Ma quanto è cattiva l’Arabia Saudita…

principe Mohammed bin Salman

ORRORE! L’ARABIA SAUDITA PUNTA SULLE AUTO A PREZZO BASSO

come se i poveri potessero guidare…


Ma quanto è cattiva l’Arabia Saudita? Tantissimo, secondo il Centre for Climate Reporting. Perché Riad avrebbe un piano, supervisionato proprio dal principe Mohammed bin Salman, per inondare di petrolio i Paesi dell’Africa e dell’Asia. E come farebbero, questi cattivoni? Favorirebbero la commercializzazione di auto a buon mercato, vetture a benzina e diesel. Non è chiaro chi dovrebbe produrle, dal momento che anche le auto tradizionali vendute in Europa hanno prezzi ormai proibitivi per gran parte delle famiglie. Dunque, i prezzi folli non sono un obbligo.

Ma il Ccr va oltre. E spiega che i cattivissimi sauditi favorirebbero anche lo sviluppo dei voli low cost, per renderli accessibili ad una ampia fascia di popolazione che non può permettersi i prezzi assurdi come quelli praticati in Italia per raggiungere Sardegna e Sicilia.

Di fronte a questo tipo di accuse sorgono alcuni dubbi, e non soltanto relativi ai costi di produzione delle vetture o di quelli per i viaggi aerei. Il dubbio principale riguarda proprio la logica di partenza. Perché impedire la vendita di auto con prezzi bassi significa voler limitare la libertà di viaggiare ai soli ricchi di questi Paesi africani ed asiatici. Dunque, diritti riservati esclusivamente ai ceti dirigenti. Bloccando sul nascere lo sviluppo del ceto medio che sta crescendo e che verrebbe rispinto tra i poveri senza possibilità di alternative.

Lo stesso vale per i voli aerei concessi esclusivamente a chi può pagare prezzi elevati, inaccessibili per tutti gli altri.

Ovviamente l’Arabia Saudita non farebbe tutto ciò per spirito umanitario, ma in ogni caso un programma di questo tipo favorirebbe lo sviluppo dei Paesi più poveri. Con possibilità di movimento, di commercio, di conoscenza attraverso viaggi e turismo.

I ricchi

Il problema è che la logica del Ccr è la medesima degli oligarchi italiani. Auto sempre più care, aree urbane percorribili solo a pagamento, parcheggi a costi elevati, mezzi pubblici scarsi e costosi. Lo spostamento individuale è riservato ai più ricchi. Ed il turismo punta sempre più sugli alto-spendenti, con lo sci che è stato eliminato dagli sport di massa, con le spiagge sempre più esclusive.

Il resto della popolazione è privato di diritti. In nome della tutela dell’ambiente, dell’inclusione, del sostegno alle guerre atlantiste. Lavorare e poi chiudersi in casa. Sino a quando la casa non sarà troppo costosa per buona parte della popolazione.

Andrea Marcigliano
Enrico Toselli

 

 

 

 

 

 

 

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