Pirlo, sanzioni e giustizia a doppiostandard

«Russofobia senza fine: Di Andrea Pirlo ce n’è uno, i veri Pirla siete voi»
Il caso dell’ex campione riaccende interrogativi su morale, politica, sport e incoerenze dell’Occidente contemporaneo.
di Riccardo D’Amico
L’ultimo caso che coinvolge Andrea Pirlo diventa, nell’analisi di Riccardo D’Amico, il simbolo di una russofobia ormai estesa ben oltre la politica internazionale. L’accordo commerciale dell’ex campione con una società di scommesse russa scatena accuse e polemiche che, secondo l’autore, rivelano un evidente doppio standard: ciò che fino a pochi anni fa era considerato normale oggi viene trasformato in una colpa morale solo perché riconducibile alla Russia. Attraverso il caso Pirlo, l’articolo denuncia una cultura della scomunica pubblica che colpisce persone e rapporti economici in base alla nazionalità, interrogandosi su quanto la propaganda e il conformismo abbiano ormai sostituito il giudizio razionale. (N.R.)
Di Riccardo D’Amico per ComeDonChisciotte.org
Il compito di questo articolo non è presentare sportivamente Andrea Pirlo, il quale sappiamo cosa abbia fatto durante la sua straordinaria carriera calcistica.
Andrea Pirlo, nelle ultime ore, è il nome della disfatta e della vergogna. La vergogna che noi italiani dobbiamo provare per aver messo in discussione la dignità di un grande campione e i valori morali di un uomo.
La vicenda che ha portato alla forca il bresciano è iniziata nell’ottobre 2025.
Dopo essere stato ufficializzato come allenatore dello United FC di Dubai, squadra di seconda categoria del campionato degli Emirati Arabi, Pirlo, in autunno firma un contratto come Brand Ambassador con la Fonbet, una società di scommesse russa collegata al proprietario dello stesso United FC, il moscovita Sergey Lomakin. Non è la prima volta che un oligarca russo investa nel calcio, specialmente in uno dei Paesi aperti con la Russia. In Europa, precisamente in Inghilterra, possiamo fare l’esempio di uno dei casi più memorabili: il Chelsea con la proprietà di Roman Abramovich, natio di Saratov e con passaporto portoghese, lituano e israeliano. L’ex patron della squadra di Londra, con lo scoppio della nuova escalation nel 2022 è stato costretto a vendere immediatamente il club con cui vinse ben due Champions League (2012 e 2021).
Lo United FC non è neanche la prima squadra legata alle aziende del gioco d’azzardo. In Italia possiamo fare tantissimi esempi di club calcistici in partnership con sponsor di operatori di scommesse. Abbiamo le due milanesi, Inter e Milan, vincolate rispettivamente a Betsson Sport (multinazionale svedese) e StarCasinò Sport, una succursale della stessa. La Juventus ha siglato un accordo con bet365 Scores, una piattaforma in grado di dare i risultati in tempo reale con le varie quotazioni. La Roma è associata a Eurobet.live, che è anche lo sponsor delle magliette. La Lazio collabora con la piattaforma newyorkese Polymarket, mentre il Napoli ha rapporti con Crocobet, specializzata nei mercati dell’Europa dell’Est.
Nel bene o nel male, tutte le squadre del mondo sono connesse con le big delle scommesse. Ma allora Pirlo come mai è diventato sinonimo di indignazione?
Poiché, nel maggio 2026, come testimonial della Fonbet, è andato a Mosca presso lo Stadio Luzhniki per un evento promosso dalla società. La sua colpa è quella di aver stretto un rapporto con la Fonbet (in quanto russa) e di aver firmato autografi insieme ad Artem Dzyuba, ex giocatore dello Spartak Mosca, dello Zenit San Pietroburgo e della Russia, ritenuto dalla comunità puritana europea come “filo-putiniano”.
Nel momento in cui i membri della FIGC, Paolo Maldini e Leonardo, stavano per ufficializzare l’ingaggio di Pirlo alla carica di Commissario Tecnico, i mercenari del rancore, Carlo Calenda e Pina Picierno, due nomi che la dicono tutta, hanno sollevato un polverone mediatico contro il campione del mondo 2006, per questa manifestazione tenutasi in Russia prima dell’estate.
Il livore è testimoniato proprio dalle loro dichiarazioni.
Il miracolato Senatore ha affermato: “chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022, non dovrebbe mai ricoprire cariche nazionali”, mentre “Pina Pinochet” ha twittato:


… contenti loro…
Ovviamente, se il fuoriclasse di Milan e Juventus avesse avuto legami con qualche ditta israeliana o ucraina, non ci sarebbe stata alcuna indignazione ed egli avrebbe potuto allenare la Nazionale italiana di calcio.
A dimostrazione della loro incoerenza, anche Guardiola non doveva essere preso in considerazione per la guida tecnica, in quanto attivo per la causa palestinese.
Da tutta questa situazione, Vannacci non può che trarre vantaggio, visto che abbiamo parlato di Calenda e Picierno: i due russofobi per eccellenza in Italia, ai quali manca la divisa del Ku Klux Klan, e poi sono liberi di mettere al rogo i russi.
Non sono da meno, su una scala da 1 a 10 per la ridicolaggine, le dichiarazioni di Shevchenko, il quale si dice “ferito” dall’ex compagno di squadra.
Io, dell’ex attaccante ucraino giudico inammissibile il fatto che sia stato il primo portavoce di Zelensky, con tanto di visite al fronte ai soldati nazisti di Kiev.
In tutto ciò, due sono le cose sicure, che Andrea Pirlo rimarrà un monumento di sportività e moralità, mentre gli altri rimarranno per sempre confinati nella loro putrida fogna.

Di Riccardo D’Amico per ComeDonChisciotte.org
29.07.2026
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