Dopo le Sardine verranno le Zucchine. La sinistra cerca un nuovo travestimento per le competizioni elettorali e si converte alla Verdura perché tira, dopo il Covid, Greta e l’amazzonico Bergoglio

 

Roberto Fico e Nicola Zingaretti
Zucchina felice

Dopo le Sardine verranno le Zucchine. La sinistra cerca un nuovo travestimento per le competizioni elettorali e si converte alla Verdura perché tira, dopo il Covid, Greta e l’amazzonico Bergoglio. Vede che in molte parti d’Europa, dalla Spagna alla Francia, dalla Germania al Nord Europa, il consenso perduto nelle competizioni coi populisti, può essere arginato fabbricandosi un populismo eco-compatibile, manipolabile, suggestivo. E così il verde diventa l’ausiliario per le battaglie politico-elettorali, il vaccino populista per battere i populismi sovranisti. Lo hanno capito perfino i due Bismarck dell’alleanza grillo-sinistra: l’esimio Fico dei 5Stelle, che come dice il suo cognome è un frutto della natura e sta appeso all’albero di Montecitorio; e l’odontotecnico che guida il Pd, Nicola Zingaretti che per darsi un ruolo oltre quello di filo interdentale della coalizione, si è accorto che per curare gli ascessi politici funzionano bene gli impacchi di verdura cotta sulle gengive arrossate. Entrambi hanno così, in una corrispondenza di amorosi sensi che però apre anche una concorrenza di spietati sensi, esortato all’unisono a buttarsi sul Verde. Tra poco vedrete che anche Conte, in uno dei suoi travestimenti, si trasformerà nel Conte Verde, scriverà nel suo curriculum di avere un passato di verdura, indirà gli Stati Vegetali e farà spuntare dal taschino una foglia di lattuga per dimostrare la sua conversione verde. Intorno voleranno finocchi e cetrioli.

I verdi furono negli anni Settanta la risposta alla crisi energetica, al modello di sviluppo industrialista e all’inquinamento. Ci furono esperienze importanti intorno ai Grunen, sorti dal ’68, superando le ideologie storiciste. Da noi un verde che merita di essere ricordato fu Alex Langer(1), morto prematuramente; interessanti furono i movimenti comunitari verdi, come quello toscano con Giannozzo Pucci. Nell’ambientalismo diventato giardino pubblico della sinistra radicale e nell’ecologismo che è invece la ruota di scorta

Alexander Langer

e la copertura verde del capitalismo global-progressista (magari in funzione anti-Trump), la parola Natura scompare: natura evoca madre natura, il diritto naturale, l’ordine naturale, la gravidanza, la vita secondo natura. Meglio usare un’espressione neutra, paradossalmente asettica, plastificata, come Ambiente, che può funzionare in tutti i campi e in tutti i sensi. Così l’ecologia diventa un ramo fiorito dell’ideologia e la parola ambiente indica tutto, persino l’ambiente di lavoro, le fabbriche e ambienti in cui di natura non c’è neanche l’ombra.

La forza dei movimenti verdi è invece nella loro autonomia dalle categorie politiche del Novecento, dalla storia ideologica e dallo schema progressista. Curioso osservare che il fenomeno dei Verdi attecchisce in modo particolare in Germania, dove il primo ministro ecologista fu durante il nazismo, si chiamava Walter Darrè (Hitler era un ecologista rispetto a Lenin, Stalin e Roosevelt…).

Giuseppe Bottai

In realtà l’ecologia è nata conservatrice, patriottica e rurale, mentre le sinistre erano per definizione industrialiste, urbane, internazionaliste e operaiste. Solo con i figli dei fiori si aprì una breccia naturalistica che germogliò poi tra i contestatori innamorati di società preindustriali (la Cina, il Vietnam, il Terzo Mondo). I primi ecologisti della modernità furono i nazionalconservatori noti come Wandervogel, Uccelli migratori. E in Italia le prime leggi a tutela dell’ambiente le fece il fascismo con Giuseppe Bottai.

Alla fine degli anni Settanta sorsero movimenti ecologisti anche a destra, soprattutto in ambiente rautiano. Alcune tematiche dell’ambiente degradato incontrano naturaliter la sensibilità di un conservatore, di un patriota, di un cattolico e di un tradizionalista: il rispetto per il creato e per la natura, l’evocazione del mondo incontaminato e genuino di una volta, l’amore per le cose sane e antiche, i borghi d’origine e le tracce del passato, la predilezione per l’agricoltura, per i prodotti chilometro zero e per le attività legate alla natura, il legame con la terra e con le radici, il senso del limite e il realismo. E in negativo la critica alle metropoli invivibili, al progresso senza freni; il rifiuto di cibi manipolati o geneticamente manipolati, il rifiuto dell’inquinamento acustico, l’aria inquinata, il mare sporco, la terra desertificata.

Si sa poi che i cittadini a maggior contatto con la natura (dagli agricoltori agli allevatori e ai cacciatori) hanno tradizionalmente espresso preferenze politiche non certo progressiste. Perché regalare la sensibilità verde al grillo-sinistrismo che la usa come foglia di fico e tisana per far digerire bocconi inquinanti della società euro-global? In passato si sono già rubati le querce, gli ulivi, i cespugli e le margherite, perché regalare loro l’intera natura?

In difesa della natura, del paesaggio e dell’ambiente hanno scritto diversi autori tra la nuova destra e il pensiero conservatore, da Alain de Benoist(2) a Roger Scruton(3). Un giovane editore, Francesco Giubilei, ha pubblicato ora un libro Conservare la natura, cercando di riscoprire il legame tra pensiero conservatore e difesa della natura. Trent’anni fa scrissi sui “verdi sentieri dell’ecologia” in Processo all’Occidente (1990)(L.C.), sostenendo la necessità di un’alleanza trasversale e comunitaria alternativa alla società global che si profilava.

Insomma, il tema verde è molto più serio e profondo di un travestimento elettorale o di una battaglia anti-Trump; e non appartiene certo a una cultura progressista e mao-capitalista. Ma va praticato con realismo, con amore della natura e delle sue leggi, in armonia e non in conflitto con la civiltà e con l’umanesimo. E ricordate: l’amore per la natura è incompatibile con chi vuole modificare geneticamente la natura umana.

 

 

Note:

  • (1) Alexander Langer (Vipiteno, 22 febbraio 1946 – Firenze, 3 luglio 1995) è stato un politico, pacifista, scrittore, giornalista, ambientalista, traduttore e docente italiano. Di formazione cattolico-sociale, esponente poi dell’organizzazione comunista Lotta Continua, ne diresse anche l’omonimo quotidiano. Fu tra i fondatori del partito dei Verdi italiani e uno dei leader del movimento verde europeo. È stato promotore di numerosissime iniziative per la pace, la convivenza, i diritti umani, contro la manipolazione genetica e per la difesa dell’ambiente. Le principali tematiche al centro della sua attenzione intellettuale e del suo agire politico furono la situazione dell’Alto Adige e in particolare il rapporto tra le diverse comunità linguistiche (noto fu il suo rifiuto, come germanofono altoatesino, di identificarsi politicamente con un’etnia, nonché la sua opposizione all’etnonazionalismo); le problematiche internazionali, come il rapporto tra nord e sud del mondo, la situazione dei paesi dell’Europa dell’est e i problemi di convivenza nelle aree di crisi; gli interrogativi sul senso e la dinamica dell’integrazione europea; la lotta contro la guerra e in favore della conciliazione. Morì suicida nel 1995.
  • Alain de Benoist

    (2) Alain de Benoist (Saint-Symphorien, 11 dicembre 1943) è uno scrittore, filosofo e giornalista francese, fondatore del movimento culturale denominato Nouvelle Droite (Nuova Destra), del quale è stato animatore insieme a Guillaume Faye, Pierre Vial, Giorgio Locchi. Durante i primi anni sessanta Alain de Benoist è stato legato a svariate entità della destra francese. Il suo processo di maturazione politica lo portò ben presto ad estraniarsi dalle accuse di neofascismo che lo investivano e già con i suoi scritti, durante gli anni settanta, cominciò a costruire il suo percorso originale fatto di critica verso la globalizzazione, il liberalismo in favore delle piccole patrie e delle identità culturali. Negli ultimi anni ha sviluppato una forte critica ad ampio raggio nei confronti della politica imperialistica degli Stati Uniti d’America.

  • Sir Roger Scruton

    (3) Sir Roger Vernon Scruton (Buslingthorpe, 27 febbraio 1944 – Brinkworth, 12 gennaio 2020) è stato un filosofo britannico. È stato un accademico, curatore, editore, avvocato, giornalista, romanziere, compositore e uno dei più controversi pensatori britannici. Un tema ricorrente del suo pensiero è il tentativo di comprendere e difendere le conquiste della cultura occidentale. Nella sua filosofia politica cerca di articolare e difendere il conservatorismo che faceva risalire ad Edmund Burke, il critico inglese della Rivoluzione francese.

 

Fonte

 

Libri Citati

  • Processo all’Occidente. La società globale e i suoi nemici
  • Marcello Veneziani  
  • Editore: SugarCo
  • Anno edizione: 1990
  • In commercio dal: 1gennaio 1990
  • Pagine: 296 p.
  • EAN: 9788871980027.  Acquista. € 32,00

Descrizione

Nel cuore dell’Occidente serpeggiano nuove e antiche tentazioni che esprimono vari livelli di malessere diffusi nelle società contemporanee: la tentazione ecologista che denuncia un mondo in degrado e nella Casa del Progresso scorge tracce di rovine; la tentazione socialista che rimette in discussione l’insuperabilità del modello individualista e capitalista; l’insorgenza comunitaria, che si esprime attraverso il risveglio delle etnie, delle identità nazionali e religiose, dei diritti dei popoli: il profilarsi di culture che scrutano oltre la modernità, traendo alimento dal pensiero postnietzschiano della Konservative Revolution, come è il caso della Nouvelle Droite; l’emersione del Sacro e del Mito nell’anima dell’Occidente nichilista e secolarizzato. Queste differenti tentazioni compongono un globale tentativo di processare l’Occidente e di applicare alla sua cultura e al suo dispiegarsi quell’esercizio del disincanto che è stato il suo propulsore originario. Questo libro è un viaggio critico nell’Occidente e nelle idee contemporanee.

Fonte MV, La Verità 1° luglio 2020

Carica ulteriori articoli correlati
  • «MUTARELLA»

    ”Chiamiamolo Mutarella, Sergio Mutarella. Unico paese europeo, coi tassi attuali più bassi…
  • «LA DESTRA CHE PIACE A LORSIGNORI»

    ”Non c’è giorno che un editorialista, un corsivista, un curatore di rubrica coi lettori su…
  • «NASCE LA DITTATURA DELL’EMERGENZA»

    ”A che punto siamo con la dittatura sanitaria? Stiamo vivendo l’estate come l’intervallo t…
Carica altro Marcello Veneziani
  • «MUTARELLA»

    ”Chiamiamolo Mutarella, Sergio Mutarella. Unico paese europeo, coi tassi attuali più bassi…
  • «PIENI POTERI E IMMAGINE»

    ”Che tristezza questa Italia! Veramente deprimente.   …
  • «LA DESTRA CHE PIACE A LORSIGNORI»

    ”Non c’è giorno che un editorialista, un corsivista, un curatore di rubrica coi lettori su…
Carica altro Attualità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Controllate anche

«MUTARELLA»

”Chiamiamolo Mutarella, Sergio Mutarella. Unico paese europeo, coi tassi attuali più bassi…