Tutto dipenderà dall’ampiezza della vittoria sovranista. Come andrá a finire? A meno che i sondaggi non abbiano sbagliato tutto i risultati italiani non dovrebbero riservare sorprese con una avanzata “a valanga” del fronte sovranista.

   

 

Salvini e Orban.

Come andrá a finire? A meno che i sondaggi non abbiano sbagliato tutto, i risultati italiani non dovrebbero riservare sorprese: avanzata a valanga del fronte sovranista (Lega + Fratelli d’Italia), crollo parallelo di PD e Cinque Stelle (in gara tra loro per chi riuscirá a sopravanzare l’altro di uno zero virgola), mortificazione di Forza Italia e di tutti i “moderati” comunque camuffati. Sconfitta cocente, infine, per un Bergoglio ormai in campagna elettorale permanente contro Salvini, e che sta per essere sconfessato clamorosamente da un elettorato cattolico che é nettamente contrario alla politica immigrazionista.

Cosa succederá dopo le elezioni? Impossibile dirlo con certezza. Molto dipenderá dalla dimensione del successo sovranista, da quanto Salvini e Meloni insieme riusciranno ad avvicinarsi a quella soglia fatidica del 40% che, in caso di elezioni nazionali, assicurerebbe loro la maggioranza assoluta dei seggi sia alla Camera che al Senato. Dalle dimensioni del successo sovranista dipenderá anche la sopravvivenza di Forza Italia; molti parlamentari azzurri, infatti, potrebbero trasmigrare fin da subito nelle fila di Fratelli d’Italia. Né é escluso che possano esserci ripercussioni anche fra i grillini, specie se il PD dovesse riuscire a sopravanzarli anche soltanto di un voto.

Ci sarà una confitta cocente per un Bergoglio ormai in campagna elettorale permanente contro Salvini, e che sta per essere sconfessato clamorosamente da un elettorato cattolico che é nettamente contrario alla sua politica immigrazionista?

   E Mattarella? Non é un mistero che non gradirebbe né un governo di centro-destra a trazione Salvini-Meloni, né elezioni anticipate che potrebbero consacrare la vittoria dell’accoppiata sovranista. Dal Quirinale é filtrata una duplice indiscrezione: che il Presidente avrebbe annullato gli impegni per tre settimane dopo il 26 maggio, e che si appresti a nominare Draghi senatore a vita. Se tanto mi dá tanto (e se queste indiscrezioni sono fondate) significherebbe che il Presidente rifiuterebbe l’ipotesi di elezioni anticipate e che gradirebbe un governo “tecnico” guidato da Mario Draghi (calcando le orme di Napolitano che nominó Monti senatore a vita, prima di affidargli l’incarico di Presidente del Consiglio). In sostanza – sempre se le indiscrezioni dovessero trovare conferma – si andrebbe incontro ad una restaurazione dei “valori dell’Europa”.

Il mio augurio per le prossime elezioni europee: che i Draghi, i Monti, i Cottarelli possano ritrovarsi disoccupati dall’oggi al domani: una specie di Job’s Act al contrario!

Speriamo, comunque, che si tratti soltanto di bufale al pascolo. Certo, anche qui molto dipenderá dai risultati elettorali: questa volta non soltanto dai risultati italiani, ma soprattutto dai risultati generali europei. Perché, se le forze fedeli ai vecchi equilibri di Bruxelles (cioé il Partito Socialista Europeo, una parte del Partito Popolare Europeo e gli ultraeuropeisti dell’ALDE) dovessero perdere la maggioranza, non ci sarebbero piú i valori europei di una volta – chiamiamoli cosí – ed un ipotetico governo Draghi sarebbe praticamente defunto prima ancora di nascere.

   É questo il mio augurio per le prossime elezioni europee: che i Draghi, i Monti, i Cottarelli possano ritrovarsi disoccupati dall’oggi al domani: una specie di Job’s Act al contrario.

Michele Rallo

 

Per gentile concessione:  

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