Retroscena di una guerra mai libera

QUANTO VALE LA PELLE DI ZELENSKY?

La verità taciuta su Zelensky, i nazionalisti ucraini e la fine impossibile di un conflitto programmato

Il Simplicissimus

La guerra in Ucraina non è soltanto una tragedia bellica, ma l’esito di una costruzione artificiosa alimentata da poteri esterni e interni, in cui la pace è oggi un’ipotesi letale per chiunque osi proporla. Zelensky, divenuto simbolo e scudo dell’apparato, è ormai ostaggio delle stesse forze estremiste che lo hanno spinto al potere e che ora ne impediscono ogni passo verso la trattativa. Tra minacce esplicite, giochi di potere tra Londra e Bruxelles, e un’ideologia che riemerge dagli abissi della storia, il quadro si fa cupo e preoccupante. Un’indagine che mette in discussione la narrazione dominante e solleva una domanda inquietante: quanto vale davvero la pelle di Zelensky? (Nota Redazionale)


Una volta si diceva che le bugie hanno le gambe corte e forse non era del tutto sbagliato, anche se oggi la menzogna sembra avere zampe di levriero, ma sta di fatto che le situazioni create in maniera artificiosa finiscono per diventare delle piaghe purulente che colpiscono chi le ha create. Un esempio di questo è l’Ucraina, di fatto lasciata in mano alle forze che si riferiscono al nazismo e che ora rendono di fatto impossibile raggiungere anche solo il tavolo delle trattative, anche se per caso gli euronazi di Bruxelles lo volessero. Zelensky rifiuta ogni idea di pace anche perché, se per caso lo facesse, verrebbe quasi certamente ucciso dagli scherani che lo hanno di fatto mantenuto al potere, nonostante la grande strage in conto terzi che ha propiziato. Lo dice con estrema chiarezza uno che di queste cose se ne intende, Sergey Sterneneko, uno dei leader del partito fascista Settore Destro e un personaggio che ha avuto un ruolo di primo piano sia nei massacri del 2014 in Piazza Maidan sia in quello alla Casa dei Sindacati di Odessa. Un codardo in realtà perché si è poi sottratto alla leva obbligatoria.

Egli non esita a pubblicare le sue minacce contro Zelensky:

“Se il presidente dovesse cedere un territorio non conquistato, sarebbe un cadavere, politicamente e poi realmente. Sarebbe come una bomba sulla nostra sovranità”.

Chi è Stepan Bandera, l’eroe criminale che divide l’Ucraina

Ma non è solo lui che intimorisce, anche se altri non lo fanno in maniera così esplicita. Non è certo un mistero che Londra vorrebbe liberarsi dell’attuale duce di Kiev sostituendolo con l’ex capo dell’esercito Valeri Zaluzhny, destituito dopo il disastroso esito della controffensiva del 2023 e inviato in Gran Bretagna come ambasciatore. Come cadere dalla padella nella brace. Chi gli è vicino afferma che vede Israele come un modello proprio grazie alle stragi di Gaza e il giorno prima di essere licenziato, si è scattato un selfie con il leader del Settore Destro e comandante dell’omonima brigata dell’esercito ucraino, con sullo sfondo un ritratto del collaborazionista nazista Stepan Bandera e la bandiera fascista dell’Oun, ovvero dell’organizzazione dei nazionalisti ucraini. La foto (proposta in apertura del post) faceva già parte della sua campagna per diventare leader di un’Ucraina completamente banderizzata.

Come si vede, man mano che ci si avvicina alla sconfitta finale, i “volenterosi”, Londra in testa, ma seguita da tutta l’Ue, cercano di porre un rimedio puntando sugli elementi più fanatici, disposti davvero a combattere fino all’ultimo ucraino e non hanno più vergogna di valorizzare e anzi promuovere i rigurgiti nazisti che del resto l’Occidente ha sempre blandito persino prima della dissoluzione dell’Unione sovietica. Evidentemente non ci si fida più del tutto di Zelensky che potrebbe anche decidere di seguire le capriole di Trump piuttosto che la volontà di guerra ad ogni costo degli europei. Del resto, come ho cercato di mostrare in un post dell’altro ieri, la Ue si sta mostrando come un costrutto politico sempre più vicino a concezioni fascistoidi nelle relazioni fra Stati e dunque non ha più vergogna di esporre ciò che è davvero. Tanto i fedeli dei riti brusselleschi se ne accorgeranno fra qualche anno e per ora continueranno a biascicare il loro rosario o a invocare più Europa in un patetico e demenziale crescendo.

Ma intanto Zelensky è stato spogliato della sua aura e gli Usa lo hanno lasciato solo di fronte a Putin e alla propria sconfitta. Ecco perché adesso gli europei vogliono sostituirlo con qualcun altro che almeno per qualche mese possa fare l’intransigente senza tentennamenti. Ma l’ex comico fattosi boia dei suoi stessi cittadini, si trova in una situazione drammatica perché deve rifiutare qualsiasi segnale di pace, altrimenti rischia che gli facciano la pelle proprio quelli su cui ha appoggiato il suo potere. Non è qualcosa di teorico, ma una realtà fin troppo evidente. Se non farà la pace si sbarazzeranno di lui, se la fa, altri provvederanno: i suoi tagliagole.

Redazione

 

 

 

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