I sogni sono una parte insostituibile dell’essere umano

PERCHÉ SOGNIAMO?

 

Proviamo ad affrontare una domanda interessante e inquietante: perché sogniamo? Vediamo cosa ne pensano gli esperti e la comunità scientifica.

I sogni sono una parte insostituibile dell’essere umano. Possiamo ricordarli o no, possono essere piacevoli o terrificanti, ma la verità è che tutti noi sogniamo, senza eccezioni. Ma perché sogniamo?

Sono una costante nei testi storici, come parte della mitologia e della religione. I sogni sono un elemento irrilevante della nostra esistenza o hanno una chiara funzione? 

Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita

-William Shakespeare-


Quanto sogniamo?

Passiamo un terzo della nostra vita dormendo. Tuttavia, sogniamo solo in fasi di pochi minuti. Secondo la scienza, sogniamo una media di sei anni interi.

Quando sogniamo, il cervello si attiva richiedendo dunque che il flusso sanguigno in esso sia il doppio di quello necessario durante lo stato di veglia. Solo una parte del cervello smette di funzionare mentre dormiamo: il centro logico.

 

È per questo motivo che i sogni acquistano spesso sfumature di irrealtà. Oltre a ciò, il cervello invia segnali al midollo spinale in modo che il sistema muscolo-scheletrico non si attivi e rimaniamo fermi.

Solo gli occhi si muovono mentre sogniamo durante la fase nota come REM (per l’appunto Movimento rapido degli occhi). La fase REM occupa quasi il 50% del ciclo del sonno nei bambini piccoli. Tuttavia, a mano a mano che invecchiamo, questa fase così necessaria per consolidare i ricordi, si riduce drasticamente. La fase REM inizia novanta minuti dopo aver conciliato il sonno: la respirazione accelera, compaiono i classici movimenti oculari e sorgono anche i sogni più vividi. In questa fase, curiosamente, il cervello mostra la stessa attività di quando è sveglio. Il motivo? Sta per mettere in atto una delle sue funzioni più importanti. Gli esperti ignorano, però, quali meccanismi spingono il cervello a entrare all’improvviso in questa fase così stupefacente, iperattiva e piena di possibilità. Studi come quello pubblicato sulla rivista Nature e condotto dai neurologi Jon Lu e David Sherman ci parlano di una specie di “interruttore” situato nel tronco cerebrale.

Cosa accade durante la fase REM nel nostro cervello e nel nostro corpo?

acetilcolina

Il sonno REM riceve anche il nome di “paradosso”, per la peculiarità delle onde cerebrali che compaiono in questa fase del riposo: sono asincrone, molto veloci e a basso voltaggio.

D’altra parte, l’area cerebrale che a detta degli esperti regola questa fase del sonno è il tronco encefalico. I neuroni corticali e talamici sono più depolarizzati in questa fase e i livelli di l’ acetilcolina sono di gran lunga maggiori rispetto al solito. Allo stesso modo, questa fase del sonno è caratterizzata da:

  • Respirazione accelerata.
  • Movimento degli occhi.
  • Rilassamento muscolare.
  • Eccitazione sessuale.
  • Comparsa di sogni vividi.

Per comprendere meglio come agisce e come si presenta la fase REM, vediamo adesso quali sono le varie fasi del sonno.

  • Fase 1
  • In questa prima fase sono comuni i risvegli, così come una sensazione di cadute improvvise. Il tono muscolare va rilassandosi a poco a poco e predominano le onde cerebrali alfa e theta.
  • Fase 2
  • Il sonno si fa più profondo, la frequenza cardiaca diminuisce, così come la temperatura corporea. A questo punto, il corpo si prepara per entrare nelle fasi più importanti del riposo.
  • Fase 3 e 4
  • In queste fasi il sonno è profondo. Sono predominanti le onde delta e possono già comparire i disturbi del sonno, come incubi e sonnambulismo.
  • Durante questa fase del sonno NON REM, il corpo recupera le energie e i tessuti si rigenerano. Le cellule che non servono vengono eliminate e il sistema immunitario si depura. Nel caso dei bambini, se ne stimola la crescita di ossa e muscoli.

    Fase REM

Sono passati già fra i 90 e i 100 minuti di sonno e arriviamo infine alla fase REM. Le onde cerebrali presentano la stessa attività di quando siamo svegli; i nostri sogni presentano una narrativa che ha maggiore senso e il corpo perde tono muscolare. Predominano le onde theta e il cervello inizia a integrare le esperienze vivide nella memoria a lungo termine.

Questo ciclo descritto si ripeterà durante la notte fra le 4 e le 5 volte. E, a ogni ciclo, la fase REM durerà più tempo, iniziando con 10 minuti fino a un’ora (due ore se abbiamo meno di 30 anni, e mezz’ora se abbiamo più di 65 anni).

Mantenere una corretta igiene del sonno è fondamentale. Dormire bene e raggiungere così la fase REM è indispensabile per recuperare le energie, ma anche per proteggere i processi cognitivi, la memoria, l’attenzione, la percezione, la capacità di reagire in modo più efficace agli stimoli della vita quotidiana, etc.

Shakespeare una volta disse che l’uomo che non si nutre dei suoi sogni, invecchia presto. Potremmo aggiungere che la persona che non dorme, non sogna neanche e chi vive privo di sogni non vive come meriterebbe.

 

Il sogno ad occhi aperti non è un vuoto mentale. È piuttosto il dono di un’ora che conosce la pienezza dell’anima.

-Gaston Bachelard-


Perché sogniamo?

Una funzione importante del sonno è consentire al cervello di scartare e selezionare i ricordi. Prima di un esame è preferibile non passare la notte a studiare, ma riposare la mente e consolidare la memoria. E questo si ottiene solo se dormiamo il tempo necessario.

Quando sogniamo, il nostro cervello cerca di risolvere i problemi che ci occupano durante il giorno. Per questo, dormire può essere la soluzione a un problema che non riusciamo a risolvere.

Allo stesso modo, un sogno può essere un riflesso fedele o, nella maggior parte dei casi, simbolico di ciò che occupa la nostra mente, le nostre paure e i nostri desideri. Sono quindi comuni gli incubi che evocano paure, come la mancanza di fiducia in se stessi, che può riflettersi, ad esempio, in un sogno in cui la persona è nuda in un luogo pubblico.

Tutti, o quasi, abbiamo avuto un incubo qualche volta. Sono sogni dal contenuto spaventoso che provocano ansia e paura. Normalmente, ci si sveglia di soprassalto e col batticuore, e la sensazione di timore persiste anche dopo essersi svegliati. Possono anche manifestarsi sensazioni di confusione o di tristezza.

Le cause degli incubi sono tante: l’assunzione di determinate sostanze, fatica, problemi alimentari o difficoltà emotive. Qualunque ne sia la causa, significa che non si gode di una buona igiene del sonno. La situazione si complica quando gli incubi diventano ricorrenti. A volte facciamo più volte lo stesso sogno, come se fosse in serie. Talvolta il contesto cambia, ma lo schema fondamentalmente è sempre identico. In questi casi diventa importante prestare attenzione a cosa sta accadendo.

  • Le cause di questi incubi possono essere:
  • Uno stato di stress passeggero.
  • Consumo di alcool.
  • Consumo di sostanze psicoattive.
  • Consumo di alcuni medicinali con effetti indesiderati sul sonno.
  • Insonnia frequente che causa affaticamento.

Cenare troppo tardi o in modo troppo abbondante prima di andare a dormire.

Per controllare questi incubi, è sufficiente eliminare il fattore che li origina. È importante farlo perché, in caso contrario, possono ostacolare il riposo. La cosa migliore sarebbe cenare presto ed evitare il consumo di alcool o altre sostanze almeno due ore prima di andare a dormire.

I contenuti frequenti degli incubi

Ci sono alcuni incubi ricorrenti con contenuti altrettanto molto frequenti. Rappresentano conflitti tipici dell’essere umano, nonostante l’individuo sia l’unico che possa identificarne il significato esatto. I contenuti più frequenti e il loro significato di base sono i seguenti:

  • Inseguimenti:  rappresentano difficoltà nell’accettare una parte di noi stessi che, incoscientemente, giudichiamo oscura o riprovevole.
  • Cadute: esprimono il timore di sentirsi abbandonati o privi di sostegno.
  • Velocità estrema: è collegata alla sensazione di mancanza di controllo.
  • Esame: l’incubo è relativo all’essere giudicati, arrivare in ritardo o impreparati. Allude alla propria mancanza di sicurezza nei confronti di una situazione che si dovrà affrontare nel presente o nel futuro immediato.
  • Paralisi: è relativa al sentirsi bloccati, la mancanza di mete autentiche e la difficoltà nell’esprimere le proprie emozioni.
  • Nudità: di solito l’individuo sogna di essere nudo in pubblico senza che gli altri se ne rendano conto. Ha a che fare con l’insicurezza in qualche aspetto della propria vita, si ha una sensazione di soffocamento o mancanza di capacità.
  • Mutilazione: incubi in cui si perdono i denti, un braccio, una gamba, ecc. Parlano di una parte della vita che si è ignorata o maltrattata.
  • Essere in trappola: è relativo ad aspetti della vita repressi o bloccati.
  • Annegamento: di solito ci sono grandi ondate o acque turbolente. Ha a che vedere con lo straripare delle emozioni che non è possibile esprimere o riconoscere.
  • Bambino o animale bisognoso di cure: riguarda un aspetto dell’infanzia o un elemento vulnerabile della personalità che richiede attenzione.

    Anche se gli incubi ricorrenti mettono a disagio e a volte ne siamo terrorizzati, in realtà occorre vederli come un elemento positivo e prezioso. Si tratta di un modo in cui l’inconscio ci manda messaggi su elementi che abbiamo trascurato e che dobbiamo risolvere.

Quattro incubi Henry Fusely

Ma a volte, è il sogno che aiuta ad eliminare quelle paure, secondo alcune teorie. Quando si sogna ciò che ci spaventa si trova in un contesto diverso, dunque la paura si riduce. Non sempre succede, è vero, ma può servire come via di fuga.

Uno studio di ricerca su sogni ed emozioni

Le teorie che difendono il sonno come processo per ridurre la paura si basano su uno studio realizzato dal neurologo Matthew Walker, dell’Università di Berkeley. 34 giovani sani sono stati divisi in due gruppi.

Quindi, è stato mostrato loro un totale di 150 immagini a intervalli di 12 ore, mentre i ricercatori osservavano la loro attività cerebrale con uno scanner.

Le immagini presentate andavano da oggetti insignificanti a inquietanti ritratti di incidenti. Il primo gruppo ha visionato le fotografie una volta al mattino e un’altra la sera, senza aver dormito nell’intervallo. Il secondo gruppo una volta prima di andare a letto e una volta al risveglio.

I risultati indicano che i partecipanti che dormivano tra le due visualizzazioni presentavano una reazione emotiva meno intensa nei confronti della prima visualizzazione.

In questo caso, i risultati delle scansioni cerebrali durante la fase REM hanno mostrato che l’ amigdala (struttura cerebrale responsabile delle emozioni) e la corteccia prefrontale (struttura razionale del cervello) elaboravano le immagini minimizzandone l’impatto.

Si è così giunti alla conclusione che il sonno REM può aiutarci a superare situazioni emotive difficili nella nostra vita.

La mente è come un iceberg, galleggia con un settimo del suo volume al di sopra dell’acqua.

-Sigmund Freud-


I sogni secondo Freud

Sigmund Freud è senza dubbio una delle figure più rilevanti che si è dedicata al mondo dei sogni. Freud sosteneva che la funzione dei sogni era quella di soddisfare i nostri desideri.

Tuttavia, questa è solo una delle tante risposte alla domanda: perché sogniamo? Che funzione hanno i sogni? La verità è che il mondo onirico resta un mistero.

Né le centinaia di pagine de L’Interpretazione dei sogni di Freud né i numerosi studi di ricerca sono stati in grado di rispondere a tutte le domande relative all’argomento.

Ma di una cosa siamo certi: non sprechiamo un terzo della nostra vita dormendo. Dormire non è una perdita di tempo, è necessario per il corretto funzionamento dell’organismo.

Teoria di attivazione di sintesi

Nel 1989, Hobson ha proposto la teoria di attivazione di sintesi. Questa teoria si basa sul fatto che, durante il sonno REM numerosi circuiti del tronco cerebrale si attivano e bombardano la corteccia cerebrale con segnali neurali.

Le informazioni fornite alla corteccia durante la fase REM sono in gran parte casuali. Il sogno rappresenterebbe dunque il tentativo della corteccia di dare un senso a questi segnali casuali.

Questa teoria non nega che i sogni possano avere un significato. Tuttavia, differisce dalla teoria di Freud nella sua interpretazione. Senza dubbio, il motivo per cui sogniamo è ancora qualcosa che appassiona la scienza e lo studio del cervello.

Nonostante tutti i progressi scientifici, emergono nuovi dati che generano nuove teorie. Sapremo mai esattamente perché sogniamo?

Riccardo Alberto Quattrini

 

 

 

 

Fonte: La Mente è Meravigliosa

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