Toulouse-Lautrec il più bohémien dei pittori francesi. A otto anni era talmente grazioso che lo chiamavano Bébé le Joli o Petit iijou, ma poi tutto cambiò.

Nel corso dell’infanzia una serie di cadute accidentali e di fratture alle gambe svelarono la grave malattia. Il risultato fu che nel ragazzo testa e torso si svilupparono normalmente, ma le spalle erano cadenti, le braccia corte e le mani grossolane. Le gambe rimasero fragili, infantili, l’andatura incerta gli rese necessario l’uso del bastone.

L’aristocratico Henri de Toulouse-Lautrec nacque il 24 novembre 1864 in uno dei palazzi di famiglia, l’Hôtel du Bosc, presso Albi, una cittadina del Meridione della Francia, a ottanta chilometri di distanza da Tolosa. La sua era una delle famiglie più prestigiose di Francia. I Toulouse-Lautrec si consideravano discendenti da Raimondo V conte di Tolosa, padre di Baudouin, che nel 1196 avrebbe dato origine alla stirpe, contraendo matrimonio con Alix, viscontessa di Lautrec.

Quando, dopo aver faticosamente conseguito la maturità liceale, nel novembre 1881 Henri annunciò ai genitori di non voler perdere ulteriore tempo e di diventare pittore, il padre Alphonse, consapevole che non sarebbe mai riuscito a plasmare Henri a propria immagine e somiglianza, un bizzarro esibizionista ed un insaziabile dongiovanni, amante della caccia, dell’ippica ma anche dell’oziare all’aria aperta, suo elemento salutare.

Pur essendo in possesso di una discreta perizia tecnica, comprendeva di essere ancora immaturo sotto il profilo pittorico e sapeva di avere assolutamente bisogno di perfezionare la propria mano sotto la guida di un artista accademico di solida fama. Toulouse-Lautrec in un primo momento pensò di seguire le lezioni di Alexandre Cabanel, pittore che dopo aver stupito nel 1863 il pubblico del Salon con la sua Venere godeva di notevole prestigio artistico ed era in grado di garantire ai propri discepoli un futuro brillante. Il sovrannumero di richieste, tuttavia, dissuase Henri dal seguirne le lezioni.

Fu così che scelse i corsi di Léon Bonnat, pittore di una grande popolarità nella Parigi dell’epoca. Il servizio didattico erogato da Bonnat prevedeva una pratica del disegno condotta con ferrea disciplina: Toulouse-Lautrec studiò con fervore e dedizione quanto gli veniva assegnato, anche se alla fine la sua passione per la pittura non mancò di generare notevoli attriti con il maestro. «La pittura non è niente male, questo è eccellente, insomma … niente male. Ma il disegno è veramente terribile!» borbottò una volta Bonnat al discepolo: Henri ricordò con grande rammarico questo rimprovero, anche perché le sue opere – seppur ancora acerbe, in un certo senso – denotavano già un grande talento grafico e pittorico. Terminato dopo soli tre mesi il discepolato con Bonnat, Lautrec entrò nello studio di Fernand Cormon, un pittore da salotto illustre. Nello stimolante atelier di Cormon a Montmartre Toulouse-Lautrec venne a contatto con Emile Bernard, Eugène Lomont, Albert Grenier, Louis Anquetin e Vincent van Gogh che era di passaggio nella capitale francese nel 1886.

Sentendosi influenzato negativamente dalle formule accademiche nel gennaio del 1884 lasciò l’atelier di Cormon. Affittò uno studio nel cuore di Montmatre, riparo di diseredati e prostitute, tra bistrot malfamati e bordelli. La scelta fu molto significativa: Henri infatti non scelse un quartiere che si confacesse alle sue origini aristocratiche, quale poteva essere quello intorno a place Vendôme, bensì preferì ad esso un sobborgo vivace, colorito, ricco di cabaret, di café-chantants, di case di tolleranza e di locali di dubbia fama. Il suo genio creativo non si espresse solo attraverso la pittura contribuendo a rendere immortali i personaggi, i luoghi e le atmosfere della frizzante vita notturna parigina della fine del XIX secolo evidenziando la sua capacità di cogliere la bellezza della vita persino nelle imperfezioni e nelle sofferenze umane. Henri alloggiava a volte per intere settimane nei bordelli, dipingendo le prostitute che si rivelarono modelle ideali per lui, nella disinvoltura con cui andavano in giro nude o seminude. Fu qui che contrasse la sifilide e si dette all’alcol, che lo aiutava a mitigare i dolori alle gambe sempre più intensi. Da lì fu una discesa agli inferi sempre più rapida: tra il 1899 e il 1900 fu ricoverato in una clinica per i continui attacchi di delirium tremens. 

Toulouse-Lautrec è stato un instancabile sperimentatore di soluzioni formali, e la sua versatile curiosità lo portò a tentare diverse possibilità nel campo delle tecniche artistiche utilizzate. Animato da uno spirito eclettico e poliedrico, Lautrec è stato un disinvolto grafico, prima che un pittore, ed è

stato proprio in tale campo che la sua arte ha raggiunto vette altissime.

Oggi è considerato il più grande creatore di manifesti e stampe del XIX e XX secolo. Litografie a colori, manifesti pubblicitari, disegni a matita e a penna, grafiche promozionali e illustrazioni per giornali. Tutti questi lavori sono diventati il simbolo dell’epoca più rosea nella storia della Ville Lumiere.

Nel 1922 sua madre donò un’ampia raccolta delle sue opere al museo della sua città natale, Albi, che fu rinominato Musée Toulouse-Lautrec.

La morte arrivò il 9 settembre 1901, dopo un nuovo e definitivo attacco di paralisi. 

Aveva 37 anni. 

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

  • Balthus, genio o pedofilo.

    “Si serviva della realtà per meglio crocifiggerla. Da subito, cioè fin dalla prima volta c…
  • William Merritt Chase

    Ritratti, stanze scure e sovraccariche di oggetti, paesaggi aperti e luminosi. William Mer…
  • Henri Cartier-Bresson

      “Il tempo corre e fluisce e solo la nostra morte riesce ad afferrarlo. La fotografi…
Carica ulteriori articoli correlati
Carica altro Riccardo Alberto Quattrini
Carica altro Arte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Controllate anche

Etère, le escort dell’antica Grecia.

“Eleganti, colte e raffinate, l’etère erano le sole donne che, ad Atene, potessero permett…