Il silenzio selettivo dell’informazione

«Quante trasmissioni hanno fatto sul delitto di Garlasco?»

Dal morboso al rimosso: cosa merita davvero attenzione mediatica?

di Fabio Filomeni

Il delitto di Garlasco continua a essere scandagliato fino all’ossessione: centinaia di trasmissioni, ore di dibattiti, dettagli irrilevanti elevati a rivelazioni decisive. Biglietti del parcheggio, video privati, ipotesi sempre più sottili. Intanto, quando emergono notizie su reti criminali globali dedite allo sfruttamento sistematico di donne e bambine, con legami che sfiorano le élite politiche ed economiche, cala improvvisamente il silenzio. Questo pezzo mette a confronto due trattamenti opposti dell’informazione e pone una domanda scomoda: non è forse il meccanismo stesso della selezione mediatica a raccontarci qualcosa di inquietante sul potere, sulla paura e su ciò che si preferisce non vedere? (N.R.)


Quante trasmissioni hanno fatto sul delitto di Garlasco? Centinaia di programmi a spaccare il capello in quattro coinvolgendo avvocati, opinionisti e vari esperti investigativi. Ore ed ore a discutere su un biglietto del parcheggio uscito fuori vent’anni dopo dal cassetto di Andrea Sempio. Che c’è di strano? Chi è che non custodisce i tagliandini del parcometro per anni, è la cosa più normale di questo mondo!  Per non parlare delle ore a speculare su un presunto video hard della povera ragazza girato con il suo fidanzato. La poveretta non trova pace neanche da morta.

Poi veniamo a conoscenza dell’esistenza di un’organizzazione criminale globale impegnata in abusi sessuali, tratta e sfruttamento sistematico di donne e bambine – una rete che coinvolge anche le élite politiche, economiche e mediatiche europee – e tutto improvvisamente viene messo a tacere.

Milioni di prove schiaccianti nei cosiddetti Epstein file rivelano ragazze costrette in condizioni di schiavitù sessuale, torture, sparizioni e veri e propri crimini contro l’umanità. Vittime abusate da personalità di alto rango dell’Occidente, tra Stati Uniti ed Europa: criminali, pedofili, torturatori coinvolti in pratiche sataniche e, si vocifera, perfino cannibalismo. Dietro a tutto questo l’ombra dei ricatti del Mossad. Eppure, i grandi media restano in silenzio o, al massimo, mandano qualche servizio a notte fonda. In compenso, continuano puntigliosamente ad analizzare un biglietto del parcometro e le celle agganciate dal cellulare di quel Andrea Sempio.

Assurdo e vergognoso.

Fabio Filomeni

 

 

Fonte: Fabio Filomeni

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