«Le Foreste a precedere le civiltà, i Deserti a seguire.» Chateaubriand

TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE

SULLA CO2 E NON VI HANNO MAI DETTO


La cosa che colpisce è che per anni le immagini simbolo della cura dell’ambiente raffiguravano un germoglio che cresce dalla poca terra stretta fra due mani. Ed è un’immagine bella che continua a girare nonostante che l’ecologismo attuale si basi tutta sulla riduzione della CO2 che è invece è un elemento essenziale per la crescita della vegetazione. Ecco cosa si intende quando si parla della sostituzione della realtà con dei simulacri ingannevoli. Ci sono solo tre cose fondamentali per tutta la vita: sole, CO2 e acqua. Sole e acqua sono probabilmente comprensibili anche per i politici e le menti più evase da se stesse, la CO2 però ha bisogno di una spiegazione, un po’ più complessa. Facciamoci due semplici domande come se fossimo scolaretti a scuola: cosa fanno le piante con la CO2? Come funziona la fotosintesi?(1)

Per dirla semplicemente, le piante producono zucchero partendo da CO2 e H2O, cioè anidride carbonica e acqua. Lo zucchero da tavola, il saccarosio, ha la formula molecolare C12H22O11, cioè lo zucchero contiene solo componenti di CO2 e H2O. Ciò che rimane in una tale reazione sono 12 molecole di O2 ovvero ossigeno che vengono rilasciate nell’aria. Il fruttosio ha la formula molecolare C6H12O6, quindi vengono rilasciate 6 molecole di O2. Il processo avviene, quando un raggio di sole colpisce una foglia. Nella parte inferiore ci sono degli spazi chiamati stomi che assorbono la CO2 dall’aria. L’energia dei fotoni del sole è necessaria per effettuare la trasformazione chimica. Poiché, secondo la legge di conservazione dell’energia, essa non può né essere creata né scomparire, una parte dell’energia solare viene convertita in energia chimica sotto forma di zuccheri (e calore).

Fotosintesi clorofiliana breve filmato

Lo zucchero viene poi ulteriormente convertito in carboidrati, olio vegetale, legno, foglie e altre sostanze e viene utilizzato per l’alimentazione dell’uomo e degli animali. Lo zucchero (e i carboidrati polisaccaridi) viene utilizzato per costruire le cellule del corpo e per produrre energia. Lo zucchero ha così trasportato nel corpo l’energia solare convertita e il carbonio della CO2. Senza piante e senza CO2 non potrebbe esistere la vita sulla terra, nemmeno di quegli stupidi alieni che vorrebbero eliminare l’anidride carbonica senza neanche essersi presi la briga di dimostrare e quantificare  il cosiddetto effetto serra alle varie concentrazioni possibili di CO2 o di altri gas serra, compreso il vapore acqueo a cui si deve almeno per il 95% di questo effetto.

Stante che le ipotesi sul riscaldamento catastrofico, mancano delle più elementari basi fisiche c’è invece un effetto verde che viene taciuto: maggiore è la concentrazione di CO2 disponibile nell’aria, più velocemente essa verrà assorbita e gli stomi delle foglie potranno chiudersi prima. Ciò significa che le piante crescono più velocemente e perdono meno acqua. Questa si chiama fertilizzazione con CO2. Viene utilizzato nelle serre. Il contenuto di CO2 dell’aria viene aumentato da 420 a 800 a 1000 ppm per ottenere rese più elevate e una crescita più rapida. Una sintesi di 270 studi di laboratorio ( Idso, 2013 ) che hanno coinvolto 83 colture alimentari ha mostrato che un aumento della concentrazione di CO2 di 300 ppm ha aumentato la crescita delle piante in media del 46% per tutte le piante studiate. Il secondo effetto, il minor consumo di acqua ed ecco perché oggi le piante possono crescere dove nel 1950 c’era ancora il deserto. Gli studi hanno dimostrato che dal 1980 al 2016 il verde è aumentato del 14% nelle zone aride.

Le esternalità positive di anidride carbonica: Stima dei benefici monetari dell’innalzamento atmosferico Concentrazioni di CO2 sulla produzione alimentare globale

Esiste però anche un limite inferiore. Si tratta di 150 ppm di CO2, al di sotto della quale la fotosintesi si ferma. Sarebbe la fine di tutta la vita, almeno sulla terraferma. Alla fine dell’ultimo periodo glaciale, l’atmosfera si trovava a soli 32 ppm da questo limite. 11.000 anni fa, quando finì l’ultimo periodo glaciale, il livello di CO2 nell’aria era di 182 ppm. Tuttavia, le variazioni dei parametri orbitali della Terra secondo uno dei quattro cicli di Milancović hanno provocato un aumento della temperatura di circa 10-12 gradi. Se infatti non esiste alcuna dimostrazione che l’aumento di CO2 provochi un aumento di temperatura è invece dimostrato che l‘aumento delle temperature comporta sempre un aumento del contenuto di CO2 nell’aria e questo è valido  anche nel periodo dal 1950 ad oggi .

La ragione è semplice: gli oceani  rappresentano il più grande deposito di CO2. Tuttavia, la capacità di stoccaggio diminuisce all’aumentare della temperatura e il degassamento avviene quando gli strati superiori si riscaldano a causa dell’aumento della radiazione solare.  Negli oceani dove è nata la vita avviene  anche la più massiccia conversione della anidride carbonica  in ossigeno  attraverso la vegetazione marina e il plancton.(2) Lo studio “ Ocean Science: The power of plankton ” pubblicato su Nature nel 2012 afferma : “Il fitoplancton comprende due gruppi principali: i cianobatteri fotosintetici e le alghe unicellulari, che galleggiano negli strati superiori illuminati dal sole degli oceani. Forniscono cibo, direttamente o indirettamente, praticamente a tutta la vita marina. Producono gran parte dell’ossigeno che permea la nostra atmosfera. I loro resti fossili, sepolti e compattati dalle forze geologiche, vengono convertiti in petrolio, il liquido denso di carbonio che usiamo per alimentare le nostre auto, camion e autobus”.

Quindi la prima cosa che dovremmo fare invece di seguire le fole carboniche create per l’ingegneria sociale della disuguaglianza, sarebbe quella di tenere puliti e vitali gli oceani, invece di intasarli – tanto per fare un esempio – con decine di miliardi di inutili e dannose mascherine, che sono il danno collaterale della strage pandemica e vaccinale.

Negli ultimi 140 milioni di anni il fitoplancton ha ridotto il contenuto di CO2 dell’atmosfera da circa 2.500 ppm ( ma la vita sulla terra era comunque rigogliosa) a 182 ppm circa 11.000 anni fa. A causa del moderno massimo solare e termico, ora abbiamo raggiunto un contenuto di CO2 di circa 420 ppm. Poiché secondo le previsioni degli astrofisici e dello Space Weather Prediction Service degli Stati Uniti (3)è imminente un periodo in cui il numero di macchie solari e quindi la radiazione solare sulla Terra sarà drasticamente ridotto, è prevedibile un raffreddamento della temperatura media di 1-1,5 gradi. Ciò comporterà inevitabilmente una riduzione dei livelli di CO2 nell’atmosfera e un corrispondente aumento dei livelli degli oceani.

La politica sulla CO2 dell’Onu, dell’Oms, dell’Ue e dell’élite finanziaria, che prevede profitti a breve termine e una ridistribuzione dal basso verso l’alto, non solo è completamente sbagliata, ma è anche in rotta di collisione con tutte le effettive conoscenze climatiche che abbiamo. È solo una squallida narrazione.

 

Redazione

 

 

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«FOTOSINTESI CLOROFILLIANA: LA CONOSCE, MINISTRO?»

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Descrizione

La miriade di microscopiche forme di vita che abitano in una sola goccia di mare intesse senza sosta una fitta rete che lega gli elementi chimici e la fotosintesi acquatica, l’origine della vita e i cambiamenti climatici, le risorse ittiche e l’inquinamento umano. Gli esseri del plancton, che si rivelano come luce notturna che brilla sul pelo dell’acqua, costituiscono la base degli ecosistemi marini, producendo ossigeno e alimentando gli animali più piccoli, ma anche quelli più grandi. A partire dalla Stazione Zoologica nel Golfo di Napoli, dove svolge l’attività di ricercatore, l’autore presenta il plancton in maniera multidimensionale, dettaglia l’enorme biodiversità di vegetali e di animali microbici, dalle forme aliene e dai comportamenti singolari, e svela la sua importanza globale. Prefazione di Telmo Pievani.
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