Che, tra l’altro, pagano le tasse anche per questo, non solo per garantire mega stipendi ai ministri, per mandarli in giro per il mondo a perdere tempo portando a casa risultati modesti.

Dunque, lo stato dovrebbe intervenire prima che una pioggia si trasformi in frana, in disastro, in dramma. Si chiama prevenzione, e costa meno rispetto agli interventi per affrontare frane, alluvioni, crolli, morti.

Però è più facile andare in TV e dire “Arrangiatevi”. Pagate le tasse per la protezione civile e poi pagate l’assicurazione per ottenere i risarcimenti che lo stato non vi darà. E, probabilmente, neppure le assicurazioni. Perché i danni da calamità naturali sono ingenti, grazie alla mancata manutenzione del territorio da parte dello stato, e le polizze pagate non riescono a coprire il risarcimento. Anche perché, troppo spesso, pure le manutenzioni delle abitazioni o degli stabili aziendali lasciano a desiderare.

Così o si alzano a dismisura i premi assicurativi a carico delle famiglie e delle aziende, oppure si rinuncia a stipulare assicurazioni per i danni ambientali. Che, essendo sempre più globali, complicano anche l’attività dei riassicuratori.

Dunque, si ritorna a Musumeci ed alla prevenzione. Che passa anche attraverso il ripopolamento delle montagne. Perché – anche se Musumeci, essendo responsabile pure del Mare, non lo sa – smottamenti, frane, alluvioni sono determinati da ciò che viene fatto o non fatto a monte. Non basta mandare un paio di operai forestali due volte all’anno per interventi minimi, occorre una presenza costante e le risorse per la manutenzione dei territori.

Quanto alle assicurazioni, Giorgio Cifarelli (Unipol Sai) ipotizza accordi decennali con interi condomini, con la manutenzione a carico delle compagnie ma con la possibilità di detrarre una parte consistente dei costi. E con la possibilità (non l’obbligo) di estendere la copertura alle auto di chi abita nel condominio, alle polizze vita e così via. Una sorta di patto generale.

Per evitare ciò che sta già succedendo in alcune realtà, con i periti delle assicurazioni che risarciscono solo una minima parte dei danni subiti da un appartamento o da un intero stabile.

Redazione Electo
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