L’evento, che da sempre è croce e delizia della gioventù italica

SI RITORNA A SCUOLA, RICOMINCIA IL TERRORISMO SANITARIO


L’inizio di questa settimana ha segnato il rientro dalle vacanze estive di oltre sette milioni di studenti italiani per il consueto ritorno settembrino tra i banchi di scuola. La campanella suonato per la prima volta lunedì 11 settembre in Piemonte, Trentino e Valle d’Aosta; in Lombardia i ragazzi sono rientrati in classe il giorno successivo. Il 13 settembre è stato il turno degli studenti di Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Sicilia, Umbria e Veneto mentre il rientro per gli studenti della Calabria, Liguria, Molise, Puglia e Sardegna è avvenuto ieri, 14 settembre. Concludono oggi l’inizio dell’anno scolastico le scuole di Emilia Romagna, Toscana e Lazio.

L’evento, che da sempre è croce e delizia della gioventù italica, da un paio d’anni a questa parte è diventato l’ennesimo pretesto per le agenzie di comunicazione statali per tornare a seminare terrore mediatico ingiustificato riguardo i presunti timori degli “esperti” su un possibile rialzo dei contagi legato al rientro degli studenti nelle scuole e alla diffusione della cosiddetta variante “Eris” (il virus della Discordia). «È la personificazione della contesa, della discordia. Secondo la concezione omerica (Iliade, IV, 440 segg.), essa è sorella e compagna di Ares e cresce a tale altezza da toccare col capo il cielo mentre pur continua a camminare sulla terra: Dimo e Fobo, cioè il Terrore e lo Spavento, le sono compagni. fdb»

Papà Castoro racconta favole ai figli castorini

Il Ministero della Salute, nella sua figura di Papà Castoro della sanità, invita paternalisticamente la popolazione alla calma e all’evitare “inutili allarmismi” mentre annuncia che nel corso della settimana si terrà un incontro per fare il punto della situazione (contribuendo all’inutile allarmismo di cui sopra).

Nel frattempo, l’Associazione Presidi, nella figura del suo presidente Mario Rusconi, annuncia che i dirigenti scolastici di tutta Italia (?) sono pronti a fare la loro parte nella lotta al temibile virus dal pomo d’oro.

Come? Ma ovviamente con i grandi classici che abbiamo imparato ad amare negli ultimi tre anni: limitazione degli assembramenti e distanziamento sociale. Soluzioni che non sono assolutamente state criticate dalla maggioranza della popolazione e che hanno aumentato a dismisura i livelli di stress e tensione nella popolazione (senza diminuire quelli di contagio) fino a causare, proprio negli studenti che hanno attraversato il periodo della pandemia, anche vere e proprie patologie e problematiche psicologiche riguardanti la sfera sociale ed emotiva.

Fa anche molto ridere la distribuzione a qualsiasi istituto che ne farà richiesta delle famigerate mascherine (ormai universalmente riconosciute come inutili nel rallentare la diffusione di agenti patogeni dalla stragrande maggioranza della comunità scientifica) che, a detta del Rusconi, sono rimaste in grandissime quantità dal periodo della pandemia, accompagnate come ogni piatto che si rispetti da dell’ottimo alcool disinfettante in gel, anche quello ormai stimabile in silos di costosissime scorte inutilizzate.

Per quanto al momento non sono state effettivamente “imposte” misure restrittive anti-Covid nelle scuole e dunque non vi sono indicazioni specifiche sui comportamenti da adottare, in una circolare il ministero della Salute raccomanda, comunque, di osservare le stesse precauzioni che ci hanno accompagnato come una sorta di perverso mantra durante tutto il periodo della Pandemia e che sembriamo incapaci di lasciarci alle spalle: chi perché traumatizzato, chi ipocondriaco e chi semplicemente in malafede e votato a portare avanti a tutti i costi una narrativa emergenziale stantia e ridicolmente apocalittica nei sottotesti.

Narrativa, questa, che ha francamente stufato chiunque sia capace di mettere il naso fuori dalla finestra e sua madre dai tempi della famosa variante Omicron e delle affermazioni aberranti di un apparato comunicativo e mediatico che aveva cominciato a suonare in maniera inquietante di già visto.

Andrea Marcigliano
Stefano Morello

 

 

 

 

 

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