” Molti artisti sono stati influenzati da muse fonte permanente di ispirazione artistica che hanno trovato sul loro cammino, una di queste si chiamava Rosina Ferrara e ispirò diversi pittori dell’Ottocento. 

   Capri è un’isola italiana al largo di Sorrento, situata nella parte meridionale del Golfo di Napoli. Durante il XIX secolo, Capri attrasse artisti, musicisti e scrittori provenienti da tutto il mondo, affascinati dalla sua bellezza, dagli abitanti disponibili e dall’ambientazione rustica e stimolante. Olivi e vigneti punteggiano il paesaggio, i cinghiali vagano per la campagna, i pescatori andavano per mare o lavorano nel porto, la cicca in bocca a ricucire le reti. Greci, Romani, Mori, Arabi, Normanni e Spagnoli si stabilirono a Capri in varie epoche della storia dell’isola, e quella variegata mescolanza di etnie si fondeva in un’unica cultura mediterranea.

    Noi diciamo esotico per significare le peculiari diversità da quelle occidentali. La parola “esotico” comprende più di un aspetto fisico non convenzionale. Include cultura, lingua, geografia, tradizioni. Una vera figura esotica potrebbe essere descritta così: «la pelle bruna, gli occhi di una pantera, la più selvaggia e la più tenera di tutte le creature selvagge dell’isola selvaggia di Capri». 

Ecco, questo sembra esotico!

Costei era l’enigmatica ragazza caprese di 17 anni, scoperta per la prima volta dall’artista francese Edward Vaux, si chiamava Rosina Ferrara.

   Nata in una famiglia operaia nel 1861, Rosina Ferrara poco dopo divenne il modello regolare per l’inglese Frank Hyde. Affascinato dalla carnagione color nocciola di Rosina, dai capelli crespi testurizzati e dalla dolce disposizione. Meglio restare ferma che spaccarsi la schiena nei campi pietrosi.

Hyde traeva una potente ispirazione dalla ragazza nativa, descritta spesso come un “tipo arabo-greco”. Ma l’esclusiva proprietà di Rosina venne importunata dall’arrivo di un altro artista in cerca di nuova ispirazione. 

   Si chiamava John Singer Sargent, un pittore statunitense, considerato uno dei ritrattisti più significativi dell’Ottocento. Venne a Capri nel 1878, e il clima caldo e appiccicoso quasi indusse Sargent a girarsi e tornare a Parigi. Nelle lettere che scriveva agli amici, si lamentava dell’umidità e degli insetti, affermando di essere “morso dalla testa ai piedi”. Ma il collega artista Frank Hyde ha preso pietà del sofferente Sargent e gli ha offerto un posto dove stare. Lì, nello studio di Hyde situato in un monastero abbandonato, Sargent fu presentato alla giovane modella e ragazza locale, Rosina. E fu immediatamente catturato dalla sua bellezza insolita, dai lineamenti arabi e dalla pelle scura. 

Un artista aveva incontrato la sua musa.

      Questo dipinto di Sargent del 1878 dove ritrae Rosina è straordinario. Un “home run” un fuori campo artistico. Adora ogni cosa di lei, dagli abiti, al gesto, al movimento naturale, disinibito, apparentemente spontaneo di Rosina. Le pennellate di Sargent catturano tutto brillantemente. Molto lontano da quel ritratto di Madame X che fece più tardi di, una giovane e borghese americana che di nome faceva: Virginie Amélie Avegno. Il quadro venne esposto al Salon di Parigi nel 1884, ma venne ritirato poco dopo poiché il modo in cui la donna era stata rappresentata provocò scandalo tra l’alta società parigina. Figurarsi. Rosina così carnale, sensuale, esotica, come abbia mai potuto ispirare quella donna rigida e borghese. Quel dipinto è freddo, una messa in scena, gocciolante di artificiosità. Questo è caldo, genuino e vivace. Rosina è terrena e disinteressata. E guarda quel sorriso.

   Nel 1883, Rosina diede alla luce una figlia, Maria Carlotta. L’identità del padre è sconosciuta. Dopo una relazione con l’artista belga Alfred Stevens, Rosina sposò il muralista americano George Randolph Barse nel 1891. Si trasferirono negli Stati Uniti dove visse a Katonah, nella contea di Westchester, appena a nord di New York. 

Fu un unione felice che durò per 43 anni, fino alla morte di Rosina per polmonite nel 1934. Barse fu distrutto da quella perdita, non riuscì mai a farsene una ragione. Incapace di vivere senza di lei, si tolse la vita solo quattro anni dopo. In un freddo pomeriggio di febbraio, si chiuse nel suo garage, accese il motore della sua auto e morì per inalazione dei fumi di monossido di carbonio.

   Da semplice giovinetta caprese a moglie e madre nella periferia di New York, la vita di Rosina Ferrara fu un percorso davvero meraviglioso. 

Lungo la sua strada, affascinò e ispirò molti artisti, ma nel suo cuore rimase sempre la ragazza esotica, dalle innocenti radici, che una volta ballava la tarantella sulle terrazze di Capri 

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