Una lingua “morta” che però continua a godere di ottima salute. Quante volte, nel parlare e nello scrivere, adoperiamo termini latini o di provenienza latina? 

Gratis.

Senza esborso di denaro. È il contrario di “a pagamento”, e per un ingannevole parallelismo molti dicono e scrivono, sbagliando, «a gratis». Gratis è ablativo plurale di gràtia, grazia, favore (forma contratta da gratiis). Quindi significa «per le grazie», «per i favori», «graziosamente». In tono scherzoso, si dice gratis et amòre Dèi, gratis e per l’amore di Dio. Conviene sempre diffidare  delle cose offerte gratis, o a basso prezzo. Nel secondo caso possono essere di provenienza furtiva e si rischia l’incriminazione per incauto acquisto. Nel primo caso, si rischia di pagarle, a tempi lunghi, molto più del loro valore. Diceva Sacha Guitry: «Ci sono delle donne che protestano “Io non mi vendo” e giurano di non accettare un centesimo. Sono proprio quelle che ti rovinano».  

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