Una lingua “morta” che però continua a godere di ottima salute. Quante volte, nel parlare e nello scrivere, adoperiamo termini latini o di provenienza latina? 

Donna risoluta, coraggiosa, che non ha nulla da invidiare all’uomo per animo virile e spirito combattivo. Si direbbe un caso di ermafrodisismo psico-sessuale: anatomia femminile, psicologia maschile. Celebre virago fu Caterina Sforza, madre di Giovanni dalle Bande Nere, che dentro la rocca di Forlì resistette all’assedio dei rivoltosi. Questi per indurla ad arrendersi, le mostrarono sotto gli spalti i figlioletti che tenevano in ostaggio, minacciandoli col pugnale alla gola. Dall’alto, Caterina rispose che li ammazzassero pure e alzando la gonna mostrò ai sottostanti di possedere lo strumento per farne degli altri.

Scherzosamente chiamiamo virago la donna in cui la grazia femminile è stata cancellata dall’aspetto e dal comportamento rudemente mascolini. Attratte dal miraggio della parità dei sessi, molte femministe hanno esagerato, preferendo essere virago piuttosto che femmine. Ma se la donna si maschilizza troppo, il maschio, per differenziarsi, correrà ai ripari, effeminandosi. È la parità dei sessi, ancora una volta, andrà a farsi benedire. 

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