Romantic Italia racconta le canzoni italiane che hanno esplorato, in modi diversi e originali, le molteplici forme dell’amore. Un lungo viaggio musicale dentro la storia, il costume e i sentimenti italiani che comincia negli anni Cinquanta dei primi Festival di Sanremo trasmessi alla radio e arriva al presente dei video autoprodotti e caricati su YouTube.

Non c’è solo la musica, nel libro di Giulia Cavaliere: ci siamo noi. Noi che abbiamo passato i pomeriggi nei negozi di vinili, noi che abbiamo studiato attentamente le canzoni da duplicare sulle musicassette da regalare, noi che abbiamo telefonato alle radio per dedicare un brano a qualcuno, noi che abbiamo avuto il cuore a pezzi e ce lo siamo fatto ricomporre da qualche cantautore. «Romantic Italia – Di cosa parliamo quando cantiamo d’amore» (edito da Minimum Fax) è un libro su tutti noi.

Attraverso 80 canzoni italiane  Giulia Cavaliere riesce a raccontare l’Italia e gli italiani: dai «Mariti in città» di Domenico Modugno del 1958 alla «Promiscuità» dei Thegiornalisti del 2014; dal «Mistero» di Enrico Ruggeri del 1993 alla «Presunta santità di Irene» di Dente del 2009; da «Estate» di Bruno Martino del 1983 a «Ma che freddo fa» di Nada del 1969.

Il risultato è tutt’altro che scontato: non ci sono solo «cuore, sole e amore», ma anche desiderio, sensualità, erotismo e un po’ di trasgressione: dal ménage à trois di «Pensiero stupendo» (cantata da Patty Pravo e scritta da Ivano Fossati) all’amore omosessuale della «Giulia che ti tocca, è Giulia che ti porta via da me» cantata da Antonello Venditti, dal tradimento dei Pooh in «Tanta voglia di lei» alla «Wanda» a cui Paolo Conte propone: «Scandalizziamo l’ambiente».

«Se nelle canzonette si sostituisse la parola amore con desiderio ci si avvicinerebbe molto di più alla realtà», aveva scritto Sylvia Plath. E – leggendo l’analisi dei brani scelti da Cavaliere in questo libro – sembra proprio così: le canzoni italiane che un tempo uscivano dai juke box e oggi stanno dentro un iPod raccontano, tra un ritornello e una strofa, la passionalità di una nazione intera, «l’eros che si fa parola», per dirla alla Franco Battiato.

Romantic Italia è un «lungo viaggio nell’amore raccontato e raccolto da chi ascolta – scrive l’autrice – un lungo tentativo di provare che sì, le canzoni d’amore possono spiegarci l’amore ovvero possono mostrarcene un frammento o una prospettiva». Proprio perché si tratta di una prospettiva, di un punto di vista, il libro di Giulia Cavaliere diventa un gioco: ognuno, leggendolo, può scoprire aneddoti curiosi sulla storia delle canzoni o indignarsi per l’assenza di altri brani.

Nessuna pretesa di compilare una enciclopedia della canzone d’amore italiana, nessuna ambizione di offrire «alcuna verità assoluta sul significato delle canzoni della vostra vita, perché la verità delle canzoni è personale, sempre parziale». 

E forse anche perché – quando si tratta d’amore – «è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già». 

 

Come inizia. 

 

INTRO

Se penso a cosa ho fatto nella mia vita, l’unica verità che mi sento di affermare è che ho ascoltato canzoni d’amore ogni giorno, davvero ogni giorno. Mi sono sempre istintivamente interrogata sul significato di quelle canzoni e ho sviluppato nei loro confronti una forma di adesione assoluta, instaurando con loro una sorta di patto di reciproca salvezza: nella mia cameretta io salvavo le canzoni dall’invisibile e incombente macero del tempo e loro salvavano me dalla fatica dolorosa di descrivere e dire, da sola, l’indescrivibile e l’indicibile.

   Di canzoni d’amore italiane ho ragionato per tutta la vita. La prima volta, lo ricordo in modo nitido, avevo sei anni: mio padre stava rifacendo il letto matrimoniale e dalla vecchia radio Brionvega bianca sul suo comodino usciva una hit di Riccardo Cocciante. Era il 1991 e, seduta a terra con addosso una coperta, non riuscivo proprio a comprendere come mai il protagonista della canzone avesse così bisogno di scoprire perché stava insieme a quella donna, visto che già erano d’accordo che quella sera sarebbero usciti insieme. Dovevo capire ancora molte cose, sia sulle canzoni che sull’amore.

   Tra i sette e gli undici anni ho frequentato molto le balere di provincia. No, aspettate, così suona strano. Tra i sette e gli undici anni, Lucia, la mia babysitter, mi portava nelle balere di provincia, d’inverno e d’estate, su e giù per la pianura padana ad assistere a quelli che sono stati i primi concerti della mia vita, quelli di Barbara, sua figlia Barbara, sui dance floor colorati da luci fluo e illuminati dagli strass e dalle paillettes sugli abiti delle signore, portava in scena il prodigioso spettacolo della canzone italiana: dal liscio al pop, da Casadei a Celentano, inserendo ogni tanto, con l’orchestra al seguito, qualche classico inglese e americano o qualche ballo di stagione in voga quell’anno.

   Lì, seduta con gli occhi spalancati su un divanetto di velluto rosa o viola, in luoghi dai nomi favolosi – La Buca, Antares, Sandalo Cinese – ho capito che la lambada nascondeva dentro di sé qualcosa che non sapevo ma era forte, era potente e riguardava il corpo, anche il mio. Lì, bevevo una Coca-Cola consentita come piccolo lusso a un orario in cui, a casa, sarei già stata a dormire, ho iniziato a mettere la mia testa di bambina su rose rosse, carezze, baci appassionati, stasera che sera, e se domani (e sottolineo se), pazze idee e avventure, amore, amore mio, amore non più mio, e in generale su tutto il lessico e l’immaginario amoroso che l’Italia aveva, nei decenni, fatto vivere nella sua musica popolare.

L’autrice.

Giulia Cavaliere è nata nel 1985. Ha studiato Lettere all’Università di Pavia. Si occupa di comunicazione e media e scrive di cultura pop, canzoni e libri. È stata redattrice e autrice della rivista The Towner di Moleskine e tra le sue collaborazioni troviamo Esquire Italia, Rolling Stone Italia, Linus, IL del Sole 24ore, Prismo, Doppiozero, Rockit, Il Primo Amore. Suoi racconti sono apparsi su NA di Nuovi Argomenti e su Research Milano (AgenziaX, Milano 2015). Il suo primo libro uscirà a settembre 2018 per Minimum Fax.

 

Formato: Formato Kindle.

Dimensioni file: 1145 KB.

Lunghezza stampa: 247

Editore: minimum fax (27 settembre 2018)

Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.

Lingua: Italiano

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