Roma antica non pagava traditori, quella moderna “Li porta al governo”. È la doppia morale del potere: Roma oggi i traditori li paga, eccome. Restano a bocca asciutta i traditi, i soliti ingenui, i credenti, i popoli “Noi fessi” 



Morte di Giulio Cesare, Vincenzo Camuccini (1806 circa). Museo nazionale di Capodimonte, Napoli

  

Viriato(1) era un pastore lusitano che si mise a capo delle tribù della penisola iberica al tempo dell’invasione romana, verso la metà del II secolo avanti Cristo. Impegnò per sette anni le potenti legioni

Servilio Cepione
Statua di Viriato, a Viseu, Portogallo

nemiche, finché fu ucciso da alcuni traditori. Costoro reclamarono invano il prezzo del tradimento al console Servilio Cepione, la cui lapidaria risposta è rimasta leggendaria: Roma non paga traditori! Era il 139 a. C.: altri tempi, altre tempre. Roma non pagava traditori, all’epoca, poi le cose sono assai cambiate e la categoria del tradimento appare come una chiave esplicativa dei nostri brutti tempi ultimi. Peraltro, neppure Roma antica era immune dal virus della fellonia, giacché il Senato aveva proclamato Viriato, il montanaro lusitano che difendeva la sua terra, “amicus populi romani”.  

Anche il tradimento, dunque, è relativo e dipende in larga misura dal suo successo. Con umorismo inglese, un poeta britannico del Seicento, John Harington(2), scriveva: il tradimento non trionfa mai. Il motivo? Perché, se trionfa, nessuno osa più chiamarlo tradimento. Sarà per questo che è tanto difficile accostarsi al tema del tradimento, diventato impopolare, al tempo in cui conta il risultato, cogliere l’obiettivo con ogni mezzo. Guglielmo Oberdan(3) è un martire dell’irredentismo italiano, ma gli austriaci hanno il diritto di ritenerlo un traditore.

Guglielmo Oberdan

Una prova sconcertante viene dalla Spagna. Un villaggio della regione di Leòn, Portillo, si chiamava un tempo Portillo del Tradimento, in ricordo di Bellido Dolfos(4), un figlio del paese che uccise, per di più con un colpo alla schiena, il re Sancho II di Castiglia, in difesa dei diritti dinastici della sorella, donna Urraca. Oggi, il comune si chiama Portillo della

La morte del re Sancho II di Castiglia e Leon nel 1072 a mani di Bellido Dolfos

Lealtà: Bellido Dolfos è un eroe nel Leòn, un fellone nella vicina Castiglia.

Roma antica non pagava traditori, quella moderna li porta al governo?

In politica, il tradimento è pane quotidiano, tanto da suggerire a Georges Clemenceau un noto aforisma: il traditore è un tizio che ha lasciato il suo partito per iscriversi in un altro. Il convertito è un traditore che ha abbandonato il suo partito per entrare nel nostro. Insomma, sarebbe tutta una questione di prospettiva. È il punto di vista di un poeta e drammaturgo spagnolo, Ramòn de Campoamor“En este mundo traidor  nada es verdad ni mentira/ todo es según el color/del cristal con que se mira”. In questo mondo traditore, niente è verità o menzogna. Tutto è secondo il colore dello specchio con cui si guarda. Per Don Ramòn, traditore è il mondo. I traditi, par di intendere, le vittime, siamo noi, gli ingenui, coloro che si ostinano a credere in idee o principi. Il massimo del cinismo fu raggiunto dal famoso agente segreto Kim Philby(5), l’inglese al servizio dei sovietici, secondo cui “per essere traditori, occorre appartenere a qualcuno. Io non ho mai appartenuto ad alcuno”. Esemplare esercizio di acrobazia immorale, o, giudicando da uno specchio di diverso colore,

Kim Philby

magnifica lezione di autonomia intellettuale.

Tutto questo per ammettere lealmente che è difficile ragionare di tradimento, che è normale chiedersi se esista ancora il concetto, la categoria interiore della fellonia, ma al tempo stesso riconoscere che chi scrive non sa definire diversamente lo scorcio di tempo che stiamo vivendo. Osserva Giorgio Agamben (T.P.I.) che al tempo del Covid 19, “solo l’inconsistenza etica dei nostri governanti poteva abolire per decreto il nostro prossimo”. Verissimo, ma proviamo a cambiare lo specchio, come invitava a fare Campoamor. È evidente il tradimento della libertà costituzionali, democratiche, ma l’elementare diritto alla mobilità ci è stato sottratto senza colpo ferire. Il vero traditore sono io, che non mi sono ribellato. Auto tradimento: la libertà è diventata d’un tratto impopolare, poiché è risultato evidente che alla mia – sottolineo “mia” – incolumità soggettiva sono disposto a sacrificare non solo la libertà, ma anche gli affetti. Questo è, infine, l’esito del “distanziamento sociale”, della reclusione casalinga, del sospetto verso il prossimo, del dito puntato contro chi non indossa la mascherina o starnutisce. Zòe(6), nuda sopravvivenza, è tradimento di Bìos, l’esistenza fatta di cuore, corpo e anima. (T.P.I.)

Per Giorgio Agamben“solo l’inconsistenza etica dei nostri governanti poteva abolire per decreto il nostro prossimo”!

Teresa Bellanova
Robert Gualtieri. Ministro dell’economia e delle finanze
della Repubblica Italiana

Roma antica non pagava traditori, quella moderna li porta al governo. Un ministro, chiara espressione dei poteri forti finanziari ed europoidi, Roberto Gualtieri(7), spinge per gettare l’Italia – alla cui costituzione ha giurato fedeltà – in braccio ai banchieri del MES, meccanismo europeo di stabilità che darà un colpo mortale alle ultime tracce di sovranità nazionale. Un’altra, la signora Bellanova(8), nel pieno del dramma del Coronavirus e con milioni di italiani impossibilitati a guadagnarsi il pane, impone una sanatoria per gli stranieri e singhiozza per loro. Non è la prima: Elsa Fornero si sciolse in lacrime dopo aver tagliato le attese previdenziale degli italiani, i mitici “diritti acquisiti”. Lacreme ‘e nfamità, lacrime di infamità, cantava l’immortale Totò in Malafemmena.

Lungi da noi l’epiteto sessista, ma possiamo essere almeno un tantino seccati? La nostra ferma convinzione è che si tratti di traditori e traditrici (linguaggio inclusivo…) del popolo italiano, ma forse no, ha ragione Philby, per tradire occorre fare parte, appartenere. La loro logica è diversa, spesso opposta a quella di noi sudditi, popolo lontano e puzzolente. Da un altro punto di vista, nessun tradimento: la Fornero salvò i conti pubblici, impresa, invero, riuscita in maniera assai parziale, se “dai fatti occorre trarre significazione” e la Bellanova, pensosa delle sorti dei clandestini, non vuole a sua volta raccattare qualche spicciolo per il sistema previdenziale?

L’Italia istituzione, poi, di tradimenti ha una tradizione consolidata. Fu tradimento l’attacco al Regno delle Due Sicilie, tradito a sua volta dall’interno. Fu tradimento il cambio di alleanze in due guerre mondiali. È sempre una questione di specchi, di sguardi, di punti di vista. I medici – o i loro capi – hanno tradito il giuramento di Ippocrate, scegliendo chi curare, nel pieno della crisi. Ippocrate esigeva priorità alla vita: e i “cucchiai d’oro”, praticanti seriali di aborti, e gli “angeli della morte”, ribattezzata eutanasia? Specchi, prospettive, punti di vista. La Chiesa cattolica non ha forse tradito clamorosamente il suo ministero, accettando di chiudere i suoi templi, di non celebrare i suoi riti, neppure il “pietoso ufficio della sepoltura”? Non ci parlano più di Dio e del destino dell’uomo, ma in fondo, era quello che già facevano da tempo. Perché accusarli solo adesso?

 

Roma non paga i traditori? La doppia morale del potere funziona sempre: Roma, oggi come ieri, i traditori li paga, eccome. Restano a bocca asciutta i traditi, i soliti: gli ingenui, i credenti, i popoli. Noi, i fessi!

Alessandro Zan

Ed è traditore della libertà, intesa come diritto alla libera espressione, chi accelera i tempi per rendere legge il DDL Zan(9) (10), che allargherà ulteriormente i reati

Un Gay Pride

d’opinione previsti dalla legge Mancino. Modificheranno l’art. 604 bis del codice penale, che sanziona le condotte ispirate a “odio etnico, nazionale, territoriale, razziale o religioso.” L’intento è di estendere le motivazioni all’orientamento sessuale, prevedendo il divieto di costituire “gruppi o associazioni con finalità di violenze o discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”. Omosessualisti e genderisti per legge. I parametri per stabilire la colpevolezza? Non si sa, manca una definizione precisa del reato. La fattispecie verrà lasciata all’interpretazione dei giudici. Il tradimento è nei confronti del diritto. Roma non pagava traditori e pensava a che non ci potesse essere nessun crimine, nessuna pena, senza una legge “scripta e stricta”, ovvero chiara, stringente.

Tuttavia, abbiamo una commissione parlamentare per indagare i “discorsi di odio”, cioè per colpire un sentimento, presupponendolo nell’avversario e mai in se stessi. Forse evocare il tradimento è già un’incursione nella prateria dell’odio. Ma forse bandire l’odio è una legittima protezione dei “buoni” nei confronti dei malvagi. Essenziale è avere la proprietà della narrazione: il Buono, il Giusto sono io: perché ho vinto, perché sono in maggioranza, perché la minoranza a cui appartengo è tutelata.

È, forse, discorso di odio essere indignati contro il “prestito” miliardario concesso dal governo (ma le casse non erano vuote?) a FCA, l’ex Fiat, un’impresa di diritto olandese con sede legale negli Usa. Sostiene Pereira/Conte che Fca ha stabilimenti in Italia, dunque merita attenzione. Forse ne merita altrettanta il nostro amico Gianni, il barista sotto casa, che ha ricevuto da pochi giorni l’elemosina di 600 euro e il dì successivo si è visto recapitare il conto corrente per pagare oltre mille euro di contributi previdenziali, a locale chiuso. Dimenticavamo: la sua dipendente non ha ancora incassato la cassa integrazione speciale. Teresa Bellanova non piange: la ragazza non è straniera e neanche clandestina.

La Chiesa cattolica non ha forse tradito clamorosamente il suo ministero, accettando di chiudere i suoi templi, di non celebrare i suoi riti, neppure il “pietoso ufficio della sepoltura”?

Ma Roma non paga(va) traditori. La sinistra, diventata il massimo sostegno politico delle oligarchie transnazionali, ha tradito da gran tempo i lavoratori, i poveri e i diseredati. Tutt’al più, versa qualche lacrima e passa oltre. La destra non si comporta meglio: quella liberale ha tradito la piccola e media impresa e la stessa proprietà privata, che vale solo per i padroni universali. La destra civica, morale, ha tradito il senso della legge e dell’ordine, Dio, Patria e famiglia. Un giorno disse il Grillo alla formica: mai con il PD, mai con i corrotti, mai sanatorie. Ieri. Oggi ciascuno è andato oltre, ha superato gli steccati del passato, ha cambiato la “sua” verità, ha aggiornato la “narrazione” ed è trionfalmente approdato al migliore dei mondi possibili: traditore, residuo del passato è chi non ci crede.

L’enorme bolla del virus ha scatenato un altro tradimento, quello nei confronti della verità. Un bombardamento impressionante è in atto per convincerci di credere solo al potere. Prestate fede solo a noi, il gatto e la volpe, “di noi ti puoi fidar”, anzi devi, obbligatoriamente. Per Franco Califano “tutto il resto è noia”, per loro, tutto il resto è “fake news”, ovvero bugie. Il governo e i suoi mandanti si sono sostituiti a Dio: sono la Via, la Verità e la Vita. Per menti piccole come la nostra, tutto ciò si chiama totalitarismo, dunque tradimento, poiché millantano libertà, democrazia, libero pensiero, tolleranza.

Perfino questioni apparentemente marginali nascondono nuove fellonie. Ricomincerà, al tempo del distanziamento sociale, della proibizione del contatto, lo sport? Il calcio sì, almeno quello dei grandi, dei diritti televisivi. Stadi vuoti, ma portafogli pieni per i soliti noti. Nessuna demagogia d’accatto: se lo sport professionistico è un’industria, ben venga la riapertura, per carità di patria, di PIL e di tasse. Ma due immense categorie sono, una volta di più, tradite. Una è quella degli sportivi praticanti e del professionismo dei poveri, dalla serie C in giù. Si arrangino, loro possono stare fermi. L’altra è quella dei clienti più affezionati, i tifosi che amano le loro squadre e vanno allo stadio. Vade retro, ultras, anche se sei semplicemente un appassionato frequentatore della “tua” curva. Paga e guarda da casa le partite decise dal potere: distanziato, in poltrona, disciplinato. Se, anziché di Ronaldo, sei tifoso del Catanzaro, peggio per te. Se amavi la partita di calcetto con gli amici, convertiti alla corsa nel parco, solitario, a debita distanza.

Conte e Silvia Romano

La gentile signorina Romano è tornata a casa, convertita all’Islam, previo pagamento di un riscatto a chissà chi, rapitori, terroristi, servizi segreti stranieri. Bentornata, ma la giovane cooperante non poteva cooperare con i volontari del suo quartiere, della sua città, anziché con tipacci di un altro continente?

Porta con te il metro, ne avrai bisogno. Le forze dell’ordine, infatti, sorvegliano e puniscono. Te, prima e meglio di ladri, rapinatori e varia, sfaccendata umanità. Chi scrive si sente tradito, ma, lo ripetiamo ancora, tutto dipende dallo specchio. La gentile signorina Romano è tornata a casa, convertita all’Islam, previo pagamento di un riscatto a chissà chi, rapitori, terroristi, servizi segreti stranieri. Bentornata, ma la giovane cooperante non poteva cooperare con i volontari del suo quartiere, della sua città, anziché con tipacci di un altro continente? Se le cifre fornite sono vere, corrispondono all’incirca a settemila “mance” da 600 euro elargite a chi ha chiuso la serranda. Ma non è tradimento, è soltanto un diverso modo di giudicare i fatti.

Del resto, secondo lo scrittore russo Vassili Rozanov, autore di Foglie cadute(L.C.), dai grandi tradimenti hanno inizio i grandi rinnovamenti. Dunque, se l’arte tradisce la bellezza, è solo per darne una definizione nuova, se Teresa Bellanova piange per gli stranieri e ride alle spalle degli italiani, non fa che annunciare un futuro radioso. Se rinunciamo alla libertà, alla mobilità, alla libera espressione per timore del virus, è per modificare una scala di valori obsoleta. Nessun tradimento: Thomas Kuhn(11) parlerebbe di “cambio di paradigma”. Lo sapeva già Servilio Cepione, che assoldò gli assassini di Viriato, ex amico del popolo romano, e poi non li pagò, a tradimento consumato. Un secolo più tardi, Cesare, a sua volta tradito da Bruto, dichiarò di amare i tradimenti ma di odiare i traditori. La doppia morale del potere funziona sempre: Roma, oggi come ieri, i traditori li paga, eccome. Restano a bocca asciutta i traditi, i soliti: gli ingenui, i credenti, i popoli. Noi, i fessi.

 

Note:

  • (1) Viriato (Lusitania, 180 a.C. – Lusitania, 139 a.C.) è stato un celebre condottiero lusitano vissuto nel II secolo a.C.; combatté per l’indipendenza della penisola iberica dalla Repubblica romana dal 147 a.C. fino alla sua morte. La sua tecnica per opporsi agli eserciti romani era quella della guerriglia: esperto montanaro, usava attaccare il nemico con rapide sortite per poi rifugiarsi fra i monti. Viriato è uno degli eroi nazionali del Portogallo, che corrisponde al territorio degli antichi Lusitani. I Romani lo descrivono come un pastore o un cacciatore, in origine, per poi definirlo ladro e, come sarebbe stato chiamato in Hispania, al giorno d’oggi, capo guerriglia. Il suo personaggio è descritto con favore in un frammento di Dione Cassio e, sul suo conto, è confermata dalla testimonianza di altri scrittori antichi che era un uomo con uno spiccato senso della giustizia e dell’equità e che divideva giustamente fra tutti il bottino ottenuto dal nemico.
    Ideatore della moderna toilette, che ha descritto nelle Metamorfosi di Aiace
  • (2) John Harington (Kelston, 4 agosto 1561 – 20 novembre 1612) è stato un inventore, poeta e scrittore inglese. È considerato l’ideatore della moderna toilette, che ha descritto nelle Metamorfosi di Aiace. Nel 1608 tradusse in inglese il celebre Regimen Sanitatis Salernitanum. L’attore Kit Harington è un suo lontano discendente. Appare nel primo episodio della sedicesima stagione di South Park.
  • (3) Guglielmo Oberdan, nato Wilhelm Oberdank (Trieste, 1º febbraio 1858 – Trieste, 20 dicembre 1882), è stato un patriota irredentista italiano. È considerato il primo martire dell’irredentismo. «Io ho confessato tutto ciò che può solo nuocermi» (Guglielmo Oberdan durante l’interrogatorio degli austriaci)
  • (4) Vellido Dolfos (appare anche come Bellido Dolfos e anche come Vellido Adolfo ) era un leggendario nobile, noto per apparire nelle canzoni epiche , nelle ballate e nelle cronache medievali come autore della morte del re Sancio II di Castiglia il 6 Ottobre del 1072 . Sebbene la recente storiografia lo abbia considerato un personaggio leggendario, nel 1057 è documentato un “Vellit Adulfiz” che potrebbe essere il nobile noto nella leggenda come Bellido Adolfo o Dolfos.
  • (5) Kim Philby, vero nome Harold Adrian Russell Philby, talora indicato col suo acronimo H.A.R. Philby (Ambala, 1º gennaio 1912 – Mosca, 11 maggio 1988), è stato un agente segreto britannico, che acquisì la cittadinanza sovietica nel 1963. Da sempre comunista, fu al servizio dell’NKVD e del KGB dall’interno del Military Intelligence e del corpo diplomatico del Regno Unito. È invalsa l’erronea convinzione che Kim Philby fosse un agente al servizio del Regno Unito che a un certo punto della sua carriera tradì e defezionò: in realtà, comunista convinto, fu da sempre al servizio dell’URSS, per la quale lavorò ben prima di ricoprire cariche nell’establishment britannico. Dal 1936 al 1963 fu un agente doppiogiochista che lavorò per l’URSS tramite i vari incarichi affidatigli dal suo Paese. Nel secondo dopoguerra fu, per due anni, a capo della sezione controspionaggio R5 del Secret Intelligence Service (SIS). Fu poi trasferito come capo della stazione MI6 in Turchia e, in seguito, fu ufficiale di collegamento per l’intelligence SIS presso l’Ambasciata britannica a Washington. In questa veste ha compromesso un programma di attività congiunte paramilitari USA-UK. Dal 1963, anno della sua defezione e della fuga a Mosca, fino alla morte avvenuta nel 1988, visse invece in Unione Sovietica dove lavorò direttamente per il KGB come istruttore.
  • (6) zòe. Il concetto di vita in senso biologico non coincide con quello filosofico. Genericamente possiamo riferirci alla biologia nel definire la vita come la condizione di esseri che, caratterizzati da una forma precisa e da una struttura chimica particolare, hanno la capacità di conservare, sviluppare e trasmettere forma e costituzione chimica ad altri organismi. In filosofia la definizione del concetto di vita è diversa e più complessa poiché risente della scarsità lessicale presente nella lingua italiana che usa un unico termine per una diversità di significati: in senso generale si adopera il lemma “vita” per indicare la vita animale, quella umana, quella oltreumana e, nei riguardi dell’uomo in particolare: la vita corporea, quella psichica, quella spirituale.
  • (7) Roberto Gualtieri (Roma, 19 luglio 1966) è un politico, storico e accademico italiano, dal 5 settembre 2019 ministro dell’economia e delle finanze nel Governo Conte II. Dal 7 giugno 2009 al 5 settembre 2019 è stato deputato europeo del Partito Democratico. Nel luglio 2014, è stato eletto Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo, carica che ha mantenuto fino alla nomina a ministro. Il 1º marzo 2020 viene eletto deputato nell’elezione suppletiva per il Collegio uninominale Lazio 1 – 01, lasciato vacante da Paolo Gentiloni, dimessosi dal seggio a causa del suo incarico come Commissario europeo. Laureato in Lettere, ha conseguito poi il dottorato di ricerca in Scienze storiche alla Scuola Superiore di Studi Storici di San Marino. È professore associato di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” ed è vicedirettore della Fondazione Istituto Gramsci. È autore di numerosi libri ed articoli sulla storia italiana e internazionale del XX secolo e sul processo di integrazione europea. Collabora a diversi quotidiani e riviste, ha diretto il Rapporto annuale sull’integrazione europea per l’editore Il Mulino. Gualtieri è stato iscritto alla FGCI, la Federazione Giovanile Comunista Italiana, nel 1985 prende la tessera del Partito Comunista Italiano e in seguito ha militato per anni nei Democratici di Sinistra: ha fatto parte prima della segreteria di Roma e poi del consiglio nazionale, prima di contribuire a redigere il Manifesto per il Partito democratico e di entrare nella direzione del Partito nel 2008. Ex dalemiano, era nei ‘giovani turchi’, la corrente Pd guidata da Matteo OrfinI.
  • (8) Teresa Bellanova (Ceglie Messapica, 17 agosto 1958) è una politica e sindacalista italiana, dal 5 settembre 2019 ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nel governo Conte II. Deputata dalla XV alla XVII legislatura e senatrice della Repubblica dalla XVIII, il 28 febbraio 2014 è stata nominata sottosegretario di stato al lavoro nel governo Renzi, e, in seguito, il 29 gennaio 2016, all’incarico di viceministra dello sviluppo economico. Nata nel 1958 a Ceglie Messapica in provincia di Brindisi, abbandona gli studi dopo la licenza di terza media per andare a lavorare nei campi. Giovanissima, entra nelle organizzazioni sindacali dei braccianti e si impegna contro la piaga del caporalato. Nel 1988 diventa segretaria provinciale della Flai Cgil (Federazione Lavoratori Agroindustria) e nel 1996 segretaria provinciale della Filtea Cgil (Federazione italiana Tessile Abbigliamento Calzaturiero). Nel 2006 entra per la prima volta alla Camera dei deputati nelle file dell’Ulivo, nel 2016 diventa viceministra dello Sviluppo Economico nel governo Renzi e poi Gentiloni.
  • (9) DDL Zan. Iniziato in commissione alla Camera l’esame del disegno di legge di Alessandro Zan (PD) sul contrasto all’«omotransfobia». Il testo intende modificare due articoli del Codice Penale, prevedendo fino a 6 anni di carcere o multe per i trasgressori. Anche una critica all’omosessualità potrà essere soggetta a sanzione. E, con questo governo, il ddl è pressoché certo che passi. Ne parla in modo approfondito l’avvocato Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita, dalle colonne del Timone premettendo, a proposito del vero spirito di questo ddl, che “ancora una volta si sta tentando di utilizzare la funzione legislativa, non per il bene comune, ovvero per rispondere ad oggettive e reali necessità della comunità, ma per esigenze ideologiche imposte da una minoranza”.
  • (10) Alessandro Zan (Padova, 4 ottobre 1973) è un politico e attivista LGBT italiano. Esponente della comunità LGBT, è noto soprattutto per aver promosso ed ottenuto il primo registro anagrafico italiano delle coppie di fatto, aperto anche alle coppie omosessuali. È stato assessore all’ambiente, al lavoro e alla cooperazione internazionale del Comune di Padova. Candidato alle elezioni politiche italiane del 2013, risulta eletto alla Camera dei deputati nelle liste di Sinistra Ecologia Libertà. L’anno successivo abbandona SEL e aderisce al Partito Democratico. Alle elezioni politiche italiane del 2018 viene rieletto alla Camera dei Deputati nel collegio plurinominale di Padova, come capolista del Partito Democratico. Durante gli studi superiori, si avvicina ai movimenti per la pace e inizia a coltivare interesse per le tematiche sociali. Politicamente attivo all’interno del movimento LGBT, sin dai tempi dell’università, è stato promotore di manifestazioni in favore dei diritti civili, più tardi presidente della sezione Veneto di Arcigay.
  • (11) Thomas Samuel Kuhn (Cincinnati, 18 luglio 1922 – Cambridge, 17 giugno 1996) è stato un fisico, storico e filosofo statunitense. Epistemologo, scrisse diversi saggi di storia della scienza, sviluppando alcune fondamentali nozioni di filosofia della scienza. Formulò un’epistemologia alternativa a quella del falsificazionismo di Karl Popper, suo principale bersaglio polemico. Nasce da una famiglia della borghesia di Cincinnati, negli USA. La vita accademica di Thomas Kuhn inizia nell’ambito della fisica. In seguito egli si sposta in quello della storia della scienza, e mentre la sua carriera si sviluppa, Kuhn si avvicina alla filosofia della scienza, pur conservando un forte interesse per la storia della fisica. Nel 1943, si laurea ad Harvard summa cum laude in fisica. Nel periodo successivo trascorre il resto degli anni della guerra nella ricerca relativa al radar, prima ad Harvard e dopo in Europa.

Fonte

 

 

Libri Citati

  • Foglie cadute. Solitaria-Prima Cesta-Una cosa mortale
  • Vasilij Rozanov
  • Curatore: A. Pescetto
  • Editore: Adelphi
  • Collana: Biblioteca Adelphi
  • Edizione: 2
  • Anno edizione: 1976
  • In commercio dal: 1 settembre 1976
  • Pagine: XII-489 p., ill.
  • EAN: 9788845901003.  Acquista. € 26,60

 

La recensione di IBS

Fra i grandi scrittori di quel prodigioso periodo che ebbe la Russia fra gli ultimi decenni dell’Ottocento e i primi del Novecento, Ròzanov (1856-1919) è forse l’ultimo che deve ancora essere veramente scoperto: e come si può dire che in Nietzsche si rifletta tutto il movimento intellettuale dell’Europa nella seconda metà dell’Ottocento, così si può dire che in Ròzanov si stringano, quasi in un mostruoso nodo, i fili più preziosi della cultura russa, quelli che venivano da Dostoevskij e da Gogol’ e si dipartivano verso la prima avanguardia e la rivoluzione. Foglie cadute, che qui presentiamo per la prima volta in Italia, è l’opera più ricca, più segreta e più geniale di Ròzanov, quella che – secondo quanto scrive A.M. Ripellino nel suo magistrale e ampio saggio che chiude il libro – meglio rappresenta la sua singolarissima figura di “pensatore arrogante e sboccato, studioso di teologia e antichi culti, polemista protervo, esperto di numismatica, sessuologo, critico d’arte e di letteratura, gazzettiere loquace, magnifico voltagabbana e stolto di Dio, della progenie di quei disperati per cui, come per l’Uomo del Sottosuolo, due più due non fa quattro ma cinque”. Più che un diario, Foglie cadute è la registrazione istantanea di ‘momenti’ del pensiero e della sensibilità di Ròzanov, è un’annotazione del pensare e del vivere mentre avviene. Come in una sterminata soffitta, vi si troverà di tutto: aforismi, brevi racconti, frecciate critiche, lampeggianti intuizioni mistiche, feroci squarci satirici, ritratti memorabili, penetranti osservazioni politiche e filosofiche nutrite da una sensibilità religiosa paradossale e intensa, insieme innovatrice e radicata nella grande tradizione del cristianesimo orientale. E ogni pagina appare qui scandita dalla pulsazione ‘fisiologica’ di una scrittura frammentaria dagli sbalzi repentini, di cui già Šklovskij notava la straordinaria novità e modernità. Il lettore troverà alla fine del volume un ricchissimo indice ragionato dei nomi, a cura di Alberto Pescetto, che gli permetterà di orientarsi nella selva dei personaggi russi a cui Ròzanov fa riferimento nel suo testo.

 

Immagine: Morte di Giulio Cesare, Vincenzo Camuccini (1806 circa). Museo nazionale di Capodimonte, Napoli

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