A scuola si va per studiare, per imparare

SCHLEIN VUOLE UNA SCUOLA PUBBLICA DI QUALITÀ

CACCERÀ GLI INSEGNANTI POLITICAMENTE CORRETTI?


È bellissima una scuola pubblica che dia istruzione di qualità”. Brava compagna Elly. L’armocromata dice, finalmente, qualcosa di intelligente e di totalmente condivisibile. E per avere un’istruzione di qualità non serve neppure un intervento del governo. È sufficiente che i compagni insegnanti si adeguino alle indicazioni della segreteria del PD. Dunque basta con le puttanate della comprensione, dell’inclusione, della tolleranza.

A scuola si va per studiare, per imparare.  Si va per prepararsi ad affrontare la vita. Con la consapevolezza che la vita pone anche degli ostacoli, che devono essere superati senza ricorrere agli amici degli amici. La vita porta anche delle sconfitte, da cui imparare.

Ma bisogna essere capaci di imparare, ed i compagni insegnanti evitano accuratamente di dedicarsi a questi aspetti. Meglio lasciare i ragazzini liberi di fare ciò che vogliono. Non studiano? Pazienza! Perché punirli con voti bassi rischierebbe di farli soffrire. Vogliono insultare e aggredire i compagni? Va bene, perché non si può discriminare il piccolo teppista diventato “iperattivo”. E chissenefrega dei compagni di classe picchiati. Devono essere inclusivi e felici di tornare a casa con graffi e lividi. Senza reagire, ovviamente.

Peccato che tutto ciò non garantisca l’istruzione di qualità invocata da Schlein.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed allora bisogna che la compagna armocromata si decida. O vuole qualità o si insiste con la promozione di tutti, asini compresi. O vuole qualità o si continua a far marciare la classe al passo dei peggiori, di chi non studia, di chi non ci arriva. Perché è pura idiozia sostenere che tutti possono arrivare ai risultati dei migliori, compresi coloro che non hanno nessuna voglia di farlo. E con famiglie che protestano non solo per eventuali bocciature, per voti bassi, ma anche per la pretesa di qualche insegnante di far studiare il loro piccolo delinquente. Se il pupo preferisce giocare con i videogiochi, se preferisce frequentare le baby gang, deve essere compreso e promosso. Magari con voti alti per non farlo sentire discriminato.

Andrea Marcigliano
Ala.de.granha

 

 

 

 

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