Una lingua “morta” che però continua a godere di ottima salute. Quante volte, nel parlare e nello scrivere, adoperiamo termini latini o di provenienza latina?

Pro bono pacis.

 

Per il bene della pace, per amor di quiete, ci arrendiamo, anche se abbiamo ragione, alle pretese altrui, concedendo ciò che avremmo pieno diritto di negare. Così chiudiamo un occhio se il cagnaccio del coinquilino fa pipì contro la nostra porta, e chiudiamo un orecchio se il suo televisore fa vibrare la parete divisoria, sottile come una garza. In famiglia pro bono pacis il marito non rinfaccia alla moglie le eccessive spese per cosmetici, e lei contraccambia sorvolando sul suo costoso hobby della caccia. Attenzione però a non fare troppe concessioni, potrebbero risolversi in un boomerang. Negli anni Trenta Inghilterra e Francia pro bono pacis tollerarono il riarmo della Germania; pro bono pacisaccettarono l’Anschluss, pro bono pacis, le grandi e remissive democrazie dell’Occidente si trovarono coinvolte nella seconda guerra mondiale.

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