Quando l’inverno aveva un volto e il gelo portava doni.

«Nonno Gelo»

Ded Moroz, la notte antica che precede il Natale.

di Andrea Marcigliano

Prima del Natale, prima del calendario cristiano, prima ancora delle ideologie moderne, c’è una figura che attraversa le notti più lunghe dell’anno: Nonno Gelo. Atteso nella notte di San Silvestro dai bambini dell’Europa orientale, Ded Moroz non è un’invenzione sovietica né un surrogato laico del Natale, ma una personificazione arcaica dell’inverno stesso. Portatore di doni e di gelo, accompagnato dalla luminosa e inquietante Sneguročka, egli incarna l’ambivalenza della stagione più dura: distruzione e protezione, paura e promessa. Un viaggio nelle radici pagane del mito, là dove il freddo non è solo una condizione climatica, ma una forza sacra che precede e sopravvive alle religioni. (N.R.)


A San Silvestro, in gran parte dell’Europa Orientale, quella di tradizione ortodossa, i bambini attendono Ded Moroz, o Dada Kolieda. Che, tradotto, dovrebbe più o meno essere Nonno Gelo.

In molti penseranno che sia un residuo del socialismo. Del periodo sovietico. Quando si cercava di sostituire le tradizioni cristiane del Natale con altre feste, laiche o, per lo meno, laicizzate.

Tuttavia, Nonno Gelo è figura decisamente molto più antica del periodo sovietico. Figura di un, misterioso e impressionante, portatore di doni, la cui origine si perde nella notte dei tempi. Al di là, addirittura, della diffusione del Cristianesimo.

Cristianesimo ortodosso, per altro, che ha mantenuto, per lo meno nella tradizione russa, il vecchio Calendario Giuliano. Cosicché il loro Natale cade a gennaio. Il 7, per essere precisi.

Tuttavia, Nonno Gelo viene prima. La Notte del 31. Ed è figura, come dicevo, molto, ma molto più antica.

Una personificazione dell’Inverno, si potrebbe pensare.

Però è un inverno certo tremendo, visto che stiamo parlando di Russia e Siberia, ma al tempo stesso che reca doni. Perché Nonno Gelo è accompagnato sempre dalla bella Snegurocka, sua nipote secondo le leggende più recenti. La Fanciulla di Neve, che arriva portando tempesta, grandi nevicate. Gelo, appunto.

Ed è questa la caratteristica fondamentale di questa, misteriosa, figura del Capodanno russo. È, o meglio porta con sé il gelo. Eppure reca anche doni, scendendo dalle sue dimore nel profondo Nord.

Ded Moroz

Doni, quindi speranze. Perché secondo una versione più antica del mito – e di miti, infatti, si tratta – la Fanciulla di Neve è, in realtà, la figlia dell’Antico. E della Primavera. Che si annuncia, l’appunto, con improvvise folate di neve, nelle quali, però, si comincia ad insinuare l’attesa della nuova stagione. E, quindi, la speranza.

Stagione in cui la Terra tornerà a dare frutti. E il ghiaccio si scioglierà. Il sole tornerà a brillare. E portare speranza, appunto.

Perché questo è il vero senso del Dono che Ded Moroz porta nel profondo della Notte. Quando ogni luce solare sembra spenta. E il calore remoto.

Un mito naturalistico, si potrebbe, facilmente, dire.

Tuttavia, la cosa è molto più complessa.

Perché nella Natura, e nel suo ciclico divenire, gli uomini un tempo percepivano altro. Molto altro.

Geli, Inverni, Neve, Primavera non erano, solo, fenomeni naturali. Erano simboli. E, quindi, porte che si approvano su un altrove misterioso.

Un altrove popolato di spiriti. Di presenze. A volte inquietanti, come la strega Baba Yaga, contro la quale Nonno Gelo deve combattere, per portare il suo dono agli uomini buoni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Era la Terra ignota in cui gli antichi sciamani sapevano penetrare. Utilizzando le tecniche dell’estasi.

Un Regno nascosto. E, per noi, ormai perduto. Se non per quell’alone di fiaba che ci viene incontro ancora con le storie di Nonno Gelo e della bella Fanciulla di Neve.

Buon anno a tutti.

Redazione Electo
Andrea Marcigliano

 

 

Un commento

  1. Pinuccia

    3 Gennaio 2026 a 10:49

    Bel racconto ispirato alle fiabe io leggevo da piccola le fiabe russe con Baba Jaga erano molto belle non si trovano più nelle librerie e mi spiace molto grazie di avermele ricordate Buon Anno alla redazione di inchiostronero e a tutti gli scrittori ♥️

    rispondere

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