La retorica bellica europea si schianta contro la realtà operativa

STURMTRUPPEN IN ALTA BAVIERA

Dalla Baviera al resto d’Europa: quando l’esercizio della forza diventa farsa e rivela fragilità profonde.

Il Simplicissimus

Un episodio grottesco, degno delle Sturmtruppen di Bonvi, scuote l’immagine della Germania guerresca di Merz: un’esercitazione militare andata in confusione in Alta Baviera, con soldati smarriti, polizia allarmata e cittadini spaventati da uomini mascherati che vagano per campagne e paesi. Polemiche, scaricabarile, imbarazzo — e una rapidissima rimozione mediatica.
Ma dietro il ridicolo, si intravede qualcosa di più inquietante: la distanza siderale tra propaganda e capacità effettive. La missione, significativamente denominata Marshall Power, mostra la Bundeswehr come forza coloniale subordinata, più addestrata alla postura atlantista che alla difesa reale. E l’eco non riguarda solo Berlino: l’intero continente europeo, oggi pronto a tuonare contro presunti nemici esterni, svela crepe strutturali, incapacità di coordinamento e un deficit strategico profondo. La farsa bavarese diventa così metafora della debolezza militare e culturale dell’Europa contemporanea: aggressiva nel discorso, impreparata nei fatti. (Nota Redazionale)


Tutto il mondo ha riso, almeno quello cui è stata data la notizia che al contrario viene tenuta nascosta il più possibile da noi: la Germania di Merz che ogni giorno tuona contro la Russia e che apparentemente non vede l’ora di menare le mani, ha fatto una figura che definire di palta è un eufemismo. Un’esercitazione militare in Alta Baviera si è risolta in una tragicomica sparatoria fra militari che si erano persi e polizia che non ne sapeva poco o nulla e che era stata allertata da cittadini angosciati dalla presenza di gente armata e mascherata che si aggirava in paese e nelle campagne circostanti. Roba da Sturmtruppen alla maniera di Bonvi o forse, ancor meglio, da colonnello Buttiglione, un episodio che mette in piena luce la distanza siderale fra retorica bellica e realtà. E questo ovviamente non vale solo per la Germania, ma per tutti i Paesi europei, volenterosi o meno che siano. Sarebbe inutile e noioso riassumere la polemica che si è aperta tra i comandi militari e la polizia, le accuse e controaccuse, le giustificazioni e le lagnanze: sono cose noiose che peraltro già oggi sono scomparse completamente dai giornali tedeschi, per evitare di insistere su una figuraccia fatta davanti al mondo intero, ma l’esercitazione, chiamata Marshall Power, tanto per far capire bene che la Bundeswehr è solo una forza coloniale, va ben oltre la ridicola dinamica degli eventi e assume invece contorni inquietanti.

Infatti le manovre che prevedevano l’utilizzo di droni, mezzi corazzati e centinaia di uomini avevano uno strano scopo ufficiale: quello di addestrare le truppe a contrastare le minacce dietro una linea del fronte fittizia, nelle retrovie insomma e opporsi a “forze irregolari”. Forse proprio questo ha causato gli equivoci, visto che molti soldati non erano proprio in divisa, ma indossavano una semplice mimetica per simulare aggressori non ufficialmente appartenenti a un esercito. Comunque la si giri è un’esercitazione di cui non si riesce a trovare il bandolo e il senso: da quali truppe irregolari si sente minacciata la Germania? Dai Tamil, dagli Huthi, dai Tonton Macoute? Sarebbe ben strano tanto più che il Paese orgogliosamente ospita tagliatori di teste di ogni tipo. Non scherziamo: anche volendo credere alla favola per bambini un po’ tonti che la Russia si prepari a un’invasione dell’Europa, lo farebbe ovviamente con le sue truppe regolari, con le sue artiglierie, con i suoi carri armati, la sua aviazione e dopo aver distrutto buona parte delle risorse belliche continentali con armi contro cui non abbiamo alcuna difesa valida. L’ipotesi che si possa servire di commando e quinte colonne, è davvero marginale, visto il divario delle forze in campo. Questo è fin troppo ovvio, anche se non escludo che una parte non poi così piccola della popolazione sarebbe disposta a dare una mano ai russi pur di liberarsi dai propri tirannelli di derivazione finanziaria. Dunque in cosa davvero si esercitavano i soldati in Alta Baviera per dare una plausibilità a questa manovra finita in avanspettacolo? Forse basta semplicemente invertire i fattori: non si esercitavano a combattere truppe irregolari, bensì ad essere truppe irregolari e sperimentare i modi con cui gli avversari possono contenere e sventare la minaccia.

Facciamo due più due e possiamo dedurne che la Germania e plausibilmente altri Paesi europei stiano addestrando truppe irregolari da inviare in Ucraina. Non sarebbe certo una novità, ma visto il dissanguamento dell’esercito di Kiev i nostri ducetti guerrafondai si rendono conto di doverne inviare molte di più, attingendo a piene mani dagli eserciti regolari e addestrando per tempo i soldati anche in operazioni di infiltrazione del territorio russo. È chiaro, anzi dichiarato, che essi vogliono far durare la guerra più a lungo possibile e per questo è assolutamente necessario rinsanguare l’esercito di Kiev. C’è anche un’altra ipotesi possibile: che si stia cominciando ad addestrare le truppe a contenere rivolte popolari e dunque a “tenere il territorio”. Può essere: chi sente finire il proprio tempo, si prepara ad usare gli eserciti professionali come un servizio d’ordine privato.

Redazione

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Controllate anche

«La donna che sa»

Essere desiderata è un fatto. Decidere cosa farne è una scelta …