Volti rassicuranti, mani sporche di storia

«Quei bravi ragazzi»
Il potere globale travestito da normalità
Il Simplicissimus
L’immagine, volutamente grottesca e apparentemente leggera, mette in scena una verità più inquietante: il potere contemporaneo non si presenta più come minaccia, ma come consuetudine. Cinque presidenti e un agente dei servizi, ritratti come “bravi ragazzi”, incarnano trent’anni di guerre, destabilizzazioni e illegalità sistemica, a partire dalla demolizione della Jugoslavia e con essa dell’Europa come soggetto politico. La loro innocenza ostentata – una canna, un gelato, una smorfia – è la maschera perfetta di un mondo trasformato in una bisca globale, dove barare non solo è ammesso, ma diventa virtù. Come nel film di Scorsese, la violenza non è un eccesso: è il metodo. (N.R.)
Un amico mi ha mandato questa immagine che ovviamente è un fotomontaggio, non so se fatto alla vecchia maniera o con la cosiddetta intelligenza artificiale, ma che è divertente, pur in questi drammatici momenti. Si intitola La guerra è un racket e traspone su un piano sincronico la diacronia degli ultimi trent’anni, caratterizzata da un’impressionante serie di guerre a partire dalla distruzione della Jugoslavia che ha significato anche la demolizione dell’Europa come soggetto geopolitico. Cinque presidenti e un agente del Mossad, tutti aggrovigliati dentro un potere ambiguo, violento e corrotto, ma tutti con un’aria apparentemente innocua e désangagé che è precisamente la percezione che hanno cercato di imporre in questi decenni. Che male può venire da uno che si fa una canna o che mangia un gelato o che fa le boccacce? Solo Clinton è intento a pulire la pistola, ma in maniera quasi distaccata e noncurante. Però sono loro che hanno reso il pianeta una sorta di bisca, un casinò dove l’illegalità viene premiata e barare si è trasformata in una buona azione. Loro sono i “bravi ragazzi” di Scorsese.
