L’Italia al servizio, ma con stile

NON PIÙ CAMERIERI MA PROFESSIONISTI DI SALA.

PAGATI POCO COME PRIMA

Da camerieri a “professionisti di sala”: cambia il nome, non la paga.

di Augusto Grandi

Nel suo nuovo post, Augusto Grandi affronta con tagliente lucidità la parabola discendente del lavoro in Italia, tra svendite industriali e ipocrisie linguistiche. Dopo l’allarme di Giorgio Garuzzo sull’assenza di prospettive occupazionali per i giovani, emerge un quadro in cui l’unica carriera rimasta sembra essere quella del cameriere per turisti stranieri. Ma attenzione: oggi si chiamano “professionisti di sala”. Cambia la definizione, non la realtà. Con uno stile graffiante, Grandi denuncia la retorica del maquillage sociale, dove il marketing del linguaggio tenta invano di mascherare precarietà, bassi salari e un Paese che smette di credere in sé stesso. (Nota Redazionale)


Giorgio Garuzzo, ex Ceo di Iveco, commentando la vendita del gruppo in parte a Leonardo (per gli aspetti militari) e per tutto il resto agli indiani di Tata ha avvertito che, ormai, ai giovani italiani resta l’unica prospettiva di un lavoro da camerieri. Con tutto il rispetto nei confronti della categoria ma sottolineando che un Paese che si autodefinisce “sovrano” dovrebbe puntare anche su altri settori, magari leggermente più innovativi.

Ma se il commento di Garuzzo oscillava tra la delusione e la preoccupazione, il quotidiano Il Tirreno ha pubblicato un’intervista ad un imprenditore alberghiero con un hotel a Viareggio e l’analisi era sostanzialmente analoga, ma con una valutazione opposta. L’hotel in questione, negli anni 80, vedeva una stragrande maggioranza di ospiti italiani e una minoranza di stranieri. Ora la situazione si è ribaltata, con l’80% di presenze estere ed il 20% di italiani. All’albergatore interessa solo riempire le camere, e se quegli straccioni di italiani non possono più permettersi soggiorni in località eleganti, peggio per loro. Possono, appunto, fare i camerieri per i turisti stranieri, così si godono la vista dello stesso mare e respirano la stessa aria.

Restando, comunque, dei poveracci. Perché nella polemica sull’Italia dei camerieri si sono inseriti anche gli scontri tra Gambero Rosso e Masterchef. E mentre da un lato si punta sull’immancabile ipocrisia invitando a cambiare la definizione, da cameriere a “professionista di sala”, dall’altro la realtà economica rimane sempre la stessa. Gli spazzini non sono diventati più ricchi chiamandoli operatori ecologici, e i camerieri continueranno a guadagnare cifre insufficienti per vivere a Milano o nelle località turistiche più note, anche con la definizione di professionisti di sala.

Redazione Electo
Augusto Grandi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Augusti Grandi

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