Una lingua “morta” che però continua a godere di ottima salute. Quante volte, nel parlare e nello scrivere, adoperiamo termini latini o di provenienza latina?

Habeas corpus.

 

Nel 1679 il Parlamento inglese costrinse re Carlo II a promulgare l’Habeas corpus Act, legge che tutelava la libertà personale dei sudditi contro gli arresti illegali, deliberati ad arbitrio del potere esecutivo. Habeas corpus è la formula (già coeva della Magna Charta, ma poi caduta in desuetudine) con cui la giurisdizione competente invia un rescritto a chi detiene un prigioniero, ordinandogli di dichiarare in quale giorno e per quale motivo lo ha arrestato, in modo che il magistrato decida subito se debba trattenerlo oppure rimetterlo in libertà, contro cauzione. La legge commina 500 sterline di ammenda al magistrato che non rilasci il rescritto di Habeas corpus, una sanzione che va da cento sterline alla perdita dell’impiego al pubblico ufficiale che non faccia rapporto sull’avvenuto arresto, e non dia all’arrestato, entro otto ore dalla sua richiesta, copia del verbale di arresto. Chi è stato liberato in seguito a un rescritto di Habeas corpus non può essere arrestato di nuovo, per la stessa imputazione. Se ciò avviene, chi lo arresta subirà un’ammenda di 500 sterline. Per estensione, con Habeas corpuss’intendono in generale l’inviolabilità e i diritti fondamentali della persona umana, garantiti dalla costituzione inglese.

 

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