Una lingua “morta” che però continua a godere di ottima salute. Quante volte, nel parlare e nello scrivere, adoperiamo termini latini o di provenienza latina? Ius primae noctis

 

Jules Arsene Gardier, Le droit du seigneur (1872)

Diritto della prima notte. Presunto diritto (il Panzini lo chiama «leggendario»), secondo il quale il feudatario pretendeva che le donne del feudo, che andavano spose, trascorressero con lui la prima notte di nozze. Sull’argomento si hanno notizia confuse, pare tuttavia che tale diritto venisse esercitato il più delle volte simbolicamente, con un casto bacio sulla guancia della sposa. In altri casi, il marito tacitava l’assatanato feudatario sborsando una tassa, con grande gioia di quest’ultimo, nel caso che la sposa fosse uno scorfano. A Molinara (Benevento) vigeva l’ius gallinàrum, vale a dire che il marito ci rimetteva il pollaio, ma salvava il talamo. «Si è molto discusso circa la veridicità di questo ius primae noctis, chiamato droit de cuissage in Francia, marchette in Inghilterra, cazzagio in Piemonte», scrive G. Rattray Taylor in Il sesso e la storia, «ma dopo le prove fornite dal Ducage nessuno più lo mette in dubbio. Sappiamo che anche certi monaci, essendo al tempo stesso signori feudali, godevan0 di questo diritto: i monaci di St. Thiodard, ad esempio, lo avevano sulla popolazione di Mont-Auriol».

 

 

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