Una lingua “morta” che però  continua a godere di ottima salute. Quante volte, nel parlare e nello scrivere, adoperiamo termini latini o di provenienza latina?

Tertium non datur.

Il terzo non è concesso, non esiste una terza soluzione. Siamo davanti a un dilemma, a due sole possibilità di scelta. In filosofia si chiama «principio del terzo escluso». «Al termine del processo, l’imputato o viene assolto o viene condannato: tertium non datur.» concettualmente fragili, ma retoricamente dirompenti sono gli slogan specialmente alternativi, come:

«O Roma o morte» (Giuseppe Garibaldi, 1862),

«O la Repubblica o il caos» (Pietro Nenni, 1946).

Tertium non datur si può anche tradurre: i casi sono due. Che era il titolo di una filastrocca circolava in Italia ai tempi di Caporetto (1917): «Adesso ti chiameranno alle armi e i casi sono due: o ti fanno abile o ti scartano. Se ti scartano, te ne freghi; se ti fanno abile i casi sono due: o ti assegnano alle armi speciali o ti mandano in fanteria. Se ti assegnano alle armi speciali, te ne freghi; se ti mandano in fanteria i casi sono due: o ti mandano in zona di guerra o ti tengono nella territoriale. Se ti tengono nella territoriale, te ne freghi; se ti mandano in zona di guerra i casi sono due: o ti destinano alle retrovie o ti sbattono al fronte. Se ti destinano nelle retrovie, te ne freghi; se ti sbattono al fronte i casi sono due: o sei ferito leggermente o sei ferito gravemente. Se la ferita è leggera, te ne freghi; se invece è grave i casi sono due: o crepi o guarisci. Se guarisci, te ne freghi; se crepi i casi sono due: o vai all’inferno o vai in paradiso. Se vai in paradiso, te ne freghi; se vai all’inferno i casi sono due: o trovi Cecco Beppe (morto nel 1916, N.d.R.) o non lo trovi. Se non lo trovi, te ne freghi; se lo trovi i casi sono due: o lui impicca te o tu impicchi lui: se tu impicchi lui, te ne freghi; se lui impicca te, requie all’animaccia tua».

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