Una lingua “morta” che però continua a godere di ottima salute. Quante volte, nel parlare e nello scrivere, adoperiamo termini latini o di provenienza latina? Ad kalendas graecas

 

Vincenzo Camuccini – La morte di Cesare (1804-1805). Roma Galleria Nazionale d’Arte Moderna (wikipedia P.d.)

 Parlando dei debitori morosi, dai quali era vano aspettarsi il pagamento dovuto. Augusto diceva ironicamente (lo racconta Svetonio) «pagheranno alle calende greche». Siccome nel calendario greco le calende non esistono, ad kalendas graecas equivale a «mai». Già che ci siamo, ricordiamo che cosa sono le calende romane. Il mese dei nostri antenati latini è paragonabile a un ponte su tre pilastri, che sono tre giorni fissi: le calende (il primo del mese), le none (il giorno 5), le idi (il giorno 13). Nei mesi di marzo, maggio, luglio, ottobre le none e le idi venivano spostate, rispettivamente, al 7 e al 15. Giulio Cesare fu ucciso alle idi di marzo, cioè il 15.

Come veniva determinato uno qualsiasi degli altri giorni del mese? Conteggiando quanti giorni lo separavano dal più vicino di quei tre giorni fondamentali. Un calcolo un po’ complicato, ma i romani v’erano abituati.

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