Una lingua “morta” che però continua a godere di ottima salute. Quante volte, nel parlare e nello scrivere, adoperiamo termini latini o di provenienza latina?

Consecutio temporum

 

Concatenazione, successione dei tempi. Nella sintassi, è l’insieme di regole che governano il rapporto temporale tra le frasi che compongono il periodo. Popolo di conquistatori, i romani avevano

Un centurione sprona i suoi soldati alla battaglia

trasferito nel linguaggio le stesse esigenze di disciplina attuate nella vita militare. Il loro periodo ha la compattezza d’una legione, con il comandante in capo (la proposizione principale), gli ufficiali schierati in ordine gerarchico (proposizione dipendenti: di primo, secondo, terzo grado), ciascuna col suo devoto manipolo di aggettivi, avverbi, pronomi.

La consecutio temporum è la bestia nera di molti studenti:

Tra sbadigli studiando il suo latino

Chiedeva un signorino

«Qual tempo è questo?» al precettor canuto.

Rispose il precettor: «Tempo perduto».

Giovan Gherardo de Rossi (1754-1827)

 

 

 

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