Quanto è premurosa, la gauche in redazione! 

PER LA GAUCHE ITALIANA IN REDAZIONE IN FRANCIA…

non può governare la destra per non irritare la banlieue


Quanto è premurosa, la gauche in redazione! Preoccupati di un possibile successo delle destre alle elezioni politiche anticipate in Francia, i giornalisti italiani di servizio hanno già iniziato a spiegare le nobili ragioni che dovrebbero impedire ai transalpini di votare per madame Le Pen e per il delfino Bardella. Ed essendosi resi conto che il consueto armamentario – fascismo, razzismo, putinismo – non funziona più, ne hanno fatto una questione di buon senso e di sicurezza.

Perché se dovesse vincere il Rassemblement  National, sarebbe inevitabile una esplosione di rabbia nelle banlieues parigine. Che andrebbe a sommarsi all’esplosione di rabbia delle frange antifà parigine. Dunque, conta solo Parigi mentre il resto della Francia è irrilevante. Ma, soprattutto, l’eventuale voto della maggioranza dei francesi non conterebbe nulla a fronte della rabbia di alcune minoranze della capitale.

È la curiosa idea di democrazia che ha la gauche in redazione, e non solo in Italia.

E poi qualche funzionario pubblico potrebbe abbandonare l’incarico per protesta contro la destra vincente. Magari in Francia sarebbero persino più coerenti rispetto alla pletora di attori, cantanti, sedicenti artisti e miracolati vari che avevano giurato di abbandonare l’Italia dopo il successo del centrodestra. E sono, tutti, ancora qui.

Senza dimenticare che, a fine luglio, iniziano le Olimpiadi proprio a Parigi. E si può far gestire un simile appuntamento ad un governo di destra? Bardella sarebbe capace di sostenere che la sinistra che amministra Parigi non è stata in grado di ripulire la Senna per far disputare le gare di nuoto. Oddio, lo ammettono anche gli atleti e qualche organizzatore politicamente corretto, ma se lo dice la destra allora è falso.

Il problema, però, è rappresentato da Macron e dal suo partito in profonda crisi. Napotopo ingiunge ai neogollisti di non allearsi con il Rassemblement National, poi si infuria contro la sinistra che costituisce un Fronte popolare privo di idee ma che, soprattutto, ignora i macroniani. Con la prospettiva che, chiunque vinca a destra o a sinistra, il presidente si ritrovi ostaggio di una maggioranza che lo detesta. Come quasi tutti i francesi.

Redazione Electo
Augusto Grandi

 

 

 

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