Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sul ruolo antinazionale di Repubblica…

REPUBBLICA FA LA SPIA E DENUNCIA LE ESPORTAZIONI ITALIANE CHE ARRIVANO IN RUSSIA


Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sul ruolo antinazionale di Repubblica – il quotidiano degli Elkann, non a caso – potrebbe leggere l’articolo di Filippo Santelli sulle esportazioni italiane. Salvate dalle vendite dirette verso Paesi che – assicura il giornalista diretto da Molinari e collega del signore in completo di lino che pubblica solo grazie al figlio proprietario del quotidiano – non erano mai stati particolarmente interessati ai prodotti italiani.

Paesi che, invece, erano sempre stati attivi nei rapporti commerciali con la Russia. Dunque, deduce il giornalista, gli imprenditori italiani hanno aggirato le sanzioni contro Mosca grazie a queste triangolazioni. Carramba che sorpresa! Magari, con calma, Repubblica scoprirà anche che il carburante utilizzato dai carri armati ucraini proviene dalla stessa Russia attraverso triangolazioni con alcuni Paesi europei. Così come il petrolio rivenduto dall’India o dalla Turchia.

Forse, ma è più difficile, il quotidiano che fa da portavoce degli ordini di Washington rivelerà che il famoso grano ucraino andava ai Paesi poveri africani per una ridicola quota del 2,5% del totale esportato da Kiev. Lo sanno tutti tranne Mattarella, Meloni e Molinari.

Ma il povero Santelli – come un bambino buono che a scuola fa la spia al maestro per denunciare chi ha lanciato una pallina di carta – avverte che a Washington non sono contenti per queste triangolazioni.  Perché possono farle solo gli imprenditori yankee. E non da oggi. Quando le sanzioni imposte da Washington contro l’Iran avevano fatto saltare mega contratti di imprese italiane, erano state le aziende nordamericane a sostituirle attraverso le immancabili triangolazioni. Però l’Italia non può e non deve fare ciò che fanno non soltanto gli Usa ma anche gli altri Paesi europei.

La guerra contro il grano ucraino la stanno conducendo Polonia, Ungheria, Slovacchia Romania e Bulgaria. Ma loro possono. Non hanno i giornalisti di Repubblica a vigilare sull’obbedienza agli ordini di Biden. E se le esportazioni calano ed i lavoratori perdono il posto, agli Elkann ed a Repubblica non frega niente. Lo si è già visto con la Fiat. Per loro è ormai un’abitudine.

Augusto Grandi
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