Tra sovraccarico informativo e perdita della verità

«Tutto ciò che non abbiamo bisogno di sapere e qualcos’altro che ci serve»
Big Data, intelligenza artificiale e il rischio di un’umanità che smette di pensare
di Edward Curtin
Nel suo intervento, Edward Curtin sviluppa una riflessione critica sul paradosso della conoscenza nell’era digitale: sapere sempre di più, ma comprendere sempre meno. A partire da un’intuizione di Roberto Calasso, l’autore descrive un mondo in cui l’intelligenza artificiale e i Big Data non liberano l’uomo, ma lo sollevano dalla fatica del pensiero, sostituendola con un flusso continuo di informazioni irrilevanti. Assistenti virtuali e dispositivi “intelligenti” costruiscono una realtà artificiale, dove la verità si dissolve dietro narrazioni prefabbricate e sistemi di controllo sempre più pervasivi. Sullo sfondo, Curtin richiama le origini militari della rete e le intuizioni precoci di Henry David Thoreau, suggerendo che la vera posta in gioco non è tecnologica, ma umana: la capacità di pensare, scegliere e distinguere l’essenziale dal superfluo. Ne emerge una denuncia radicale della modernità digitale, in cui l’urgenza non è accumulare conoscenze, ma recuperare il senso stesso del conoscere. (N.R.)
“E c’è chi sostiene che i Big Data soppianteranno l’Homo sapiens,
trascinandolo impotente come una cannuccia nel possente flusso di informazioni.
Saremo quindi vicini a sapere quasi tutto ciò che non abbiamo bisogno di sapere.”
Roberto Calasso, Il presente innominabile, 2017
È un compito gravoso, e lo sarà ancora di più quando l’intelligenza artificiale ci solleverà dal peso di dover sapere qualsiasi cosa, tranne come chiedere all’IA le risposte a tutto. Il peso di pensare con la propria testa, di leggere libri e di vivere nella realtà naturale verrà alleviato.
Siri, Alexa e gli altri assistenti virtuali ci condurranno comodamente in una “realtà” virtuale – un mondo inconsistente – dove tutte le ansie saranno placate da banalità e il naturale scorrere del tempo sarà sostituito da bip puntinisti di agitata disattenzione.
E soprattutto: la verità scomparirà dietro la propaganda, perché l’intelligenza artificiale e il mondo digitale sono stati creati e sono controllati dalle aziende tecnologiche e dalle agenzie di intelligence governative che, insieme ai media mainstream, sono i nostri controllori. La loro missione è il controllo mentale, il progetto MKUltra su larga scala per tutti.
Calasso scrisse le parole citate sopra nove anni fa, e io ho scritto i paragrafi precedenti al futuro. Ma aggiorniamoci e rendiamoci conto che il futuro è adesso, pur ricordando che Internet nacque dall’ARPANET (Advanced Research Projects Agency) del Pentagono alla fine degli anni ’60, quando molti avvertivano che lo sviluppo della tecnologia informatica digitale avrebbe portato a repressione e sorveglianza, non all’emancipazione.
“Ehi Siri, perché ti sto chiedendo qualcosa?” non è una domanda che molti si pongono oggi.
C’è un motivo per cui gli smartphone si chiamano “intelligenti”: sono progettati per rendere tutti stupidi, ma solo gli stupidi non lo capirebbero. Ognuno ha una ragione per cui deve avere uno smartphone. Riempite la testa delle persone di informazioni inutili e guardatele girare. Henry Thoreau lo aveva capito al contrario molto tempo fa, quando scrisse nel suo saggio ” Vita senza principi “:
“È così difficile dimenticare ciò che è peggio che inutile ricordare.”
Oggi nessuno ricorda più nulla, quindi non c’è bisogno di dimenticare. L’inutile lava le menti giorno e notte. È qui e via allo stesso tempo, le bolle mentali evanescenti per eccellenza scoppiano incessantemente.
Quindi, cosa vale la pena sapere? È un’ottima domanda.
Ma questa domanda è superata da un’altra: cosa è importante ignorare? La censura oggi si realizza principalmente inondando le persone di informazioni inutili. Pertanto, è nel nostro interesse sapere come evitare questi dati irrilevanti.
Certamente il primo passo è ignorare il più possibile i social media e non porre mai domande all’intelligenza artificiale. Poi, evitare i reportage dei media mainstream e gli articoli insensati volti a condurre il pubblico su un sentiero illusorio dove le “rilassanti” sciocchezze seguono i titoli allarmistici. E fare a meno degli “smartphone”, che sono le attuali macchine di sorveglianza e distrazione essenziali per creare disattenzione e stordimento nei loro utenti.
I computer portatili sono già abbastanza problematici, ma almeno non si possono portare in tasca. Gli smartphone sono celle autoimposte, le cui chiavi non sono in possesso dei loro proprietari. È talmente ovvio che non lo è affatto. Dietro questi strumenti si cela l’ingenuità di chi si lascia ingannare dai loro carcerieri. Eppure, suggerire di abbandonare questi telefoni sembra così ridicolo e impossibile da dimostrare il loro potere su chi non riesce a immaginare di vivere senza di essi.
Per quanto riguarda la domanda precedente, permettetemi di rispondere in modo conciso. Conoscere quanto segue vi farà risparmiare molto tempo ed energia psichica.
- Gli Stati Uniti sono uno stato imperialista e bellicoso, costruito per una guerra senza fine.
- Desidera dominare il mondo come unico impero.
- Le sue guerre contro Russia e Iran non finiranno, poiché fanno parte di un piano di guerra strategico volto a sconfiggere anche la Cina. Non ci saranno “accordi” che non portino a una vittoria totale.
- Israele è una base operativa avanzata degli Stati Uniti in Medio Oriente. Le loro guerre di aggressione coordinate e l’espansione di Israele mirano al controllo della regione.
- Tutte le notizie diffuse dai media mainstream in senso contrario sono menzogne volte a ingannare la gente, a far credere che la pace sia possibile quando in realtà è prevista solo la guerra. I cessate il fuoco temporanei fanno parte della pianificazione bellica.
- Questa strategia è appoggiata sia dal Partito Repubblicano che da quello Democratico, che servono gli interessi di forze finanziarie occulte che possiedono il paese e ne controllano l’economia. Sebbene i partiti e i loro leader possano essere in disaccordo sulle tattiche, concordano sul piano strategico di continuare le guerre contro Russia, Iran e Cina per mantenere il dominio mondiale degli Stati Uniti.
- Fondamentale per il loro controllo è la guerra di propaganda digitale condotta contro la gente comune, le cui menti devono essere catturate e placate attraverso menzogne e un sovraccarico di informazioni futili.
- Al centro di questo controllo mentale c’è l’uso di Internet e dei dispositivi digitali per manipolare il pensiero delle persone creando confusione, distrazioni, paura, speranza e disperazione attraverso narrazioni alternate. Le elezioni sono una parte fondamentale di questa propaganda “della speranza”. Basta studiare le guerre statunitensi del XXI secolo per avere una conferma completa di questo consenso bipartisan.
- L’unica, flebile speranza che queste guerre interminabili – in realtà un’unica guerra strategicamente connessa – possano essere fermate risiede nella nascita, negli Stati Uniti, di un movimento pacifista autenticamente radicale e profondamente informato, e nella consapevolezza, da parte dei paesi multipolari, che comprendono l’incapacità degli Stati Uniti di porre fine alle proprie guerre, e nella loro opposizione congiunta e inflessibile al programma statunitense.

Non lasciatevi distrarre e tranquillizzare da futilità digitali e da tutte le cose che non avete bisogno di sapere. Bisogna concentrarsi sulle poche cose essenziali, come quelle politiche menzionate in precedenza.
Al di là di queste, tuttavia, e in un luogo di epifanie ben più profondo, si colloca ciò che lo straordinario Roberto Calasso, in Letteratura e gli dèi, chiama “letteratura assoluta”, ovvero una conoscenza accessibile solo attraverso la composizione letteraria “alla ricerca di un assoluto, che quindi coinvolge nientemeno che ogni cosa, ed è al tempo stesso qualcosa di assoluto, senza vincoli, svincolato da qualsiasi dovere o causa comune, da qualsiasi utilità sociale”.
È una scrittura che bisogna leggere, in cui bisogna entrare, la cui luminescenza vibra nella mente dove si apre una seconda realtà e si provano brividi di riconoscimento che rapiscono. È ciò che Nietzsche definiva un luogo di verità, “un esercito mobile di metafore” ben oltre il discorso ordinario o il pensiero concettuale.
Lo menziono perché è essenziale da sperimentare, un luogo dove l’arte apre il cuore e la mente al sublime. Che questa mia digressione possa sembrare sconvolgente mentre saltiamo da ciò che vale la pena sapere a ciò che non vale la pena sapere. Che possa sembrare enigmatica quanto deve essere. Le guerre sono tanto spirituali quanto fisiche, una verità che certi artisti hanno sempre conosciuto. Siamo sempre in cammino, per inciso.
Daniel Berrigan, SJ, amico, mentore e poeta pacifista dallo spirito profondo, è scomparso dieci anni fa, proprio ieri. Aveva il dono di ricordarci, con la sua vita da dissidente e le sue parole schiette, alcune verità essenziali. Eccone alcune:
“L’unico messaggio che ho per il mondo è: non ci è permesso uccidere persone innocenti. Non ci è permesso essere complici di un omicidio. Non ci è permesso rimanere in silenzio mentre i preparativi per un omicidio di massa procedono in nostro nome, con i nostri soldi, in segreto… È terribile per me vivere in un’epoca in cui non ho altro da dire agli esseri umani se non: “Smettetela di uccidere” … La nostra situazione è molto primitiva da un punto di vista cristiano. Siamo tornati al punto di partenza. Non uccidere; non ci è permesso uccidere. Oggi tutto si riduce a questo, tutto.”

Edward Curtin: sociologo, ricercatore, poeta, saggista, giornalista, romanziere… scrittore – al di là di ogni categorizzazione. Il suo nuovo libro è AT THE LOST AND FOUND: Personal & Political Dispatches of Resistance and Hope (Clarity Press).