Trump, per un momento ha indirizzato gli occhi del mondo all’insù in cielo, auricolari spenti ad ascoltare il canto dei pianeti…

PASQUA 2021

Il sepolcro

John Ratcliffe ex Dni, Director national intelligence U.S.A., disarcionato il 20 gennaio dal take over Biden – Trump, per un momento ha indirizzato gli occhi del mondo all’insù in cielo, auricolari spenti ad ascoltare il canto dei pianeti, falchi a scrutare quei corpicini luminosi chissà se spenti o ancora accesi, paiono granelli versati in un universo di miracoli senza però più rendercene conto avrebbe scritto Ernesto Cardenal. No niente poesia d’amanti, infiniti al riparo di siepi, né vibrazioni di tipo extrasensoriale, parlava soltanto dei cari vecchi UFO eterei dischi nello spazio, spioni dell’homo sapiens, sapiens, dall’alto d’una tecnologia a noi purtroppo ignota, appaiono, scompaiono giocano a nascondino, spostandosi su rotte siderali a velocità supersonica senza fare boom frustando il muro del suono come fa un nostro ominide aereuccio.

Il 1° giugno giurano dall’intelligence saranno pubblicati i documenti sull’esistenza degli oggetti non identificati, gran boccata d’ossigeno per ufologi, il CUN, goduria gotica delle migliaia di avvistatori notturni di padelle in giravolta tra le pieghe del cielo notturno, dai bauli di polvere si alzeranno i fantasmi arcaici di entità verdi, mollicce, perfide, antropomorfe ma assai distanti dalla bellezza dei canoni policletei. Chissà, sull’onda, risorgeranno i fumetti anni ‘70, il capitano Raul Tuis barricato in Svizzera a respingere gli attacchi degli extraterrestri, magari adeguandosi al mainstream dem, accoglienza, carta di riconoscimento profughi e ius soli lettiano.

Gli alieni sono già tra noi, lo affermano ingegneri della NASA ma soprattutto un astrofisico di fama internazionale il prof. Abraham “Avi” Loeb, la prova è nell’oggetto non identificato transitato nei nostri cieli nel 2017 e soprannominato Oumuamura, spazzatura indifferenziata vagante nello spazio lasciata da un’astronave aliena di passaggio. Si alzano voci da tenori e contralti nel coro degli “alienati”, sono autorevoli scienziati, tecnici, militari d’alto grado, se gli extraterrestri son già sbarcati si potrebbe stanarli copiando il giovane Elliot di E.T. di Spielberg seminando dolcetti confidando siano golosi più di Ciccio dell’Oca.

Qui sulla terra il cielo è il rifugio al bombardamento che avviene in fibra ottica, i media seminano nei palinsesti assassine mine antiuomo, gracchiano sui fili l’unico verso dei corvi di Hitchcock, chiusi, barricati in casa contro lo tsunami covid Sars 2 aspettiamo il pic sul braccio sperando sia aurora e non tramonto, mentre gli alieni veri giocano a di che colore sei? pitturando la cartina di bianco, giallo, rosso, arancione con tonalità diverse, mancandogli il blu, il colore del cielo.

Domani per chi legge queste righe sarà un venerdì particolare sintomatico o asintomatico di fede, sarà il venerdì che precede la Pasqua, il processo farsa a Gesù di Nazareth è terminato, albeggia di chiarore il cielo su Gerusalemme, due briganti e un re senza corona e scettro, aspettano i chiodi nella carne, d’essere issati da spaventa uomini sulla collina, terribile umiliazione riservata agli schiavi mai ai romani.

Era il giorno 14 di Nisan la Parasceve (il venerdì che precede la Pasqua ebraica) secondo un testimone l’apostolo Giovanni, a mezzodì le croci di cipresso salirono verso il cielo, da quell’ora all’ora nona si fece buio su tutta Gerusalemme, nel tempio i sacerdoti sacrificavano gli agnelli, Gesù disse: “ho sete”, una spugna imbevuta d’aceto fu accostata alla bocca, disse “tutto è compiuto”. Abbassò il capo e morì.

Il cielo sembra chiuso alla volontà dell’uomo di scalarlo, chioma frondosa dell’albero negato, arrampicata verticale per cogliere e gustare pomi di vita eterna, l’onnipotenza sperando, perché no, in una mano benevola di alieni hi-tech, amaca dove cullare sogni di piacere infinito, addio paure, malattie, fatica del lavoro, l’eden può scendere da una navicella, essere in armonia con le nostre aspirazioni e fantasie per vincere l’ultimo nemico, la morte.

Anche i cristiani d’oggi in fondo si aggiungono alla schiera dei frignanti depressi, superstiti di pietas i vecchi, dimentichi, nelle nuove generazioni, di quella che Tacito chiamò superstizione, meglio inseguire le farfalle colorate della scienza, compresi i dischi volanti, popoli più evoluti di altre galassie, angeli su astronavi trasmettitori di vangeli d’altissima tecnologia tali da rivoltarci in meglio questa nostra vita di dolori.

Eppure ci stupisce ancora la corsa dell’anziano Pietro, del giovane Giovanni verso il sepolcro:

Correvano entrambi: ma l’altro discepolo, più svelto di Pietro, corse avanti e arrivò al sepolcro per primo. Chinatosi, vide per terra le bende, ma non entrò. Giunse anche Simon Pietro che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro, vide per terra le bende e, ripiegato a parte, in un angolo, il sudario che gli aveva coperto il volto. Allora anche l’altro discepolo, che era giunto al sepolcro per primo, entrò, vide e credette”.

Il cielo parte da lì da un sepolcro vuoto. Che ne pensano alieni e loro fans? Spallucce, buona Pasquaforte 

Emanuele Casalena

 

 

 Fonte: Il Pensiero Forte del 31 Marzo 2021

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