Una lingua “morta” che però continua a godere di ottima salute. Quante volte, nel parlare e nello scrivere, adoperiamo termini latini o di provenienza latina? Cupio dissolvi

 

Il celebre quadro di Théodore Géricault “La zattera della Medusa”
«La zattera condusse i sopravvissuti alle frontiere dell’esperienza umana. Impazziti, assetati e affamati, scannarono gli ammutinati, mangiarono i loro compagni morti e uccisero i più deboli.»

Desiderio essere dissolto, disfatto, tedio della vita sconforto morale e crollo psicologico, morire. Si dice di coloro che, vinti dalla vita, incapaci di sopportare la sconfitta e di tentare una rivincita, sono presi da una crisi di sconforto, in fondo alla quale si presenta, come unica soluzione liberatrice, il proprio annientamento. Per i mistici, il cupio dissolvi consisteva nella distruzione della personalità annullando il proprio io per immedesimarlo in Dio. Il concetto si trova in san Paolo, lettera ai Filippesi: «Sono messo alla strette fra queste due cose: da una parte il desiderio d’essere sciolto dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; d’altra parte, è più necessario per voi che io rimanga nella carne» (I, 23)

Disceso all’Averno, Enea incontra le anime di coloro che, feroci contro se stessi,

  •                            la luce in odio avendo
  • e l’alme a vile, anzi al prescritto giorno
  • si son da loro indegnamente ancisi.
  • Ma quanto ora vorrebbero i meschini
  • esser di sopra e povertà vivendo
  • soffrire, e de la vita ogni disagio!
  • ma ‘l fato il niega, e nove volte intorno
  • Stige odiosa li restringe e fasci.
  • ENEIDE VI, 434-39, trad ANNIBALCARO
Carica ulteriori articoli correlati
Carica altro Riccardo Alberto Quattrini
Carica altro Se tornasse Cicerone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Controllate anche

«“COLORO CHE NON RICORDANO IL PASSATO SONO CONDANNATI A RIPETERLO”»

”Questa massima di George Santayana, conosciuta per la prima volta nel 1905 …