Tra revanscismi e fantasmi ideologici, l’Italia si prepara al prossimo palcoscenico bellico.

TRIPPE D’ÉLITE
Ideologie spente, armi lucide
di Gianluca Padovan
Nel suo stile tagliente e provocatorio, Gianluca Padovan ci guida in una riflessione sul clima politico e militare italiano contemporaneo, dove le “truppe d’élite” del pensiero si preparano a nuovi conflitti in nome di vecchie ideologie. Tra pacifinti, rossi mancati e nostalgici assortiti, prende forma una parodia amara della retorica di guerra. Un’analisi lucida, cinica e necessaria sul futuro dell’Italia, che sembra voler rigiocare partite già perse – ma con fette di salame ben adagiate sugli occhi. (Nota Redazionale)
Il Futuro dell’Italia.
Stanchi della “pace” dei pacifinti ci prepariamo, o meglio ci preparano, ad un nuovo gigantesco et fantasmagorico conflitto. L’afflato revanchista che qualcheduno prova ancora nei confronti dei “rossi” lo vede concretizzarsi in una guerra contro l’Est europeo-asiatico.
L’afflato revanchista che qualche “rosso nostrano” prova nella mancata rivoluzione comunista italiana (ancor’oggi gabellata per “socialista”), stroncata tra 1919 e 1922, ma definitivamente morta con gli Anni Novanta del XX secolo, la vede profilarsi all’orizzonte, come “fata morgana” del deserto, nell’appoggiare la comunistissima ex Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche… assieme a gente dell’estrema destra italiana, ovviamente. Il resto, per pudore e per brevità di spazio, tralasciamolo.
Comunque, nel bene o nel male, che questo maledetto dado di burro sia tratto. Troppo lasso temporale ci separa dall’ultima guerra mondiale ed è giunta l’ora che s’imbraccino le armi… non dico per la Terza, ma almeno per un suo palliativo. E veniamo alle Truppe che potremmo schierare, ma prima togliendoci le fette di salame dagli occhi.
L’arma di distruzione di massa.
Il momento casalingo dell’italiano consuma giorno dopo giorno la sua salute con l’apertura e la chiusura del portellone del frigorifero. Quest’eccezionale e subdola arma
di distruzione di massa ha minato la salute d’ogni italiana e d’ogni italiano. Ha generato battaglioni di obesi.
Esponendosi in continuazione a ventate di gelo nell’apertura e nella chiusura le persone si ritrovano con la salute irrimediabilmente minata. Costoro, futuri fanti dell’Italia guerriera, assuefatti al frigorifero, come potranno essere dei validi combattenti? Si potranno equipaggiare con minifrigo portati seco come maxi-zaini sul groppone evitando così l’astinenza e mantenere l’obesità intatta?
Alcool e droghe varie non hanno sortito l’effetto del frigorifero. Non hanno piegato ogni futuro fantaccino come ha saputo fare, e tutt’ora fa, questo elettrodomestico simpaticissimo ma letale. Ogni ansia, ogni frustrazione, tutte le turbe, le nevrosi e le frenesie inconsulte trovano lenimento nell’aprire e chiudere il frigorifero. E nel frattempo si mangia. Ecco il punto: si mangia in continuazione lungo la strada che conduce alla meta, ovvero alla lievitazione della propria figura.
Panzeria d’assalto.
Il fante, oggi inteso in senso tanto maschile quanto femminile, è sempre stato l’elemento vincente di ogni Esercito. La Fanteria è l’arma determinante in ogni battaglia.
Il piccolo fastidioso “effetto collaterale” della sensazione d’invincibilità che ogni reduce che ha veramente combattuto si porta a casa a fine guerra è stato comunque risolto. Per inciso, cari increduli, credo di non errare affermando che tale pernicioso fattore sia chiaramente espresso e per la prima volta, nella Storia nota, da Senofonte nella sua Opera (straordinariamente straordinaria) denominata ANABASI.
“Quando si è in pericolo, la cosa più nobile è restare lucidi.”
(Anabasi, III.1.25)
Oggi il panza, non più “il fante”, è la classica carne da frigorifero e non già da cannone: ad ogni assalto almeno un terzo dei panzoni e delle panzone schianterà per infarto del miocardio (attacco coronarico), rottura dei legamenti, ictus, insufficienza renale, ipoventilazione e via discorrendo. In pratica si accelereranno, ad ogni attacco, tutte le magagne che l’essere obesi comporta.
Queste sono le panzerie d’assalto e da sfondamento che sicuramente, in un verso o nell’altro, sfonderanno le linee nemiche e senza poi tornarsene vivi a casa (eliminando da sole l’effetto “anabasi”).
Trippe da Sbarco San Manzo.
Nella migliore tradizione della Nuova Italia si potranno schierare contro il palese Nemico le famosissime et revisionate Trippe da Sbarco San Manzo. Queste straordinarie palle di grasso non affondano, non sentono il freddo, sbarcano sempre e mai disattendono i piani di chi li manda nella pugna. Mal che vada le trippe da sbarco sono sempre spinte a riva dalla marea. Sono una delle punte d’adipe del NEO, il Nostrano Esercito Obeso certificato dal Comitato Consumatori.
Occorrerà avere l’accortezza di non fare mai attestare cotali forze e per un semplice motivo: scavare una “buca da fante” che sia in grado di ricoverare i loro pachidermici corpi porterebbe via troppo tempo e troppe energie. Pertanto: sempre all’assalto!

Magna che ti passa.
Parlamento, Camera et Senato: quanti i sovrappeso? Popolo Italiano: quanti i sovrappeso? Globalmente i “tossici” non si contano.
Paradigmaticamente la situazione è semplice: il Popolo non è condannato ad estinzione perché è ignorante, perché scorda chi è et le sue tradizioni. Non scompare a causa di un nemico incipiente et prorompente o perché non trova più la strada di casa. Scompare soffocato dal grasso che monta come panna sotto l’azione del frullatore. Scompare perché diviene talmente largo da non riuscire a vedere sé stesso nel normale specchio di casa.
Ergo, i piani di battaglia possono anche stare bene, a cotal Popolo, possono anche piacere e indurre anche i più riottosi ad imbracciare il fucile d’assalto. Ma chi avrà il coraggio di affidare le sorti della pugna ad un branco di grassoni e di grassone impenitenti?
