«Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare».  (Andy Warhol)

RAPPORTO SUL CLIMA: ORMAI È TROPPO TARDI?

 

Rapporto sul clima: non c’è più tempo

L’atteso rapporto del gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici dice che questi sono ormai irreversibili, il tempo stringe, forse è già troppo tardi. Ma c’è qualcosa che possiamo fare che i governi possono e debbono fare ma urgentemente, invece, ancora in queste settimane gli accordi per una reale transazione ecologica sono inadeguati. Le politiche sono inadeguate, troppi rinvii. La casa brucia, il mondo brucia, il mediterraneo sta bruciando. Dalla Grecia alla Tunisia, dalla Sardegna alla Sicilia dalla Calabria alla Spagna. La casa che sta bruciando è una casa comune, di tutti, comune una parola che fatichiamo ad utilizzare, perché siamo stati di fatto allevati da una ideologia che ci ha sempre e solo ripetuto:” Pensa a te stesso alle cose che sono tue e guarda nel tuo “orticello””. Cresciuti con l’elogio del bene privato e del possesso, bene il pianeta Terra non è privato è un qualcosa che riguarda tutti. Non c’è un pianeta B, c’è nel mondo della fantasia o nei film fantasy, non nella vita vera.

Rapporto sul clima: non c’è una vita B

L’uomo è cittadino del mondo quando vive secondo ragione, il razionalismo politico è quello che serve ora. Il problema principale che deve accomunare il pianeta, la classe dirigente del pianeta e i “potenti” del pianeta è il tema dell’ambiente, molte volte avvallato da temi ben più futili. Dentro il problema dell’ambiente e di un ecosistema sano ci sono tematiche come il lavoro: dignitoso, retribuito, non sfruttato; dell’accesso alla sanità, all’istruzione. Bene questi temi sono collegati ambiente, istruzione, sanità, lavoro. Tendenzialmente poi a subire le gravi conseguenze del pianeta sono i più deboli, il cosmopolitismo è ad oggi la scelta politica vincente. Dobbiamo essere radicati nel nostro posto nella Terra ma sapendo che quel nostro posto nella Terra è solo una stanza di un’unica casa. C’è solo la Terra, essere oggi cosmopoliti razionalisti è una scelta concreta, non è un semplice vaneggiare filosofico, non è un atteggiamento delle “anime belle” che non si preoccupano delle cose del mondo.

“E allora diamoci da fare”

La casa brucia e noi dobbiamo trasformarci in pompieri per spegnere questo incendio, ma poi dobbiamo trasformarci in persone razionali che mettono la vita ecologica al primo posto. Necessitiamo di una morale collettiva e comune, non più una morale politica privata, ma comune, una morale politica privata è una morale egoistica. Dobbiamo affrontare in maniera decisiva il dramma del nostro pianeta. La questione della svolta ambientale non è più rinviabile, e allora scendiamo nelle piazze per dare una sveglia a chi fa finta di sonnecchiare. Studiamo per chiedere una svolta reale, scriviamo, cambiamo lo stile di vita, ma soprattutto lottiamo. Riguarda non più il futuro ma il presente. Non dobbiamo considerare la Terra come un’eredità dei nostri avi, bensì come un prestito avuto dai nostri figli e quindi siccome abbiamo preso in prestito la Terra dobbiamo restituirgliela uguale se non addirittura migliore.

Raffaele Limata

 

Fonte: Sociologicamente del 6 settembre 2021

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