...Non sarà, invece, l’attacco finale ad opera di quell’Alleanza Antiglobalista invocata da Viganò

PUTIN, TRUMP E VIGANÒ: LA GUERRA CHE COMINCIA OGGI

È L’ATTACCO FINALE AL GLOBALISMO?

Comincia la guerra in Ucraina. Quella che è stata paventata, annunciata, e a dirla tutta anche sollecitata in molti modi negli ultimi mesi. Ma è davvero una guerra est contro ovest, Russia contro Usa, Putin contro Biden? È davvero una guerra di espansione della Russia, o una guerra energetica?

Non sarà, invece, l’attacco finale ad opera di quell’Alleanza Antiglobalista invocata da Viganò nel suo famoso appello di qualche mese fa? Forse è un azzardo pensarlo o persino sperarlo, ma se leggiamo con attenzione quando affermato dai protagonisti della vicenda (Putin, Trump e Viganò) riscontriamo un filo comune.

Ciò di cui parlo ora non riguarda solo la Russia e non solo noi – dice ad esempio Putin -. Questo vale per l’intero sistema delle relazioni internazionali, e talvolta anche per gli stessi alleati degli Stati Uniti. Dopo il crollo dell’URSS, iniziò effettivamente la spartizione del mondo e le norme di diritto internazionale che si erano sviluppate a quel tempo […]-  

cominciarono a non piacere più a coloro che si dichiararono vincitori della Guerra Fredda. Certo, nella vita pratica, nelle relazioni internazionali, nelle regole, bisognava tener conto dei mutamenti della situazione mondiale e degli stessi equilibri di potere. Tuttavia, ciò avrebbe dovuto essere fatto in modo professionale, fluido, paziente, tenendo conto e rispettando gli interessi di tutti i paesi e comprendendo le proprie responsabilità. Ma no – uno stato di euforia da assoluta superiorità, una sorta di moderna forma di assolutismo, e anche sullo sfondo di un basso livello di cultura generale e arroganza di coloro che hanno preparato, adottato e spinto attraverso decisioni vantaggiose solo per se stessi”.

L’analisi di Putin, che si può sintetizzare nel fatto che i nuovi “padroni assoluti del mondo”, arroganti, miopi e con poca preparazione, hanno voluto disegnare in base ai loro interessi (e solo ai loro, calpestando anche quelli degli alleati/sudditi e dei cittadini comuni, impoveriti e resi insicuri dalla globalizzazione e dalle guerre neo-imperiali degli Usa), trova eco anche nelle posizioni e nei discorsi di quello che, secondo molti, è il vero presidente degli Usa, e cioè Donald Trump.

“We reject the ideology of globalism, and we embrace the doctrine of patriotism” respingiamo l’ideologia del globalismo, e abbracciamo la dottrina del patriottismo”: queste sono le parole pronunciate dall’allora presidente degli Stati Uniti Trump all’assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2018. E non stupisce che in questi giorni “the Donald” abbia definito Putin “un genio” e affermato che con lui alla Casa Bianca non ci sarebbero state tensioni. Trump ha inoltre di nuovo ribadito di conoscere benissimo Putin” come conosce i suoi amici più stretti: come è possibile, dato che si sono incontrati appena due o tre volte?

Il terzo anello di questa catena è monsignor Viganò (e chissà se il Papa Emerito Benedetto XVI non sia dietro Viganò), l’uomo che ha lanciato un appello nero su bianco per un’Alleanza Antiglobalista a cui invitava ad aderire tutti i Paesi, e che tanto ha fatto rumore:

“Da due anni stiamo assistendo ad un colpo di stato mondiale, nel quale un’élite finanziaria e ideologica è riuscita ad impadronirsi di parte dei governi nazionali, delle istituzioni pubbliche e private, dei media, della magistratura, dei politici, dei leader religiosi.” afferma Monsignor Viganò e rincara la dose: “Tutti, indistintamente, sono asserviti a questi nuovi padroni che assicurano potere, denaro e affermazione sociale ai loro complici. Organismi sovranazionali, finanziati in massima parte dai congiurati di questo colpo di stato, interferiscono nel governo delle singole Nazioni e nella vita, nelle relazioni, nella salute di miliardi di persone. Lo fanno per denaro, certamente, ma ancor più per accentrare il potere, in modo da instaurare una dittatura planetaria. È il Great Reset del World Economic Forum, l’Agenda 2030 dell’ONU. È il piano del Nuovo Ordine Mondiale, in cui una Repubblica Universale renda tutti schiavi e una Religione dell’Umanità cancelli la Fede in Cristo.

Dinanzi a questo colpo di stato globale, occorre costituire un’Alleanza Antiglobalista internazionale, che raccolga tutti coloro che vogliono opporsi alla dittatura, che non hanno intenzione di diventare schiavi di un potere senza volto, che non sono disposti a cancellare la propria identità, la propria individualità, la propria fede religiosa. Se l’attacco è globale, globale dev’essere anche la difesa.

E non è un caso che la difesa della fede, dell’identità e delle radici siano proprio i punti in comune tra Putin, Trump e Viganò, e proprio per questa loro indisponibilità a sottomettersi a una nuova visione liquida e indefinita dell’uomo vengano definiti retrogradi, intolleranti e fascisti dai media di regime, posseduti, come dice Viganò, da quelle stesse oligarchie che puntano alla dittatura globale.

Forse la guerra che è cominciata oggi, partendo dall’Ucraina, è il primo atto di quel confronto finale che prima o poi doveva arrivare.

Riccardo Alberto Quattrini

 

 

 

Fonte: Visione TV del 24 febbraio 2022

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