I “prepper” sono sempre pronti per qualsiasi tipo di catastrofe. Terremoti, meteoriti, disordini sociali o pandemie

PREPPER, PERSONE PREPARATE

ALLE CATASTROFI

 

Catastrofe climatica

 

Il survivalismo o “prepper” è un movimento nato in Inghilterra e negli Stati Uniti durante il periodo della Guerra freddaI “prepper” sono sempre pronti per qualsiasi tipo di catastrofe. Terremoti, meteoriti, disordini sociali o pandemie. Esiste un movimento di persone o gruppi che si prepara da decenni per saper agire in ogni situazione.

Una copia di Survival Under Atomic Attack, pubblicato dalla difesa civile statunitense nel 1950.

Cosa fareste se nella vostra città scoppiasse una violenta rivolta sociale? Sapreste cosa fare nel caso di un disastro nucleare? Come reagireste se si scatenasse una tempesta solare e l’intera rete elettrica collassasse (tecnologia inclusa)? Queste situazioni, che coglierebbero impreparati la maggior parte di noi, non sono affatto un problema per un gruppo molto speciale di persone: i prepper.

Qualcuno potrebbe ancora non essere a conoscenza del gran numero di pubblicazioni incentrate sul tema della sopravvivenza nel caso dei più svariati disastri. Su Amazon, ad esempio, si possono trovare fino a 300 libri sulle catastrofi più incredibili e su come affrontarle.

Alimentazione, costruzione di bunker, preparazione psicologica… Sono tutte tematiche in crescita, ma che in realtà, rivestono un grande interesse già da molti anni.

Ad esempio, il National Geographic nel 2012 ha realizzato un documentario sui prepper (individui o gruppi di persone che si preparano quotidianamente all’arrivo di una catastrofe) che ha ottenuto un grande successo.

Già da allora era evidente quanto la paura di una grande catastrofe sia una costante nell’essere umano. Con l’unica particolarità che sono in molti a fare di questa realtà il loro stile di vita.

L’arrivo della pandemia ha fatto sì che molte più persone diventassero prepper da un giorno all’altro. Dietro questo fenomeno, esiste una cultura e un movimento sociale degno di analisi.

E voi… siete pronti a ogni eventualità?

Il fenomeno dei prepper non è qualcosa di nuovo. Si pensi, ad esempio, all’angoscia vissuta a livello mondiale tra il 1947 e il 1991 con la Guerra Fredda. La fine della paura per un possibile disastro nucleare ha ceduto il posto, nel nuovo millennio, ad altre preoccupazioni.

Si può affermare che la transizione dalla stagione della Guerra Fredda all’era della modernità è avvenuta nell’anno 2000 o Y2K. Ed è in questo periodo che è nato un fenomeno più sofisticato.

Simulazione di una collisione di un asteroide sulla Terra

I prepper sono cresciuti di numero negli ultimi due decenni e utilizzano le nuove tecnologie, forum e gruppi internet per scambiarsi informazioni. In tutto questo tempo si sono verificati numerosi eventi, che hanno fatto crescere sempre più l’elenco di persone preparate a ogni catastrofe. Disastri naturali, attacchi terroristici, paura dei cambiamenti climatici e, inevitabilmente, l’attuale pandemia.

Vivere con all’idea che possano avvenire molti disastri può farci pensare che questo modo di vivere sia più soggetto a continui stati di angoscia. Ma non è così.

In realtà, il ​​semplice fatto di sapere come agire nelle situazioni avverse conferisce una maggiore sensazione di tranquillità e sicurezza.

Chi sono i prepper?

I prepper conducono (quantomeno apparentemente) una vita normale. Studiano, lavorano, hanno una famiglia, i loro hobby… Tuttavia, molti di loro condividono il fatto di aver vissuto un’esperienza più o meno complessa che li ha fatti riflettere.

L’avere subito un disastro naturale o l’aver vissuto un blackout elettrico per ore o giorni li può far riflettere su come farsi trovare preparati se accadesse di nuovo.

Ed è così che cercando informazioni sul web, possono imbattersi sul termine prepper e su tutto ciò che c’è dietro. È come iniziare una nuova religione, un master di sopravvivenza, un nuovo modo di vedere e concepire il mondo.

Prepper, persone razionali e ben lontane dalle teorie del complotto

È probabile nell’immaginare come possano essere delle persone focalizzate sul prepararsi a una catastrofe, possa venire in mente il tipico amante della cospirazione solitario. Niente di tutto ciò:

  • I preppers sono uomini e donne di età compresa tra i 25 e i 45 anni che amano la cultura, gli eventi sociali e che vivono nelle aree urbane.
  • Non credono nelle teorie del complotto.
  • Nei gruppi e nei forum di prepper è vietato parlare di politica.
  • Sono ben coscienti dell’impreparazione del sistema di fronte a catastrofi, sanitarie, ambientali o di qualunque altro tipo.

Bradley Garrett, geografo sociale allo University College di Dublino e autore del libro Bunker: Building for End Times stima che esistano circa 20 milioni di prepper in tutto il mondo. E il numero è in costante crescita.

Bunker: Building for the End Times

Desiderio di sicurezza in un’epoca segnata dall’incertezza

I prepper sono ben consapevoli di un fatto: nessuno sa come agire al 100% in caso di una qualsiasi catastrofe. Naturalmente, non sappiamo che tipo di eventi possono provocare i cambiamenti climatici.

Né sappiamo se il futuro ci porterà un nuovo virus o se effettivamente la scomparsa delle api porterà, come dicono in molti, a un disastro di proporzioni epiche.

Ebbene, i prepper tentano di prepararsi in diversi modi a un po’ tutti gli eventi, per ridurre l’incertezza. E seppure sia vero che non possiamo mai sapere cosa può succedere, lo sviluppo di alcune strategie d’azione può essere di grande aiuto.

Ad esempio, molti degli aderenti a questo movimento erano già in possesso di maschere per la protezione da agenti virali contro una possibile pandemia.

Come si preparano i prepper?

Alcuni hanno un bunker. Tuttavia, gran parte di loro, come già accennato, vive nei centri urbani, dove non è facile realizzare una costruzione di tali proporzioni. In generale, si preparano agli eventi nel seguente modo:

  • Segnalano il loro stato nei forum con il seguente tag: pronto per 4-6 settimane. Tale dicitura indica la quantità di cibo immagazzinato e la relativa durata.
  • Sanno quali alimenti scegliere per soddisfare il fabbisogno nutrizionale di base.
  • In molti coltivano le proprie verdure.
  • Si scambiano informazioni in modo costante.
  • Buona parte dei prepper sono persone che hanno studiato: medicina, ingegneria, fisica…
  • Si preparano psicologicamente alle avversità.
  • Apprendono nuove competenze: tecniche di depurazione dell’acqua, costruzione di dispositivi elettrici senza accesso alla rete elettrica, assistenza medica di base, ecc.

In conclusione, per quanto argomento possa sembrare sorprendente, vi è un dato di fatto. I disastri fanno parte della nostra realtà, molto più di quanto pensiamo. Essere preparati non è un eccesso di allarmismo, è del tutto normale. Il problema, evidentemente, è rendere tale inquietudine uno stile di vita.

 

 

 

 

Fonte: La Mente è meravigliosa

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