Tra rincari, propaganda e slogan vuoti

«Turismo a rischio per le follie di Ursula e le banalità degli operatori»
Tra tensioni internazionali, prezzi fuori controllo e retorica promozionale stanca, l’estate turistica parte in salita.
di Augusto Grandi
L’estate turistica si avvicina in un clima di crescente inquietudine. I viaggi all’estero frenano per l’aumento dei costi e per l’instabilità geopolitica, mentre il turismo interno soffre per tariffe ormai fuori misura rispetto all’offerta reale. In questo scenario già fragile, la risposta di molti operatori appare debole e ripetitiva: slogan come esperienziale e mozzafiato sostituiscono una riflessione seria sul rapporto tra qualità, accessibilità e competitività. Ne emerge il ritratto di un settore che rischia di perdere terreno non solo per cause esterne, ma anche per una comunicazione stereotipata e per l’incapacità di rinnovare davvero la proposta turistica nazionale. (N.R.)
Esperienziale e mozzafiato. Gli operatori turistici italiani sono preoccupati per il turismo dell’imminente estate. Poche prenotazioni per viaggi all’estero, brusca frenata per le vacanze in Italia. Pesano, nel primo caso, sia i rincari dei voli sia i timori crescenti per il clima di guerra instaurato dal pirata e dall’assassino: si riduce drasticamente il numero delle aree tranquille su cui Trump non voglia mettere le mani per rubare petrolio, gas, terre rare.


Nel secondo caso, invece, sono i prezzi già aumentati senza controllo a contrastare il turismo di prossimità. Meglio una settimana in Riviera Ligure, risparmiando su tutto, o due settimane in Egitto con tutti i comfort e allo stesso prezzo? Sempre che la banda degli eurotossici non blocchi tutto per mancanza di gas e petrolio. Quel gas e petrolio che gli eurotossici non vogliono acquistare dalla Russia poiché è meglio impedire agli europei di spostarsi piuttosto di far arrabbiare Zelensky ed i suoi padroni.
La risposta degli operatori, però, non è granché. Si rilancia il fastidiosissimo termine esperienziale per ammantare di chissà quale fascino esotico la solita vacanza nei soliti posti all’estero, però facendoli pagare decisamente di più. Ancora peggio per le proposte nazionali, con paesaggi immancabilmente mozzafiato poiché sarebbe troppo faticoso cercare un sinonimo almeno una volta ogni 10.
Macché. Il prevalere della sciatteria emerge anche dal lessico. Banale, ripetitivo, scontato. Ed è l’unica cosa ad essere scontata, i prezzi assolutamente no.
