Quando l’impulsività diventa un rischio per l’infanzia

Violenze sessuali su minori.

SINDROME DA PEDOFILIA E IMPULSIVITÀ, COME SONO CORRELATE?

La correlazione tra pedofilia e tratti impulsivi: cosa dicono le ricerche cliniche

La Mente è Meravigliosa

La sindrome da pedofilia rappresenta una delle sfide più gravi e rimosse del nostro tempo. Le ricerche mostrano come coloro che abusano di minori manifestino spesso alti livelli di impulsività, rispondendo con violenza sproporzionata a stimoli anche minimi. Una dinamica che segna profondamente la vita delle vittime, deformando il loro sviluppo psichico e affettivo. Comprendere il legame tra impulsività e abuso non significa giustificare, ma riconoscere un fattore di rischio per poterlo prevenire. In questo articolo indaghiamo i meccanismi alla base di tale connessione, con l’obiettivo di aprire spazi di consapevolezza e protezione per l’infanzia (Nota Redazionale)


Coloro che abusano di minori tendono ad avere alti livelli di impulsività. E si è scoperto che tale impulsività è particolarmente legata agli abusi sui minori più violenti e strazianti. Indaghiamo su di esso.

La sindrome da pedofilia racchiude una serie di sintomi che emergono nel bambino quando è vittima di un comportamento violento; di regola, perpetrato da persone che sono significative per lui. Stiamo parlando di un quadro multifattoriale e multiculturale, essendo una delle grandi sfide che dobbiamo affrontare come società, poiché la violenza o la negligenza esercitata durante l’infanzia è solitamente nascosta, negata e dimenticata.

D’altra parte, gli abusatori tendono ad essere soggetti con alti livelli di impulsività. In questo modo, di fronte a piccole provocazioni, reagiscono con la peggiore e la più violenta delle risposte possibili. A causa dell’abuso, la mente del bambino è deformata, viziata e impoverita, proiettando un futuro senza speranza. Ma prima di approfondire la sindrome, rivediamo ciò che riguarda l’impulsività.

 

Cos’è l’impulsività?

“Impulsività” è stata definita da diverse prospettive. Secondo la review della psicologa Cristina Arias (Arias et al., 2021), ciò corrisponde alla ‘reazione a uno stimolo, effettuata senza pianificazione’.

Di conseguenza, la persona non tiene conto delle ripercussioni o dell’impatto del suo modo di rispondere. Inoltre, i comportamenti che gravitano sull’impulsività sono spesso di breve durata con conseguenze potenzialmente spiacevoli.

Le persone impulsive non considerano l’impatto delle loro azioni, anche quelle relative all’abuso sui minori.

Pedofilia: urgenza negativa, punto di partenza dell’impulsività

La percezione di “urgenza” è il motore, incombustibile e apparentemente indomabile, che innesca comportamenti impulsivi o frettolosi. L’urgenza, in questo contesto, si riveste di emozioni negative (come angoscia, irritabilità o rabbia) e fa precipitare reazioni comportamentali che nel campo della pedofilia possono essere devastanti, disperate e persino fatali.

L’impulsività potrebbe essere concepita, quindi, come l’assenza della capacità di inibire una risposta o una reazione derivante da un impulso. Lo spieghiamo con il caso di Andrés, 24 anni, il quale ci fa notare che quando passeggiando per Madrid vede un bel capo di abbigliamento, non riesce a frenare l’impulso di comprarlo, nonostante il suo conto in banca è negativo.

Andrés non riesce a trattenersi dal suo impulso e, senza considerare le conseguenze (in questo caso il debito), acquista. Ha ceduto alla “percezione dell’urgenza”.

Sindrome da pedofilia: tra la vita e la morte

A seguito delle atrocità commesse durante la seconda guerra mondiale, il termine “sindrome del bambino maltrattato” fu coniato dagli operatori sanitari dell’epoca (esperti in pediatria e radiologia, principalmente), a causa dei casi angoscianti che ricevevano.

Durante i decenni successivi all’evento bellico, è stato ampiamente utilizzato per descrivere eventi in cui i caregiver abusavano fisicamente di minori.

Includendo altre forme di violenza (ad esempio, la violenza psicologica), il nome della sindrome è stato cambiato, dando origine a quella che oggi conosciamo come “sindrome da abusi sui minori” (Tsranchev et al., 2022). Sebbene le caratteristiche siano chiare, le sue manifestazioni sono molteplici, sia a livello fisico (fratture, contusioni, morsi), sia a livello psicologico (stress post-traumatico, problemi di linguaggio o disturbi della personalità).

Le conseguenze dell’abuso sui minori vanno dai disturbi della personalità a esiti fatali.

Abusi sui minori: una forma di violenza potenzialmente mortale

Secondo una ricerca pubblicata su Folia Médica, il peggior risultato degli abusi sui minori è la morte del bambino. È in questi casi particolari di violenza infantile omicida, in cui l’impulsività gioca un ruolo ancora più importante (Tsranchev et al., 2022). Fortunatamente, sono meno frequenti di altre forme di abuso.

Le persone che vengono a commettere queste atrocità sono caratterizzate dall’esercizio di abusi con una furia particolarmente esplosiva e vorace, in cui l’impulsività gioca un ruolo preponderante. Ci sono molteplici comportamenti che svolgono. Secondo il dottor Ivan Tsranchev, del Dipartimento di medicina legale dell’Università bulgara di Plovdiv, possiamo trovare quanto segue:

  • Lanciare il minore contro qualsiasi superficie compatta.
  • Impatti multipli sul corpo del bambino, in un breve periodo.
  • Rapida, ripetuta e improvvisa accelerazione o decelerazione del corpo.

La sindrome dell’abuso sui minori prevale nell’arena pubblica. Le sue conseguenze sono inquietanti, sfortunate e strazianti. Se il bambino sopravvive, può affrontare conseguenze gravi come il disturbo da stress post-traumatico o il disturbo borderline di personalità.

Come abbiamo osservato, l’impulsività gioca un ruolo chiave nei comportamenti abusivi. Di fronte a stimoli banali o minori, l’adulto reagisce senza tener conto delle ripercussioni del suo comportamento. Conseguenze che hanno il potenziale per scatenare un inferno ardente che pone fine al futuro del neonato.

Redazione

 

 

«Indifferenza, abbandono e abusi feriscono un bambino più delle cicatrici visibili: rubano l’innocenza e il futuro.»
Elie Wiesel (scrittore e Nobel per la Pace)

 

 

 

 

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