Quest’anno al mare va di moda l’asterisco da bagno…

SI SONO BEVUTI IL CERVELLO

CON TUTTO L’ASTERISCO

Quest’anno al mare va di moda l’asterisco da bagno. È un costume intero con un grande asterisco prominente che nasconde ogni protuberanza maschile o femminile, in modo da impedire di capire a che sesso appartieni.

L’ultima moda dell’asterisco è l’apoteosi dell’imbecillità surreale che colpisce la società globale fin dentro gli organi genitali, le identità sessuali e le regole logiche e grammaticali. L’asterisco cancella ogni traccia di sesso maschile e femminile, lascia nel vago e nel fluido la sessualità, e scalda il posto alla schwà (insignificante), che è la vocale neutra, la e /ə/. rovesciata, che insieme al segno +, all’o Ø barrata e non so che altra grafominchiata, serve a riparare l’umanità dall’orrore del sessismo, e a salvare il mondo dalla tirannia del maschile e del femminile. Leggo che i fautori di questa campagna politica, editoriale e culturale, semiotica e soprattutto idiotica, annunciano con soddisfazione che presto si adegueranno pure le tastiere dei pc e degli smartphone a questi nuovi geroglifici geneticamente modificati. E vi risparmio le campagne ausiliarie sulle parole da castrare o mutare, tipo amen che diventa awomen e altre amenità per la parità di genere.

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Maggiani- “Io non sono un asterisco”

Vanamente il povero Maurizio Maggiani aveva tentato di esprimere su la Repubblica il suo disagio e il suo dissenso rispetto all’uso e l’abuso di asterisco, arrivando a dire “non sono un asterisco”; una serie di anatemi e di asteroidi è piovuta su di lui per ripristinare l’ortodossia e l’ortografia del gender. Non si scherza, ti becchi un asterisco in mezzo ai denti.

Suggerirei a questo punto di abbandonare la dicitura ormai logora di politicamente corretto per designare questi fenomeni ormai ossessivi e di sostituirla con un giudizio esplicito direttamente su chi lo pratica: chi usa questo linguaggio può a buon diritto definirsi scemo progressista. Definizione scientifica, direi, rigorosa. Non è per offendere, è per dire le cose come stanno. Chi ama la verità, il buon senso, la realtà secondo logica e natura non può che convenire sulla precisione della definizione, con ampia facoltà di prova, schiacciante.

scemo progressista *

Con il sottinteso onesto che non tutti gli scemi sono progressisti, ce ne sono anche di conservatori e di non classificabili; e non tutti i progressisti sono scemi, ci mancherebbe. Ma chi adotta questo sistema di segni e censure e poi li applica alla realtà e alla scrittura, può definirsi con effetto immediato uno scemo progressista, a decorrere dall’uso dell’asterisco e ammennicoli vari. Gli altri, se non si dissociano e non dissentono, entrano in odore di complicità o d’imbecillità. Con l’aggravante della malafede, se lo fanno solo a scopo di trarre profitto politico e agibilità sociale, denunciando i negazionisti dell’asterisco.

Aggiungo, sempre per amor del vero, che un tempo era il conservatore a passare per gonzo, col suo moralismo bigotto, i suoi pregiudizi e i suoi paraocchi. Il progressista, in quel tempo, era il dissacratore, lo spregiudicato, il libertino, e magari pure l’immorale. Ora non è più così. Il progressista che adotta quel lessico e quei segni è moralista, bigotto, coi pregiudizi e i paraocchi, per non vedere la realtà dei sessi. E soprattutto scemo, contro la realtà e la verità, il buon senso e la natura.

Precursore della scoperta fu Leonardo Sciascia che parlò già alla fine degli anni settanta in Nero su nero del “cretino di sinistra”. Sulla sua scia venne l’economista e scrittore Sergio Ricossa in un florilegio intitolato Straborghese; prima di lui Claudio Quarantotto aveva raccolto uno scemenziaio dei sessantottini in un pamphlet, L’Abz della contestazione; poi Fausto Gianfranceschi nel ’92 dedicò un libro, Lo stupidario della sinistra, uscito con Mondadori. Ma i suddetti non avevano conosciuto l’involuzionismo del politically correct e l’applicazione del progressismo alla coglioneria militante della biopolitica applicata ai gender.

L’asterisco è l’oggetto della sua imbecillità, come il bastone che dà il nome all’imbecille (in baculum, colui che avrebbe bisogno di appoggiarsi a qualcosa, perché da solo non regge). La novità rispetto al passato è che un tempo si diceva: “la mamma degli imbecilli è sempre incinta”; ora invece l’imbecillità si ottiene con la fecondazione artificiale, la cosiddetta imbecillità surrogata. Un tempo si diceva pure che “ogni minuto muore un imbecille e ne nascono due”; ora il fenomeno si è aggravato, perché oltre alla nascita c’è pure la conversione alla stupidità in età matura. E poi oggi, l’imbecille è donatore spermatico, lascia il suo seme alla banca apposita.

L’asterisco, come sapete, è una stella a sei punte, come il simbolo delle brigate rosse; ai tempi dell’umanità sana di mente veniva usato per richiamare una nota a margine o un’omissione volontaria del testo. Adesso è invece simbolo isterico di castrazione mentale e infibulazione ideologica, serve per nascondere il peccaminoso sesso, come nemmeno gli ayatollah più fanatici usano fare. L’asterisco è peggio di un burqa, perché non si limita a salvaguardare il volto di una persona; neutralizza il sesso e sterilizza un intero genere.

Moda da spiaggia del secolo scorso

Temo che in molta gente si sia formato un asterisco nel cervello che oscura le sinapsi e ogni altro collegamento cognitivo. Un tumore ideologico, non maligno semmai malpensante, che produce un fenomeno degenerativo dell’intelligenza nei rapporti con le persone. L’asterisco, e quel che sta dietro la sua scelta, fa perdere di vista le persone reali, anima e corpo, carne e mente, la loro storia e la loro natura; riduce tutto a categorie astratte se non astrali; generi, sessualità fluttuanti e volubili, capricciose, multiuso et abuso. Non uomini ma materiali in transito. Nel nome della libertà di ciascuno rinnega la libertà di ognuno. Come ci insegnano i telefonini, maestri di vita e di tastiera, all’asterisco segue il cancelletto; del carcere o del manicomio, lo vedremo poi.

 

 

Fonte: MV, La Verità (16 luglio 2021)

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