Città d’arte o centri commerciali?

TURISMO CULTURALE? VIETATO! SOLO SHOPPING IN ITALIA

In Italia il turista colto è diventato un problema: se non compra, che ci viene a fare?

di Augusto Grandi

Non è più tempo di ammirare, scoprire, imparare. In molte città italiane – a partire da Venezia – il turista ideale non è più quello che visita musei o fotografa chiese, ma quello che spende. Meglio ancora se spende tanto. In questo pezzo dal tono satirico e indignato, Ala.de.granha racconta come la cultura venga ormai vista come un intralcio al business, e come chi osa passeggiare senza comprare diventi un fastidio da tassare. Un viaggio (amaro) nell’Italia che punisce chi guarda e non consuma. (Nota Redazionale)


Ma si possono ancora accettare i turisti poveri? Quelli che arrivano a Venezia per visitare la città, per ammirare scorci unici al mondo, e sono più interessati a Palazzo Ducale che allo shopping? Che vanno a Roma per ammirare gli scavi archeologici o i palazzi della nobiltà papalina e non si strafogano di carbonara? Che a Napoli entrano nei musei invece che in pizzeria? Inaccettabile. Vanno puniti.

Il gioielliere presidente dell’associazione dei commercianti di piazza San Marco ha proposto di istituire una tassa di 100 euro per evitare che i poveri entrino nella città lagunare. Certo, lui vorrebbe solo Bezos e i suoi amici, ma si accontenterebbe anche di turisti di fascia medio alta che, invece di riempirsi gli occhi della città più bella del mondo, si riempissero le borse di souvenir di lusso. Spendendo almeno 100 euro a testa, ovviamente. La sua, ha assicurato, era solo una provocazione, ma era reale l’indignazione nei confronti di chi osa passeggiare senza guardare le vetrine.

Per non parlare di quelli che bevono acqua alle fontanelle, dividono un panino in due per potersi permettere una gita a Burano o un ingresso a San Marco.

La follia, evidentemente, dilaga. La cultura, la storia di una città non hanno più importanza di fronte allo shopping. O alla spesa assurda per mangiare un pesce cattivo e una pasta per turisti ricchi che non capiscono ciò che stanno masticando.

Si possono accettare i bacarì? Sì, ma solo se quelli autentici sono riservati ai veneziani mentre per i turisti bisogna prevedere bacari di lusso, costosi e senza qualità.

Non ci si può né stupire né indignare: è il turismo in stile Santanchè.

Redazione Electo
Augusto Grandi

 

 

 

 

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