Una lingua “morta” che però continua a godere di ottima salute. Quante volte, nel parlare e nello scrivere, adoperiamo termini latini o di provenienza latina?

Primun non nocere.

 

Primo, non nuocere. Precetto fondamentale dell’arte medica. Non sempre le medicine migliorano le condizioni del malato, ma una condizione irrinunciabile è che non le peggiorino, altrimenti come dicono a Venezia, pezo el tacon del buzo. La pubblicità radiotelevisiva dei prodotti farmaceutici urla, fino all’ossessione, «leggere attentamente le avvertenze» e tra queste sono importantissime, per la nostra salute, le controindicazioni. Un farmaco idoneo a guarire la malattia. A può essere nocivo a chi soffre, contemporaneamente, la malattia B. fin qui, tutto chiaro. Il buio comincia quando le avvertenze dicono: «Controindicazioni: accertata ipersensibilità al farmaco». Tradotto in parole comuni, significa: «Caro paziente, se presa questa medicina scopri che ti fa male, smetti subito». Grazie tante. Lo sapevamo anche senza «leggere attentamente le avvertenze».

 

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