La guerra che non chiamiamo guerra

«Terza (o Quarta) Guerra Mondiale»

Il conflitto globale è già in corso, ma fingiamo di non accorgercene

di Andrea Marcigliano

La paura di una nuova Guerra Mondiale è, paradossalmente, fuori tempo massimo. Non perché il rischio sia svanito, ma perché il conflitto globale è già una realtà operante, diffusa, normalizzata. Andrea Marcigliano smonta l’idea consolatoria di una guerra futura e spettacolare, mostrando come l’epoca presente sia già attraversata da una guerra mondiale atipica: frammentata, asimmetrica, permanente. Dalla guerra in Ucraina — ridotta superficialmente a scontro bilaterale — ai conflitti periferici, dalle pressioni economiche alle guerre dell’informazione, il mondo vive dentro un sistema di ostilità interconnesse che coinvolgono potenze grandi e piccole, alleanze mutevoli, interessi strutturali. Come nelle guerre del Novecento, anche oggi i contemporanei faticano a riconoscere l’unità del conflitto che li avvolge. Il risultato è una cecità collettiva: non vediamo la guerra perché non corrisponde all’immaginario ereditato dai manuali scolastici. E proprio per questo è più pericolosa. Un’analisi lucida e spietata che invita a prendere coscienza di una realtà già in atto, prima che sia troppo tardi per comprenderla — e per difendersi. (N.R.)


Avete paura di una nuova, Guerra Mondiale? Dell’esplodere di un conflitto che coinvolga potenze grandi e piccole e travolga le vostre vite?

Beh, è una paura senza senso. Tranquillizzatevi. Perché la nuova, terza o quarta, Guerra Mondiale è già qui. In atto, intorno a noi.

Solo che stentiamo a prenderne coscienza.

Non la vediamo. O, forse, non la vogliamo vedere.

Certo, va detto che è una Guerra Mondiale diversa da quella cui siamo stati abituati dai libri di scuola. Che, per altro, tendevano anch’essi a semplificare. Mettendo insieme, a posteriori, conflitti diversi – pensate alla guerra tra URSS e Finlandia, solo per fare un esempio, o all’attacco dell’Italia alla Grecia – e leggendoli come sfaccettature di un unico, immane, conflitto.

E dubito, però, che gli uomini del tempo ne fossero pienamente coscienti.

 

 

 

 

 

 

 

Comunque, l’epoca in cui ci tocca vivere è, a tutti gli effetti, un conflitto mondiale. Anomalo se volete, asimmetrico, come dicono gli specialisti. E tuttavia mondiale.

La guerra in Ucraina. Che solo per un completo babbione analfabeta potrebbe essere una guerra tra Mosca e Kiev.

Perché basta osservarla con un minimo d’attenzione per capire che è uno scontro fra la Russia e la NATO. Contenuto nella sua dimensione territoriale, almeno per ora. Per ragioni che abbiamo già spiegato sino alla nausea.

E, poi, la guerra in Medio Oriente. La Siria travagliata da un conflitto civile che non conosce pace.

I Curdi in attacco e in difesa, sia in Siria che in altre regioni.

La Turchia che ingerisce pesantemente.

E l’Iran sotto attacco. Guerra a rate. Sei giorni. Poi una lunga tregua. Presto, probabilmente una deflagrazione difficile, se non impossibile, da controllare.

E Israele. All’offensiva in Siria. Netanyahu che sta facendo carne da porco della Striscia di Gaza, nel silenzio complice dei Media occidentali.

E il prepararsi allo scontro frontale con Teheran.

Dobbiamo continuare?

Lo dice la ministra Belga Hadja Lahbib. Per sopravvivere a una guerra nucleare bastano queste poche regole: avere scorte di acqua e di cibo per tre giorni, una torcia, e mi raccomando chiudere porte e finestre!

 

 

 

 

 

 

 

L’Africa. Intorno al Sahara precipitata nel caos dalla eliminazione, per mano francese, di Gheddafi.

E nella cintura sub-sahariana attraversata dal conflitto fra la nuova realtà del Burkina Faso ed altri che hanno scacciato i colonialisti francesi, e quegli stati che ne sono ancora strumenti.

Con Russia, ed anche Cina, che cominciano a giocarvi un ruolo sempre più importante.

E, poi, l’estremo oriente. Con venti di guerra intorno a Taiwan, nuovo, e insieme antico, terreno di scontro fra Pechino e Washington.

E il Nord Corea che invia truppe in Ucraina a fianco dei russi, mentre si addensa il rischio di uno scontro con Seul, controllata dagli Stati Uniti.

E il Sud America. L’attacco statunitense al Venezuela, per eliminare Maduro.

Cuba. Che si arrocca in difesa con un, massiccio ed esplicito appoggio cinese…

E potremmo continuare…

Tuttavia, ciò che risulta chiaro, anzi evidente, è che la, tanto temuta, Guerra Mondiale è già in atto.

La tregua, dopo la Guerra Fredda, è ormai finita da tempo.

Sempre, poi, che di una vera tregua si sia trattato.

Cosa che, rileggendo il recente passato, mi risulta sempre più difficile credere.

Redazione Electo
Andrea Marcigliano

 

 

 

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